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Discussione: Siamo allo sbando?

  1. #1
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    Post Siamo allo sbando?

    Tangentopoli quasi venti anni fa ha stravolto la politica italiana:arresti,avvisi di garanzie,processioni di arrestati,decine di udienze hanno scombussolato:
    -Democrazia Cristiana;oggi gli eredi si sono ritrovati con Casini nell'UDC definendosi orgogliosamente centristi.
    -Partito Socialista Italiano;dopo tantissimi anni di peregrinaggio senza una meta,alcuni hanno abbandonato l'area tradizionale della sinistra schierandosi con Berlusconi e divenendone i seguaci più decisi,altri sono rimasti a vagare per anni prima di riunirsi con l'attuale segretario del Partito Socilialista e ritrovandosi a sinistra.
    -Partito Liberale Italiano;ancora in vita ma scomparso dal parlamento e dalla conseguenza scena politica attiva.
    -Partito Repubblicano Italiano; travolto da tangentopoli si sono verificate distacchi,secessioni,separazioni,incomprensioni con alcuni che andavano a destra e altri che andavano a sinistra senza capire bene cosa stavano facendo.
    Vorrei sapere dove sono finiti i repubblicani? Il Partito Repubblicano Italiano di sinistra e non marxista che fine ha fatto? Da chi siamo guidati?In che schieramento siamo andati a ficcarci? Possibile che il partito repubblicano di sinistra sia scomparso e non ci sia nessuna traccia? Qualcuno mi fornisca una spiegazione,da repubblicano di sinistra,orgogliosamente di sinistra,non posso credere che ci siamo suicidati,che siamo scomparsi.
    Per favore qualcuno potrebbe riaprire il cantiere del vecchio partito repubblicano? Quello di sinistra,non marxista,quello che Togliatti definiva "Un piccolo partito di massa"per cortesia,qualcuno ci tiri fuori dal letame,vorrei una guida decisa,forte un leader,uno solo.

  2. #2
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    Predefinito Rif: Siamo allo sbando?

    Caro Antares ,
    poni dubbi a cui non è possibile rispondere nella nottet ra un marted' e un mercoled' , entrambi lavorativi.
    Anche questa volta me la cavo con un rinvio al sito che sponsorizzo, sul tema se sia possiible pensare di ricostruire un partito identitario collegato alla scuola di pensiero repubblicano azionista

    E’ possibile pensare di ricostruire un partito repubblicano capace di influire nel dibattito politico? | novefebbraio.it

    per ora mi sentirei di dire di no, e lo slittamento dell' MRE verso lidi clericalcentristi potrebbe convalidare la tesi.

    Ciò non significa che nonsi possa fare nulla . più che di un partito ( almeno questa è la mia idea) necessitiamo di un soggetto poltico culturale che più che occuparsi di elezioni pensi a produrre idee .
    Muarizio Viroli credo sia uno dei pochi intellettuali della nostra area che produca idee

    Maurizio Viroli e la libertà dei servi | novefebbraio.it

    insomma : credo che l' idea del Maestro di dare la priorità all' "insegnamento" sia ancora l' unica strada.
    Ora è tardi, ma continuaiamo a parlarne i prossimi giorni , i tuoi interventi sono molto stimolanti

  3. #3
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    Predefinito Rif: Siamo allo sbando?

