Il Twitter di Wikileaks tace da 10 ore: l’ultimo messaggio informa di un contatto tra il governo islandese e l’ambasciata americana di Reykjavík. Routine, insomma, prima della tempesta che si scatenerà sulle cancellerie di mezzo mondo con la pubblicazione in Rete di quasi tre milioni di mail del Dipartimento di Stato americano. Documenti riservati, imbarazzanti, che potrebbero destabilizzare i rapporti tra Washington e Israele, Russia e altri paesi. L’Italia è tra questi. “Documenti di scenario” si è affrettato a minimizzare Frattini mentre nel governo cresce la preoccupazione per le tanto attese rivelazioni sul nostro Paese: “C’è una strategia per colpire l’Italia”. Intanto, cominciano a trapelare indiscrezioni sul materiale che Wikileaks ha già consegnato al New York Times. Le mail sarebbero relative al periodo successivo al 2006 e conterrebbero “giudizi poco lusingheri” sui vari leader”; per quanto riguarda l’Italia le conversazioni farebbero riferimento, oltre che alla qualità della nostra missione in territorio afghano, anche ai rapporti tra Putin e Berlusconi (nelle conversazioni si farebbe riferimento anche al famoso “lettone” di Putin), al ruolo degli 007 per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dalle bufere politiche italiane, ai rapporti economici con Gheddafi e al fiume di soldi riversato in Libia. Washington, intanto, precisa che non sempre le valutazioni dei diplomatici riflettono la posizione dell’Amministrazione Obama.
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Berlusconi, Gheddafi e il “lettone” di Putin, arriva il ciclone Wikileaks – Prime anticipazioni




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