Le spese per e della classe politica italiana sono un insulto ai contribuenti e ai disoccupati. Non c’è bisogno di studi economici, né di Keynes né, tanto meno, di Friedman, per capire che i soldi con cui lo stato “sostiene” – e m’affligge l’uso di questo verbo - i redditi delle famiglie come quella di Mastella non hanno nessuna utilità sociale o economica. Per quanto riguarda quella etica, credo che converrai anche tu che sia meglio lasciar perdere …
A parte tutto il resto, la classe politica italiana è una vergogna anche solo tenuto conto del numero dei politici stessi e delle loro retribuzioni economiche. La mia opinione è che entrambi vadano ridotti almeno di due terzi. Sono queste le spese che chi ha deciso di fare “onorevolmente” il suo dovere deve tagliare subito. E si tratta di centinaia di milioni di euro. Altro che balle!
Per quanto riguarda il fatto che sono soldi che si spenderebbero comunque, mi viene in mente un modo comune di dire quando si parla di chi ne ha troppi: “Quel tale, non sa cosa farsene dei soldi…”. E’ la categoria di cui il signor Mastella – a questo punto del discorso, solo più un modello, il paradigma di quella stessa categoria - e migliaia di altri come lui, mantenuti a produrre aria fritta dallo stato, in decine di svariati modi, fa parte. Categoria che andrebbe introdotta come “voce” propria nei prossimi annuari statistici economici dello Stato, da pubblicare eventualmente anche sulla Gazzetta Ufficiale in modo che acquisti valore a tutti gli effetti dopo quindici giorni dalla pubblicazione :
(*) Elenco di quelli che non sanno cosa farsene dei soldi perché – per loro stessi voto e decisione - ne hanno troppi e non se ne vergognano in quanto gli vengono “legittimamente” donati dallo stato che li sottrae agli altri, fra i quali molti ne hanno tantissimi di meno, alcuni quasi nulla”.
(Seguono nominativi)
Il Signor Italia, invece, come tutti ben sappiamo, non fa parte della categoria di chi non sa cosa farsene dei soldi! Anzi a ben vedere si trova nella situazione opposta.
Se il signor Italia, buon padre di famiglia, ha deciso di spendere tutti i propri soldi è meglio che li spenda per comprare le scarpe ai suoi figli se non le hanno, che gettarli nel cesso comprando una parrucca per coprire la zucca pelata e vuota di sua moglie mastel- lina, se di parrucche la moglie ne ha già venti, ma anche se non ne ha!
Ma il loro padre, signor Italia, non è un buon padre di famiglia, anzi non è proprio neanche un padre. E’ solo un gran puttaniere (e qui è meglio precisare che mi riferisco all'intera classe politica), uno che crede che la frode ai danni dei propri figli sia legittima solo perché lo ha deciso lui. E tieni pure conto che ho scritto solo di quanto quel padre crede che sia “legittimo” anche se legittimo non è, (e non di quanto, al di là del legittimo, sarebbe “giusto”). Giacché quella parola (Giustizia) parlando di questi argomenti in Italia ormai, per il rispetto che le si deve, si riesce a scriverla solo fra le parentesi.
Questo è l’effetto d’aver negato – ed i veri motivi di quella scelta tutti li hanno visti sin dall’inizio in questi oltre sessant’anni di Repubblica - per troppo tempo con le menzogne e l’ostracismo politico il giusto spazio alle idee e agli ideali di cui “l’altra parte”, e visto il tuo avatar credo che tu bene capisca, era la portatrice.
Cos’altro posso dirti? Per me, non c’è più labaro, e la mia Legione è già tutta di Là.





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