    Citazione Originariamente Scritto da antares Visualizza Messaggio
    Tangentopoli quasi venti anni fa ha stravolto la politica italiana:arresti,avvisi di garanzie,processioni di arrestati,decine di udienze hanno scombussolato:
    -Democrazia Cristiana;oggi gli eredi si sono ritrovati con Casini nell'UDC definendosi orgogliosamente centristi.
    -Partito Socialista Italiano;dopo tantissimi anni di peregrinaggio senza una meta,alcuni hanno abbandonato l'area tradizionale della sinistra schierandosi con Berlusconi e divenendone i seguaci più decisi,altri sono rimasti a vagare per anni prima di riunirsi con l'attuale segretario del Partito Socilialista e ritrovandosi a sinistra.
    -Partito Liberale Italiano;ancora in vita ma scomparso dal parlamento e dalla conseguenza scena politica attiva.
    -Partito Repubblicano Italiano; travolto da tangentopoli si sono verificate distacchi,secessioni,separazioni,incomprensioni con alcuni che andavano a destra e altri che andavano a sinistra senza capire bene cosa stavano facendo.
    Vorrei sapere dove sono finiti i repubblicani? Il Partito Repubblicano Italiano di sinistra e non marxista che fine ha fatto? Da chi siamo guidati?In che schieramento siamo andati a ficcarci? Possibile che il partito repubblicano di sinistra sia scomparso e non ci sia nessuna traccia? Qualcuno mi fornisca una spiegazione,da repubblicano di sinistra,orgogliosamente di sinistra,non posso credere che ci siamo suicidati,che siamo scomparsi.
    Per favore qualcuno potrebbe riaprire il cantiere del vecchio partito repubblicano? Quello di sinistra,non marxista,quello che Togliatti definiva "Un piccolo partito di massa"per cortesia,qualcuno ci tiri fuori dal letame,vorrei una guida decisa,forte un leader,uno solo.
    ho letto anch'io , da un po' di tempo, che viene attribuito a Togliatti la definizione del PRI come piccolo partito di massa. Sarei curioso che qualcuno mi indicasse con una qualche esatezza il passo specifico. Per quanto ricordo , il compianto Franco Montanaro parlava del Pri come un micropartito di massa come questa fosse una sua definizione.
    Il punto è, caro Anrates, che per molti aspetti il pri è andato nel corso degli anni perdendo questa sua caratteristica di micropartita di massa e questo cambiamento, quasi antropologico, ha finito col coinvolgere anche le aree più tradizionali a cui questa definizione ben si adattava.
    Da dove ripartire a costruire un partito repubblicano altro polo della sinistra? In qualche modo senbrò che il MRE ci stesse provando, ma troppe sbalottamenti in un senso e nell'altro gli hanno fatto perdere parecchia credibilità. Alcuni amici repubblicanoi cono convinti che il PD, pur con tutte le sue difficoltà di trovare identità e radicamento, possa costituire in fururo se non un nuovo pri quel partito democratico senza aggettivi che era nei propositi di molti repubblicani per il passato ( e mi riferisco sia alla così detta prima repubblica, che ad esperienze ben più lontane nel tempo a quando i repubblicani cerc arono fino alla fine, prima di diventare essi stessi partito, di conservare legami con i redicali ed i socialisti dell'epoca e più in gewnerale col mondo della sinistra democratica.
    Personalmente continuo a sentirmi un repubblicano in esilio e temo che con le attuali leggi elettorali occorrerà ( salvo per le posizioni abbastanza personali come la mia) che i giovani che si sentono vicini a quel mondo che hai ben sintetizzatosi csi hiedano come sia possibile ricrearlo non in piccoli laboratori ma nel mare grando della politica e della società.
    Il vero nodo della sinistra italiana credo sia qello del Pd che così com'è a molti non piace, ma rispetto al quale nessuno nel centro sinistra riesce ormai ad immaginare un futuro senza una forza politica che sappia far i conti con leggi elettorali e con le corazzate della destra.
    "E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini

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  4. #4
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    Post Rif: Siamo allo sbando?

    Credo anch'io nel bipartitismo e nell'alternanza,anche perchè i piccoli partiti dello zero virgola,rubino solo voti e rappresentanti.
    Il PD di oggì non mi piace affatto,non ha una identità,non ha un buon leader,non riesce a contrastare lo strapotere della destra e non riesce a portare avanti battaglie (e non temi) attualissimi e urgentissimi.
    Senza dire che il PD è nato tra la fusione di PDS e Margherita,quest'ultimo,un partito cristiano,e che quindi le battaglie laiche siano state messe (ahimè)da parte per non urtare la coscienza di certi esponenti PD.
    Forse i repubblicani potranno trovare casa e accoglienza nel PD,ma solo se questo partito riuscirà una volta per tutte a essere veramente di sinistra,laico,convintamente ultraprogressita e repubblicano,e per far questo serve un altro leader,un altro gruppo dirigente con tanto di attributi;cosa che oggi non c'è.
    Mi dispiace che,oggi,i repubblicani non abbiano un punto di riferimento,il MRE è ben lontanissima cosa dal vecchio e glorioso PRI di Ugo e Giorgio la Malfa.
    Spero solo che la diaspora possa aver fine.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Siamo allo sbando?

