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    Banda Müntzer-Epifanio
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    Predefinito WIKILEAKS, prime indiscrezioni: la diplomazia mondiale trema

    00:10 - La Russia e le agenzie governative si servono dei boss della mafia per effettuare diverse operazioni. La Russia viene definita "virtualmente uno stato della mafia".

    217 - Il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha chiesto all'inizio di quest'anno alle ambasciate americane a Roma e Mosca informazioni su eventuali "investimenti personali" dei premier Silvio Berlusconi e Vladimir Putin che possano condizionare le politiche estere o economiche dei rispettivi paesi.

    214 - In un dispaccio del 13 maggio 2009, l'ambasciata di Tel Aviv informava che il capo del Mossad israeliano, il maggiore generale Amos Yadlin, aveva fornito ai diplomatici Usa una relazione dettagliata sullo stato del programma nucleare iraniano. Tra le altre cose, aveva affermato che "Israele non è nella posizione di sottostimare l'Iran ed essere colto di sorpresa come è successo agli Usa l'11 settembre 2001"

    21:45 - Nel 2007, l'ambasciata Usa di Ankara spediva una relazione dettagliata sulla "agenda islamica occulta" del partito di Erdogan (Akp), la possibilità cioè che conquistata la presidenza, il premierato e la maggioranza in parlamento, l'Akp introducesse la Sharia.

    21:15 - Incontro del 28 gennaio 2009 tra l'ambasciatore olandese, quello russo e il consiglieri politico americano dell'ambasciata di Riyadh con il principe Turki Al-Kabeer - sottosegretario degli Esteri sauditi. Il principe Turki mette in guardia dal pericolo nucleare iraniano e avverte: "Non possiamo tollerare una supremazia dell'Iran nella regione".

    21:05 - L'addetta al commercio dell'ambasciata Usa in Italia, Elisabeth Dibble: "Berlusconi vanitoso e incapace".

    21:00 - Occhi puntati su Ahmed Wali Karzai, il fratellastro del presidente afgano Hamid Karzai, "un corrotto e trafficante di stupefacenti". "Sembra non capire il livello di conoscenza che abbiamo delle sue attività. Dobbiamo monitoralo attentamente e in modo chiaro, inviandogli un messaggio chiaro".

    205 - Il Politburo cinese orchestrò l'intrusione nei sistemi informatici di Google in Cina. Un contatto cinese informò l'ambasciata americana a gennaio. L'attacco informatico era parte di una campagna coordinata da figure del governo ed eseguita da esperti pirati reclutati dal governo cinese.

    20:40 - Durante l'incontro di Frattini con il Segretario della Difesa Usa Robert Gates del 12 febbraio 2010 a Roma, il ministro degli Esteri italiano esprime la sua frustrazione per il "doppio gioco" della Turchia nei confronti dell'Europa e dell'Iran. Questo è quanto si legge da un estratto di un cable dell'ambasciata americana di Roma: "He (ndr Frattini) expressed particular frustration with Ankara's "double game" of outreach to both Europe and Iran".

    19:48 - The Guardian rivela: gli alleati arabi degli Stati Uniti - tra cui il re saudita Abdullah bin Abd al-Aziz - spingevano per un attacco aereo contro l'Iran. Inoltre sempre secondo quanto svelato dal quotidiano inglese e anche dal sito online dello Spiegel, il Segretario di Stato Usa Hillary Clinton avrebbe dato istruzioni per spiare i i vertici delle Nazioni Unite, tra cui lo stesso Segretario generale Ban Ki-moon.

    195 - La Casa Bianca condanna fermamente la diffusione dei documenti. Lo dichiara il portavoce della Presidenza Robert Gibbs.
    Per il Pentagono la pubblicazione dei files è un atto "incosciente".

    190 - Il Nyt, The Guardian ed El Pais pubblicano i file di Wikileaks. Nel 2009 dall'ambasciata di via Veneto si segnala la straordinaria vicinanza di Berlusconi a Putin, con scambi di "doni sontuosi", "contratti energetici lucrativi" e ancora che "Berlusconi sembra essere sempre più il megafono di Putin in Europa"

    18:00 - Per il ministro degli Esteri Franco Frattini, le rivelazioni di Wikileaks, che saranno pubblicate a partire dalle 220, "faranno saltare tutti i rapporti di fiducia tra gli Stati". "Sarà l'11 settembre della diplomazia mondiale". Julian Assange, il responsabile del sito internet Wikileaks.org ha passato i contenuti di circa 250 mila cable (telegrammi) e mail del Dipatimento di Stato Usa in anteprima al Nyt, El Pais e Der Spiegel. Proprio dalla copertina del settimanale tedesco, in edicola da domani in Germania, ma già in vendita a Basilea in Svizzera, si apprendono le prime indicrezioni rilanciate dal sito Owni.fr e dal twitterist Symor Jenkins:

    Obama preferisce volgere il suo sguardo all'Oriente più che all'Occidente;
    il presidente degli Stati Uniti non ha particolari emozioni nei confronti dell'Europa dal momento che vede il mondo, sostanzialmente, come un confronto tra due superpotenze, mentre l'Unione Europea ricoprirebbe solo un ruolo secondario.

