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    Predefinito Gad Lerner e il solito ventilatore per spargimento di liquami

    La padania 9-12-2010
    Su La7 fango a senso unico sulla Lega.
    Ma la realtà giudiziaria è un’altra
    Lerner l’Infedele copia (male) Fazio e Saviano
    Dopo i rom del Triboniano. Dopo il sindaco di Adro.
    Dopo le mense scolastiche. Dopo i clandestini che si sono
    arrampicati su torri e gru.
    L’ultimo ombrello a cui si attacca Gad Lerner per gettare
    fango sul Movimento di Umberto Bossi è la mafia in Lombardia.
    O meglio, sono i supposti accordi tra il Carroccio e i capobastone
    della’ndrangheta calabrese..
    Di certo Lerner non ha inventato nulla di nuovo, nel senso
    che a mettere in moto il solito ventilatore per spargimento
    di liquami è stato il duo Fazio-Saviano dalle frequenze
    di Rai Tre. Ma all’ex direttore del Tg Uno non è sembrato vero
    accodarsi alla vicenda, che com’è ben noto è costruita sul nulla:
    nel senso che non c’è alcun dirigente o militante del Carroccio
    inseguito dalla magistratura per fatti inerenti mafia, camorra
    o quant’altro. Ma tant’è.
    L’odio atavico di Lerner per la Lega non ha alcun confine.
    Si estende per l’universo e appena intravede qualsiasi
    Stupidaggine per dare addosso al Carroccio, è pronto
    a propinare una delle sue interminabili puntate de
    “L’I n f e d ele” (La7): polpettone sempre più noioso
    distrutto perfino dal Corrierone della Sera.
    Ed ecco allora che il “p ro d e ” Lerner nell’ultima
    puntata ha lasciato briglia sciolta a politici e giornalisti
    che hanno avanzato ipotesi a volte fantasiose, a volte
    non supportate da dati reali.
    Del resto, per Lerner non è importante che le cose
    che si dicano sulla Lega siano vere o riscontrabili,
    basta che siano contro il Carroccio.
    Del resto, chissenefrega!
    Ed è così che un tal Giulio Cavalli dell’Italia dei Valori
    ha potuto bellamente dire, senza contradditorio adeguato,
    che al Pirellone ci sono consiglieri regionali eletti con i
    voti della mafia. Prove: zero. Nel senso che la generalizzazione
    che piace tanto a Lerner, permette anche queste sbandate.
    Gettare il sasso e nascondere la mano. L’“ast uto” conduttore
    De “L’Infedele” invece di chiedere al non noto Cavalli una pezza
    Giustificativa si è limitato a corrucciare il volto nel suo normale
    ruolo di fustigatore dei padani costumi. A quel punto si pensava
    che, non dico Cavalli che ha come amici quelli del Pd, ma
    il conduttore, in quanto bravo giornalista, ricordasse
    che gli unici a finire in galera e ad essere condannati
    per vicende mafiose sono stati amministratori locali
    dell’h i nterland milanese guarda caso tutti iscritti
    al Partito democratico, in cui milita proprio il nostro
    Gad Lerner.
    Ma è ovvio che, di questo, all’“Infedele”, non si può parlare.
    È assolutamente vietatissimo parlare male degli amici anche se
    ci sono condanne, e non solo indagini, che parlano chiaro
    e che spiegano per filo e per segno le trame che legavano
    boss della grande criminalità con gli appartenenti a quel partito.
    Ultimo appunto. Bene ha fatto il presidente del Consiglio regionale
    della Lombardia a chiedere conto di quello che è stato detto
    nella trasmissione.
    Non si può insultare tutti, sempre, gratis.