    Citazione Originariamente Scritto da antares Visualizza Messaggio
    Credo anch'io nel bipartitismo e nell'alternanza,anche perchè i piccoli partiti dello zero virgola,rubino solo voti e rappresentanti.
    Il PD di oggì non mi piace affatto,non ha una identità,non ha un buon leader,non riesce a contrastare lo strapotere della destra e non riesce a portare avanti battaglie (e non temi) attualissimi e urgentissimi.
    Senza dire che il PD è nato tra la fusione di PDS e Margherita,quest'ultimo,un partito cristiano,e che quindi le battaglie laiche siano state messe (ahimè)da parte per non urtare la coscienza di certi esponenti PD.
    Forse i repubblicani potranno trovare casa e accoglienza nel PD,ma solo se questo partito riuscirà una volta per tutte a essere veramente di sinistra,laico,convintamente ultraprogressita e repubblicano,e per far questo serve un altro leader,un altro gruppo dirigente con tanto di attributi;cosa che oggi non c'è.
    Mi dispiace che,oggi,i repubblicani non abbiano un punto di riferimento,il MRE è ben lontanissima cosa dal vecchio e glorioso PRI di Ugo e Giorgio la Malfa.
    Spero solo che la diaspora possa aver fine.
    non condivido per nulla il tuo parere sul sistema bipolare; tra l'altro non è vero che i piccoli partiti rubassero qualcosa , semmai erano derubati visto che anche col sistema proporzionale della prima repubblica ( che non era un sistema proporzonale puro) un deputato repubblicano o liberale costava in termini di voti quasi il doppio di un deputato comunista o democristiano.
    Non vedo inoltre come ci si possa lamentare per la scarsa forza dei laici in un sistema elettorale che favorisce l'influenza del voto cattolico su entrambi gli schieramenti. In questo senso la scelta a Roma della candidatura di Emma Bonino è stato un atto coraggioso , ma che ha finito col costare in termini di risultato. Col proporzionale senza premio di maggioranza i laici possono votare per i laici e non sono ricattabile già in sede di formazione delle liste come è successo con Veltroni nei confronti di repubblicani e socialisti. Per non parlare della fine fatta dai dei laici nel centro-destra.
    Dal momento che ti dichiari favorevole al centro sinistra e su posizioni progressiste non vedo come tu possa assimilare le politiche di Giorgio La Malfa a quelle di suo padre.
    In precedenza ho dimenricato di ricordare che vi sono repubblicani anche nel nuovo partito d'azione ed altri vi stanno andando. Auguri anche a loro anche se ho difficoltà a vederne le possibilità di una politica di lunga durata.
    In conclusione credo che sia opportuno che i repubblicani nel centro-sinistra scelgano quella che sembra loro la casa più consona ( o nessuna in particolare) senza polemizzare tanto fra di loro, che di ragioni per le scelte più diverse certo non mancano ed hanno tutte una loro comprensibilità; ma credo sia opportuno che mantengano fra loro rapporti non di corrente , ma di area culturale,. In questo senso mi sembra che 9 febbraio stia facendo un buon lavoro
    Ultima modifica di edera rossa; 07-07-10 alle 23:42
    "E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini

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  6. #6
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    Predefinito Rif: Siamo allo sbando?

    Citazione Originariamente Scritto da edera rossa Visualizza Messaggio
    In conclusione credo che sia opportuno che i repubblicani nel centro-sinistra scelgano quella che sembra loro la casa più consona ( o nessuna in particolare) senza polemizzare tanto fra di loro, che di ragioni per le scelte più diverse certo non mancano ed hanno tutte una loro comprensibilità; ma credo sia opportuno che mantengano fra loro rapporti non di corrente , ma di area culturale,.
    Si Edera, more solito, ha sintetizzato magistralmente il punto: ricordo con enorme tristezza come l'MRE sia affondato prorpio perchè pensava di poter pretendere il monopolio della rappresentanza repubblicana nel centro sinistra , negando validità a tutti i tentativi di coordinare le scarse forze (chiamiamole così) di oreintamento democratico/repubblicano nell'area. E gli altri non furono da meno.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Siamo allo sbando?