    E poi ci sono i giudizi su alcuni leader mondiali: il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad sarebbe il novello Hitler, il francese Nicolas Sarkozy "un imperatore nudo", il presidente afgano Hamid Karzai è etichettato come un uomo "impossessato dalla paranoia", sulla coppia russa Medvedev-Putin si dice che il primo sia un costante "indeciso", mentre il secondo è il vero "maschio alfa", mentre il presidente del consiglio italiano, Silvio Berlusconi viene associato a "wild parties", festini selvaggi. Del cancelliere tedesco Angela Merkel si dice che sia scarsamente creativa e non avvezza al rischio. Inoltre "una gola profonda" del governo tedesco - pare appartenga ai liberali del Fdp - gli Stati Uniti "sono meglio informati dei segreti della politica tedesca più di quanto non lo siano gli stessi politici di Berlino".

    PeaceReporter - WIKILEAKS, prime indiscrezioni: la diplomazia mondiale trema.

  2. #2
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    Predefinito Rif: WIKILEAKS, prime indiscrezioni: la diplomazia mondiale trema

    Netanyahu: Anche Wikileaks ci dà ragione, l'Iran è una minaccia per la pace

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    In base ai documenti pubblicati, Washington condivide l'opinione istraeliana su Erdogan, 'fondamentalista' che odia Israele
    "Israele non è stato affatto danneggiato dalle pubblicazioni di Wikileaks", ha detto Benyamin Netanyahu, Primo ministro israeliano parlando con i giornalisti a Tel Aviv.

    Anzi, le rivelazioni hanno dato ragione a Israele sul pericolo rappresentato dall'Iran. "I documenti mostrano diverse fonti che sostengono le valutazioni israeliane, specie sull'Iran", ha aggiunto, riferendosi alla rivelazione che i sauditi avevano chiesto agli Stati Uniti un raid militare contro le installazioni nucleari iraniane. "La più grande minaccia alla pace è la corsa iraniana agli armamenti, e quel che è più importante è che molti leader e governi in Medio Oriente se ne rendono conto. C'è un divario fra quello che viene detto pubblicamente e quanto viene detto a porte chiuse - ha affermato Netanyahu- spero che i leader avranno il coraggio di dire pubblicamente ai loro popoli quello che pensano dell'Iran".

    Netanyahu ha voluto anche rassicurare gli israeliani, affermando che, nel timore di soffiate alla stampa, il suo Governo è sempre stato attento a non rivelare notizie riservate negli incontri diplomatici e a limitare il numero dei partecipanti.

    Altro motivo di soddisfazione per Israele è che i documenti pubblicati dimostrano come Washington condivida l'opinione israeliana che il primo ministro turco Recep Tayyp Erdogan è un "fondamentalista" le cui politiche sono guidate da un odio irrazionale per Israele.

    PeaceReporter - Netanyahu: Anche Wikileaks ci dà ragione, l'Iran è una minaccia per la pace

  3. #3
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    Predefinito Rif: WIKILEAKS, prime indiscrezioni: la diplomazia mondiale trema

    Pechino non si opporrebbe a una riunificazione delle Coree sotto Seul
    Mentre la tensione sul 38° parallelo non accenna a diminuire, nuovi documenti diplomatici riservati, diffusi oggi da Wikileaks, mostrano come la Cina sia pronta a 'scaricare' il regime nordcoreano e ad accettare la riunificazione della penisola coreana sotto l'autorità di Seul.

    In uno di questi cablogrammmi si legge che il viceministro degli Esteri sudcoreano Chun Yung-woo, racconta che due alti funzionari cinesi gli hanno detto di ritenere che la Corea dovrebbe essere riunita sotto il controllo di Seul e che questa opinione sta guadagnando terreno fra i vertici di Pechino.

    In un altro dispaccio, il viceministro degli Esteri cinese confida agli americani che Pyongyang si comporta come "un bambino viziato" che cerca l'attenzione di Washington con i test missilistici dell'aprile 2009.