    La padania 7-12-2010
    «LA LEGA CONTRO LA MAFIA»: CONVEGNO A MILANO
    «La Lega contro la mafia». È questo il titolo del convegno al quale
    il ministro degli Interni Roberto Maroni parteciperà sabato
    prossimo a Milano per spiegare da dove arrivino gli straordinari
    successi del Viminale nella lotta alla criminalità organizzata e per
    rispondere quindi alle incredibili accuse di connivenza con le
    cosche recentemente rivolte al Carroccio. Alla tavola rotonda,
    promossa da Max Bastoni e che si terrà nella Sala Pirelli del
    Palazzo della Regione, prenderanno parte anche Mario Borghezio,
    Davide Boni, Stefano Galli, Cesarino Monti, Max Parisi.
    11 dicembre (sabato) ore 17,30 Convegno "La Lega contro la mafia al Nord"
    a MILANO presso Sala Pirelli - Regione Lombardia - Grattacielo Pirelli

  2. #2
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    Predefinito Rif: Gad Lerner e il solito ventilatore per spargimento di liquami

    "Lega collusa? Qui i boss ci minacciano"
    di Paolo Bracalini
    Catia Silva, la segretaria del Carroccio a Brescello: «Le accuse di Saviano fanno vomitare. In Emilia abbiamo denunciato infiltrazioni della ’ndrangheta negli appalti. Per rappresaglia una militante è stata aggredita. E per strada fanno il gesto di sgozzarmi»
    Da diversi anni Brescello, nella piddissima Emilia-Romagna, non è più il paese di Peppone e Don Camillo ma di ben altri «don», armati e con origini calabresi. La ’ndrangheta fa ottimi affari in tutta la regione rossa, e quando serve minaccia.
    È capitato a Catia Silva, segretaria cittadina della Lega Nord, e continua a capitarle, più o meno nell’indifferenza delle democratiche istituzioni locali. Facile immaginare che reazione possa avere la leghista quando si accusa il suo partito, come ha fatto Saviano, di «interloquire con la ’ndrangheta».
    «L’effetto? Mi viene da vomitare, ecco l’effetto. Sono ancora incazzata nera».
    Ci spieghi come le cosche calabresi, attivissime in Emilia-Romagna, hanno interloquito con lei.
    «Glielo dico subito. Una domenica mi avvicina nella piazza di Brescello il figlio di un boss della più grande cosca locale. Mi dice, testuale: “Ti metto la canna della rivoltella in bocca. E non sarà di certo tuo figlio a difenderti”. Mio figlio è carabiniere».
    Perché ce l’hanno con lei?
    «Perché la Lega, che a Brescello io e altri militanti rappresentiamo come volontari senza compenso, è da dieci anni che denuncia le collusioni e le infiltrazioni mafiose nella nostra zona. Ma la sinistra ci ha descritto come pazzi che infangano la reputazione del paese».
    Ma il Comune le ha dato solidarietà?
    «Solidarietà formale per le minacce, ma ricordo bene cosa ha fatto il sindaco (del Pd, ndr) quando abbiamo raccontato gli affari della ’ndrangheta qui. Organizzò un’assemblea pubblica per dire che era tutto falso, che la ’ndrangheta qui non c’è e che la Lega diffonde allarmi solo per farsi pubblicità».
    Ma le cosche interloquiscono con il Pd in Emilia-Romagna?
    «La ’ndrangheta è interessata agli appalti e quindi cerca chi ha potere politico, e in Emilia Romagna sappiamo bene chi ce l’ha... C’è chi fa compromessi con gente poco pulita. Mi hanno detto che io con i miei metodi non vincerò mai le elezioni, ma io sono orgogliosa di perdere se vuol dire essere onesti».
    La provincia di Reggio Emilia è una delle più infiltrate dalla criminalità organizzata.
    «Nelle ultime amministrative in alcune liste c’erano parenti di personaggi noti... Invito Saviano in queste zone per vedere cosa succede. La gente qui ha aperto gli occhi, è arrabbiata, vede certi personaggi che passano le giornate al bar e poi girano coi macchinoni. Il presidente della Camera di commercio di Reggio Emilia, Enrico Bini, lo ha detto: negli anni Duemila la criminalità organizzata in Emilia è esplosa. Ed è così».
    Ha subito altre minacce recentemente?
    «Sono cose all’ordine del giorno. Mi fanno il segno di tagliarmi la gola. Mi insultano, mi mettono nella cassetta della posta lettere con una bara e una croce. Oppure mi invitano “per il mio bene” a dire che le nostre denunce non sono vere. Anche i miei militanti rischiano».
    Anche loro minacciati?
    «Una giovane è stata aggredita con un cric della macchina sotto casa. Si è salvata solo perché ha gridato e ha attirato l’attenzione».
    Ma non avete paura?
    «No, perché crediamo in qualche cosa. Vogliono pestarmi? Bene, qualcuno ne pagherà le conseguenze, vorrà dire che chi doveva fare non ha fatto».
    Non ha pensato di chiedere una scorta?
    «Ma chi? Ma per favore... La mia scorta sono i miei militanti e i nostri grandi segretari Gabriele Fossa e Angelo Alessandri».
    Lei domani sarà a Milano per il grande convegno della Lega sull’impegno antimafia del Carroccio, con Maroni, Alessandri, Borghezio e altri testimoni.
    «Una cosa sacrosanta dopo le infamie che ci hanno tirato addosso. Venite, ne sentirete delle belle...».
    "Lega collusa? Qui i boss ci minacciano" - Interni - ilGiornale.it del 10-12-2010


