
Originariamente Scritto da
C@scista
Per quel che riguarda la protesta degli universitari contro la riforma Gelmini io farei due discorsi separati : uno sulla riforma in sè ed uno sulla protesta degli studenti universitari.
Per quel che riguarda la riforma personalmente sono favorevole a molti punti che porta avanti e contrario ad alcuni: sono favorevole alla (giusta) limitazione delllo srtrabocchevole e iper inflazionato numero dei corsi di laurea a cui erano purtroppo arrivati gli atenei con la precedente riforma tre piu due (da ottocento a inizio anni novanta sono passati a quasi tremila) molti dei quali con pochi iscritti (alcuni solo una ventina e assolutamente privi di sbocchi sul mercato del lavoro. E' piu che giusto chiudere i rami secchi.
Sono favoirevole al principio del limitare ad una sola volta la possibilità di diventare rettore e sono con qualche perplessità favorevole persino al principio di trasformare la figura del ricercatore (che da tempo finge di fare solo ricerca ma di fatto è costretto dagli atenei a fare anche docenza esattamente come i professori diventando un professore di serie b) da ricvercatore a vita a ricercatore a tempo (3 anni rinnovabili altri tre) che poi punta a diventare prifessore associato passando il concorso.
Sono invece assolutamente contrario al voler far entrare nel consiglio di amministrazione enti privati decisi quasi solo dal rettore e sono anche piu contrario al voler tagiare le borse di studio di merito per gli studenti .
Per quel che rigurad la protesta degli studenti universitari questa è assolutamente legittima per me ( e qui tiro le orecchie bonariamente a Falcoconservatore

: è impolitico chiamare delinquenti che protestano i gruppi politicizzati degli universitari) e anche quella che ha motivazioni in realtà poco attinenti alla riforma Gelmini (se non come mero pretesto) ma ideologiche e di sinistra però c'è un punto che contesto.
Dove sta scritto che la maggioranza degli studenti universitari siano contrari alla riforma o siano favorevoli alle occupazioni in se ?(lo stesso discorso vale in generale per qualsiasi legge e per molte altre categorie ovviamente) certo sono contrari gli studenti che manifestano contro la riforma ma questi per quanto numerosi siano sono solo una piccola percentuale degli studenti universitari che sulla questione non si sono mai espressi ne hanno mai votato in nessun rferendum.
Dare per implicito che la minoranza dei manifestanti (cioè soggetti che si autonominano rappresntanti di una base) rappresenti la maggioranza di chi dicono di rappresentare (degli studenti in questo caso ma vale in generale) è un assunto che va sempre dimostrato e che spesso non corrisponde alla realtà e che anzi contraddice il concetto stesso di democrazia diretta