    Uno dei documenti più interessanti, dello scorso febbraio, riferisce di una conversazione fra l'allora viceministro degli Esteri sudcoreano Chun e l'ambasciatrice americana Kathleen Stephens.

    Qui Chun racconta che due alti funzionari cinesi, a margine dei colloqui a sei, hanno discusso di un possibile crollo della Corea del Nord. In questa eventualità la Cina accetterebbe una Corea riunificata controllata da Seul e ancorata agli Stati Uniti in una "alleanza benigna", se questa realtà non sarà ostile alla Cina.

    Chiaramente Pechino non apprezzerebbe una presenza militare americana a nord della linea di demilitarizzazione che ora divide la penisola coreana. Inoltre Pechino sarebbe molto interessata alle opportunità economiche e commerciali di una riunificazione nordcoreana.

    "Chun - si legge ancora - ha escluso la prospettiva di un possibile intervento militare cinese nel caso di un crollo della Corea del Nord, notando che gli interessi economici strategici della Cina sono rivolti agli Stati Uniti, al Giappone e alla Corea del Sud, non alla Corea del Nord".

    PeaceReporter - Wikileaks, Cina pronta a scaricare il regime di Pyongyang

  4. #4
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    Predefinito Rif: WIKILEAKS, prime indiscrezioni: la diplomazia mondiale trema

    WikiLeaks, mandato di cattura per Assange in 188 Paesi

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    L'Interpol inserisce il fondatore del sito che con le sue rivelazioni sta facendo tremare le diplomazie internazionali o nella lista dei più ricercati al mondo
    L'Interpol ha inserito Julian Assange nella lista dei più ricercati al mondo. Lo rende noto con un comunicato sul suo sito Internet dell'Organizzazione internazionale di polizia precisando che l'inserimento del fondatore di Wikileaks nella sua "lista rossa" fa scattare il mandato d'arresto nei suoi 188 Paesi membri. L'Interpol sottolinea che si tratta di aiutare un paese membro, appunto la Svezia, che già nelle scorse settimane aveva chiesto l'intervento dell'organizzazione di polizia internazionale, ad "ottenere la detenzione o l'arresto preventivo di una persona ricercata". Gli avvocati di Julian Assange in Svezia hanno intanto presentato un ricorso alla Corte Suprema di Stoccolma contro il mandato d'arresto per il fondatore di Wikileaks. La Corte suprema svedese dovrebbe pronunciarsi presto, al massimo per l'inizio della prossima settimana, hanno fatto sapere fonti del tribunale. Assange è ricercato dalla Svezia per essere interrogato per un caso di "stupro ed aggressione sessuale", in seguito alla denuncia di due donne che risale ad agosto. La "richiesta di arresto ai fini dell'estradizione" era stata inoltrata da Stoccolma all'Interpol il 20 novembre. Alla Svezia il fondatore di Wikileaks aveva intenzione di chiedere un permesso di residenza, per usufruire della tutela delle leggi svedesi sulla libertà di stampa per il suo sito Wikileaks.

    PeaceReporter - WikiLeaks, mandato di cattura per Assange in 188 Paesi

  5. #5
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    Predefinito Rif: WIKILEAKS, prime indiscrezioni: la diplomazia mondiale trema

    SmokyLeaks

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    Si fa chiamare H@rlock, come il 'pirata spaziale' del cartone animato giapponese. Anche lui è una specie di pirata, ma del cyberspazio. E' un hacker, che ha accettato di parlare a PeaceReporter del fenomeno WikiLeaks
    Come viene vissuto e interpretato nel vostro ambiente lo scalpore mediatico mondiale suscitato dai 'leak' di Julian Assange?
    Premetto che non parlo a nome di qualsivoglia movimento hacker: esprimo solo il mio punto di vista personale. Detto questo, è evidente che gli ultimi documenti diffusi da WikiLeaks non rivelano nulla di nuovo: non fanno altro che confermare verità già note o del tutto scontate. Nessuno scoop, nessun mistero svelato: solo una valanga di gossip internazionale, perfetta per distrarre l'opinione pubblica da questioni ben più importanti, come la crisi strutturale dell'attuale sistema economico: meglio che la gente pensi ad altro! E tutto fumo negli occhi. Se quelle di WikiLeaks fossero informazioni realmente scomode e imbarazzanti per il potere, i mass media avrebbero reagito come hanno sempre fatto in questi casi: le avrebbero ignorate, o quantomeno minimizzate. Invece gli hanno dato il massimo rilievo: prima hanno creato l'attesa, la suspense, ora non parlano d'altro. Hanno fatto di Julian Assange, fino a poco tempo fa sconosciuto ai più, un'icona planetaria utile al sistema di potere.