  3. #3
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    Predefinito Rif: Gad Lerner e il solito ventilatore per spargimento di liquami

    Peccato che per il Gad nazionale non ci sia più la possibilità della Santa Inquisizione..non lo vedrei male abbrustolirsi un pochino. Exurge Dominae et judica causam tuam:giagia:
    Ultima modifica di carapintadas; 11-12-10 alle 10:48

  4. #4
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    Predefinito Rif: Gad Lerner e il solito ventilatore per spargimento di liquami

    Chiedete a Lerner delle Pasque di sangue denunciate anche da Toaff.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Gad Lerner e il solito ventilatore per spargimento di liquami

    La padania 11-12-2010
    Santoro brutta copia di Saviano
    Annozero, smontata da Castelli
    la “bufala” del pentito di Lecco
    F. R
    A dire il vero ci si era ripromessi di non parlare quasi più
    di Michele Santoro e del suo Annozero (Rai Due) oramai
    diventato programmino di serie B rispetto al ben più acido
    Vieni via con me (Rai Tre) del duo Fabio Fazio-Roberto Saviano.
    E proprio scopiazzando Vieni via con me, il format dell’ex
    europarlamentare del Pd si è occupato di mafia al Nord utilizzando
    il volume vergato da Nuzzi e Antonelli appena dato alle stampe.
    Puntatina che doveva essere al pepe proprio contro la Lega Nord
    e contro, in particolare, il viceministro Roberto Castelli visto
    che il nome dell’ex guardasigilli leghista emerge dalle affermazioni
    di un pentito che il duo Nuzzi-Antonelli hanno messo riportate
    sul volumetto dall’oncologico titolo di Metastasi.
    Santoro, per stare all’altezza di Saviano e dei due cronisti
    di Libero, ha mandato i fidi seguaci a intervistare il pentito
    di turno, tale Di Bella, che identifica proprio in Castelli il politico
    “spinto” dal capocosca Franco Coco Trovato.
    Per il resto notizia non nuova visto che è da giorni che la “bufala”
    gira su tutti i media. Ma quello che è emerso di nuovo è che Castelli
    ha smontato, in diretta tv, le accuse strampalate di Di Bella e di chi
    gli ha dato credito. Punto per punto delle farneticazioni dell’uomo
    è rimasto in piedi ben poco.

    Ma quello che è risultato evidente a tutti è che il signore colluso
    con la ’ndrangheta fa un mescolone pazzesco di notizie vecchie
    con fatti accaduti decine di anni dopo. Un minestrone senza alcun
    senso logico creato ad hoc per gettare un bel po’ di fango
    sulla Lega Nord, guarda caso alla vigilia di possibili elezioni
    politiche che potrebbero essere le più importanti in tutta la storia
    del movimento guidato da Umberto Bossi.
    L’intervento dell’ex-guardasigilli ha riportato tutti sulla terra
    indicando nell’ordine: date sbagliati, riferimenti errati, circoscrizioni
    di voto scambiate.
    E l’elenco potrebbe continuare all’infinito.
    Tutto questo è stato utile per dimostrare che un pentito, seppur
    considerato credibile da parte di certi magistrati, non ha
    la stessa credibilità del Vangelo. Anzi molto spesso qualche balla
    piccola o grande la racconta: nel caso di Di Bella la panzana
    è stata veramente spropositata: talmente inverosimile che si è
    squagliata come neve al sole. E come al solito Castelli
    ha dimostrato di essere all’altezza della situazione lapidando,
    con le parole e con i dati di fatto,chi vuole spargere inutili veleni
    sulla sua persona, ma ancora di più sul Carroccio.
    Povero Michelone Santoro, costretto a ricorrere a Libero
    pur di dare addosso alla Lega.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Gad Lerner e il solito ventilatore per spargimento di liquami

    La padania 12-12-2010
    Al meeting del Pirellone tante testimonianze di leghisti
    che combattono sul campo
    «In prima linea, a volte da soli»
    Indignazione corale per le strane accuse piovute sul Carroccio
    ANDREA ACCORSI
    LUCA TAVECCHIO
    MILÀN - La Padania onesta respinge l'etichetta di terra mafiosa
    al pari di altre regioni del Paese.
    Politici e amministratori del territorio hanno risposto in massa
    all'iniziativa promossa da Max Bastoni

    portavoce del Centro identitario “Bassano del Grappa” di Milano:
    un convegno nella sede della Regione Lombardia dall'esplicito titolo
    “La Lega contro la mafia al Nord”. Per difendere l'operato
    del Movimento e dei suoi rappresentanti negli Enti locali.
    Per scrollarsi di dosso le polemiche e le insinuazioni
    più o meno velenose di chi crede nel teorema per cui
    se hai molte leve del potere in un territorio e in quel territorio
    c'è la mafia, allora devi essere per forza mafioso anche tu.
    Assente dell'ultimo minuto, il ministro Roberto Maroni ha spedito
    un messaggio ai partecipanti – tanti, tantissimi, da far risultare
    di gran lunga insufficiente la sala scelta per il convegno,
    piena di gente in piedi.
    «È la risposta che volevamo avere dalla base della Lega
    – ha esordito Bastoni -. Secondo quanto sostiene qualcuno,
    la Lega sarebbe mafiosa. Mi sento offeso: la Lega non lo è
    nelle sue radici culturali né nella sua storia, come non lo è
    il Nord. Sicuramente c'è una grossa infiltrazione mafiosa,
    ma questo la Lega lo combatteva già vent'anni fa.
    Saviano – ha proseguito Max Bastoni - ha fatto una domanda:
    dov'era la Lega in quegli anni in cui la mafia entrava e si radicava
    al Nord? Io chiedo: dov'erano tutti gli altri partiti (applausi
    del pubblico)? La verità è che a sinistra non sopportano
    che un ministro della Lega sia riuscito a colpire così al cuore
    la mafia come non è riuscito nessun altro ministro».
    Su due binari l'intervento di Davide Boni, come rappresentante
    delle istituzioni e come leghista. «A livello di presidenza
    del Consiglio regionale – ha detto Boni – ho colto questa sfida
    con un Consiglio tematico sulle infiltrazioni malavitose
    nel territorio lombardo.
    Un'iniziativa che aveva diversi rischi, come la spaccatura
    del Consiglio a livello partitico. Invece si è arrivati
    a un documento unitario che ha dato il via a una serie
    di cose. L'infiltrazione mafiosa avviene principalmente
    attraverso il riciclaggio del denaro sporco: le organizzazioni
    malavitose hanno bisogno di entrare nel sistema, magari
    al suo livello più basso, non per guadagnare ma per ripulire
    i soldi provento della prostituzione o della vendita degli stupefacenti.
    La Regione sta lavorando per contrastare questo passaggio».
    Il presidente del Consiglio lombardo ha quindi proseguito:
    «Come rappresentante di 9,5 milioni di abitanti, non posso
    sentire che il Consiglio regionale è il tramite per far fare
    affari ad associazioni malavitose o che nel Consiglio
    ci sono elementi che hanno preso voti da quelle associazioni.
    Se ce ne sono, va detto chi sono; altrimenti 80 consiglieri
    Rischiano di essere additati in capo alla 'ndrangheta».
    Poi, Boni ha parlato «come leghista». «È difficile leggere
    il quarto libro in breve tempo in cui si inserisce un leghista
    come mafioso. Capisco che c'è il mercato delle strenne
    natalizie, ma tutto mi pare riferito contro il Movimento
    politico di cui faccio parte, una formazione politica
    in costante ascesa, che ha dato il via a un momento
    rivoluzionario e che non ha una persona arrestata
    per collusioni mafiose. Anzi, la Lega è quella che ha
    fatto saltare in aria l'Amministrazione di Desio solo
    perché indagata per contatti con la mafia. Un leghista
    puro - ha sottolineato Boni - non ha paura del magistrato,
    ha paura del segretario federale (applauso)...»
    L'europarlamentare Mario Borghezio