    C'è chi sostiene che se Assange rappresentasse realmente una minaccia al sistema, sarebbe già morto o in galera.
    Al sistema, Assange serve vivo e latitante, come Bin Laden: se lo facessero fuori o lo arrestassero, perderebbe la sua funzione e diventerebbe un martire scomodo. Mi spiego. L'operazione WikiLeaks, oltre ad essere un utile diversivo di massa, è anche un ottimo pretesto per chi vuole limitare la libertà della rete e la libertà di informazione in generale. Se si paragona questa fuga di notizie a un 'attacco terroristico', a un nuovo '11 settembre informatico', se si trasforma Assange nel ricercato globale numero uno alla stregua di Osama, è per poter giustificare una guerra globale alla libertà della rete. Assange non rappresenta una minaccia al sistema perché ne fa parte, o per lo meno è stato così ingenuo da farsi manipolare da esso.

    Da chi? Se Assange è un burattino, chi sono i burattinai? Chi c'è dietro WikiLeaks? Chi la finanzia?
    Una cosa è certa: WikiLeaks non vive di donazioni. Fino a poco tempo fa non avevano fondi sufficienti, erano sull'orlo della chiusura. Poi, improvvisamente, i soldi sono arrivati, e così tanti da consentire operazioni come quelle che poi abbiamo visto. Daniel Schmitt, il numero due di WikiLeaks, è stato cacciato da Assange proprio perché voleva capire da dove fossero piovuti tutti quei soldi, e come mai così all'improvviso: scrupoli che l'australiano non ha gradito. WikiLeaks, nato come un progetto indipendente, povero e dai nobili intenti, col tempo si è guadagnato credibilità nel mondo della 'libera informazione', diventando una risorsa molto preziosa, un 'asset' ideale per chi volesse compiere un certo tipo di operazioni: bastava sostenerlo e manovrarlo a dovere. A quel punto sono arrivati sia i finanziamenti che le informazioni: non penserete mica che i cablogrammi arrivino dagli hacker! Quella è tutta roba passata da persone interne all'establishment: e non parlo del soldatino Bradley Manning, ma di organizzazioni ben più potenti.

    Quali? Servizi segreti? Lobby finanziarie?
    C'è chi tira in ballo la Cia, osservando che finora WikiLeaks non ha mai diffuso documenti provenienti da Langley. C'è chi parla di George Soros, il magnate americano che finanzia tutto e il contrario di tutto. C'è chi parla della potente organizzazione cyber-criminale russa Rbn (Russian Business Network, ndr). Difficile dire chi abbia ragione: forse tutti.

    Enrico Piovesana

    PeaceReporter - SmokyLeaks

  6. #6
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    Predefinito Rif: WIKILEAKS, prime indiscrezioni: la diplomazia mondiale trema

    Wikileaks, gli Usa spiavano infrastrutture italiane

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    Pubblicato l'elenco delle infrastrutture estere considerate strategiche dal governo Usa: 'sotto controllo' anche tre siti italiani
    Wikileaks pubblica l'inventario di tutte le strutture all'estero considerate sensibili anche per la sicurezza nazionale Usa. È un documento del febbraio del 2009 del dipartimento di Stato, firmato da Hillary Clinton, in cui si elencano le "infrastrutture critiche e le risorse di importanza cruciali all'estero" segnalate dalle missioni diplomatiche. Siti che, "se persi potrebbero danneggiare in modo cruciale la salute pubblica, la sicurezza economica e nazionale degli Stati Uniti". Si tratta in larga misura di infrastrutture per l'energia e di società farmaceutiche. In Italia, vengono indicati solo tre siti, due aziende che producono farmaci e il gasdotto Trans-Med che porta il gas algerino in Italia. Così come per i siti negli Stati Uniti, l'inventario è suddiviso, secondo un protocollo introdotto dal dipartimento per la sicurezza interna, in diciotto settori: agricoltura e alimentazione, industria della difesa, sanità e salute pubblica, monumenti e icone nazionale, banche e finanza, aqua potabile e impianti per il trattamento dell'acqua, chimica, siti commerciali, dighe, servizi di emergenza, reattori civili, materiali, scorie, tecnologia dell'informazione, comunicazioni, trasporto e spedizioni, siti dei governi, aziende manifatturiere importanti.

    PeaceReporter - Wikileaks, gli Usa spiavano infrastrutture italiane

  7. #7
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    Giulietto Chiesa su WikiLeaks


 

 

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