    già membro della commissione antimafia, ha voluto ricordare,
    partendo dalla presenza del padano don Luigi Ciotti,
    «l'impegno dei sacerdoti, uomini di coraggio come lui,
    che noi ammiriamo per quanto fanno in prima persona
    contro le mafie».
    Sul piano politico, Borghezio ha ricordato le prime
    iniziative antimafia portate avanti in Piemonte
    in passato per poi rivolgersi ancora a don Ciotti:
    «Siamo ferocemente razzisti, sì: lo siamo contro i mafiosi.
    Io lo sono diventato in via Nizza a Torino quando ho visto
    una bambina nigeriana di 13 anni sbattuta sul marciapiede
    da un uomo venuto su col soggiorno obbligato. Il funzionario
    di polizia che attenzionò il mafioso fu trasferito nel paese
    di nascita di quel boss: ecco come funzionava il ministero
    dell'Interno prima che arrivasse Maroni (applausi)».
    «Se ci fossero denunce di nostri uomini, noi saremmo
    i primi ad additarli al pubblico ludibrio. Ma i nostri uomini
    hanno il dovere morale, prima che politico, di raccogliere
    ogni segnalazione sospetta e di girarla alle autorità.
    Se qualcuno ci dà indicazioni per fare pulizia anche
    in casa nostra, noi lo dobbiamo ringraziare.
    Noi siamo veramente una forza di cambiamento,
    rivoluzionaria, e raccogliamo tanti consensi anche
    da gente che ha avuto esperienze dure.
    Siamo una forza che cammina, non ci fermiamo
    facilmente, non ci facciamo intimidire, siamo
    abituati agli attacchi da quando facevamo
    le scritte sui muri».
    Max Parisi, ex direttore di Telepadania,
    ha invece voluto rispondere direttamente
    a Roberto Saviano e a tutti quelli che accusano
    la Lega di non esserci stata quando la mafia
    penetrava nel tessuto socioeconomico
    del Nord. «Non è vero. Nessuno sa che
    fu proprio il sottoscritto all'inizio degli anni
    novanta a promuovere un'inchiesta sugli affari
    della mafia nei nostri territori. I documenti
    che raccogliemmo allora furono consegnati
    alla procura di Palermo e da lì nacquero
    molte inchieste».

  7. #7
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    Predefinito Rif: Gad Lerner e il solito ventilatore per spargimento di liquami

    “Parigi val bene una Messa…”
    “Per il federalismo abbiamo accettato qualche amaro calice….”.
    “Quando ci sarà il federalismo cambieranno anche altre situazioni…”.

  8. #8
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    Predefinito Rif: Gad Lerner e il solito ventilatore per spargimento di liquami

    Ricevo e pubblico:


    Lunedì 7 marzo, ore 21,00, puntata de L’Infedele su La7 dedicata all’unità d’Italia.

    Ci sarà Gilberto Oneto, solo contro tutti i patrioti di destra, di sinistra, e di complemento.

    Da non perdere.
    Ultima modifica di Bèrghem; 02-03-11 alle 19:17
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  9. #9
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    Predefinito Rif: Gad Lerner e il solito ventilatore per spargimento di liquami

    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio
    Ricevo e pubblico:


    Lunedì 7 marzo, ore 21,00, puntata de L’Infedele su La7 dedicata all’unità d’Italia.

    Ci sarà Gilberto Oneto, solo contro tutti i patrioti di destra, di sinistra, e di complemento.

    Da non perdere.
    Sarà un massacro (degli italiani).
    Aspettando sulla riva del fiume il cadavere del mio nemico.

 

 

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