    Secondo me sarebbe meglio un sistema con un bipolarismo perfetto.
    I piccoli partiti che innalzano vecchie ideologie comuniste ormai sorpassate e che ragionano dogmaticamente e abbastanza rigidamente senza nessunissima flessibilità non credono servano a molto in un panorama dove i problemi sono ben altri,che sbandierare una rispettosa ma non efficace ideologia,crredendo di risolvere i problemi,con soluzione proposte dai padri fondatori dell'ideologia comunista da un lato,o fascista dall'altro.
    In un Paese afflitto da problemi come,il lavoro,la sicurezza,le pensioni,l'economia ecc. c'è veramente bisogno di votare un partito che alle urne potrebbe prendere meno del 3%? Ovviamente il mio non vuol essere una assurda e inconcepibile proposta a abolire tutti i piccoli partiti che hanno ragione e motivo di esserci e portare avanti le proprie idee,ma non sarebbe meglio concentrare i voti su i due più grossi partiti capaci di comporre una maggioranza,senza o quasi l'appoggio e l'aiuto di partiti piccoli che minacciano crisi di governo ogni secondo?
    Il governo Prodi varato nel 2006 si fondava,oltre che a una risicatissima maggioranza al senato,sul fatto che deputati di partiti diversi che andavano da Mastella a Bertinotti minacciavano di votare contro la fiducia su provvedimenti che non piacevano a questo o quel partito,sta di fatto che alla fine di una tormentatissima legislatura il governo è caduto con le conseguenze che conosciamo.
    Condivido la scelta fatta dal PD di correre da solo alle elezioni del 2008 piutttosto che affidarsi a una coalizione litigiosa e pasticciona,anche se con un candidato debole davanti all'invincibile Berlusca.
    La cosa che non capisco è che in Italia,il bipolarismo stenti a prendere piede,soluzione che io credo la migliore per evitare cadute di governi dovuti a dispetti di dissidenti interni.
    Parliamoci chiaro spartire i seggi con piccoli partiti,che pensano solo ai propri interessi e a minacciare il governo cui appoggiano solo per togliersi soddisfazioni non mi riempie di gioia,preferirei l'alternanza di due grossi partiti con identità chiare e nette come negli USA.
    Ribadisco il rammarico per i repubblicani nel non trovare nel PD quel partito erede della vecchia sinistra laica,progressista,repubblicana e socialista o comunque socialdemocratica.
    Torno a ripetere,per me il PD oggi è solo un miscuglio di personaggi provenienti da due realtà quasi contrapposteattolici da un lato,socialdemocratici o ex comunisti dall'altro,spero che il PD possa cambiare rapidamente rotta e sopratutto definire la propria posizione,cosa che,sopratutto nei seggi Europei,ha esitato non poco, a fare.
    Auspico che perlomeno,i deputati che si richiamano all'ideale repubblicano possano quanto prima trovare adeguata accoglienza nel PD,a patto che si sappia cosa sia il Partito Democratico.

  8. #8
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    Predefinito Rif: Siamo allo sbando?

    Citazione Originariamente Scritto da antares Visualizza Messaggio
    Secondo me sarebbe meglio un sistema con un bipolarismo perfetto.
    I piccoli partiti che innalzano vecchie ideologie comuniste ormai sorpassate e che ragionano dogmaticamente e abbastanza rigidamente senza nessunissima flessibilità non credono servano a molto in un panorama dove i problemi sono ben altri,che sbandierare una rispettosa ma non efficace ideologia,crredendo di risolvere i problemi,con soluzione proposte dai padri fondatori dell'ideologia comunista da un lato,o fascista dall'altro.
    In un Paese afflitto da problemi come,il lavoro,la sicurezza,le pensioni,l'economia ecc. c'è veramente bisogno di votare un partito che alle urne potrebbe prendere meno del 3%? Ovviamente il mio non vuol essere una assurda e inconcepibile proposta a abolire tutti i piccoli partiti che hanno ragione e motivo di esserci e portare avanti le proprie idee,ma non sarebbe meglio concentrare i voti su i due più grossi partiti capaci di comporre una maggioranza,senza o quasi l'appoggio e l'aiuto di partiti piccoli che minacciano crisi di governo ogni secondo?
    Il governo Prodi varato nel 2006 si fondava,oltre che a una risicatissima maggioranza al senato,sul fatto che deputati di partiti diversi che andavano da Mastella a Bertinotti minacciavano di votare contro la fiducia su provvedimenti che non piacevano a questo o quel partito,sta di fatto che alla fine di una tormentatissima legislatura il governo è caduto con le conseguenze che conosciamo.
    Condivido la scelta fatta dal PD di correre da solo alle elezioni del 2008 piutttosto che affidarsi a una coalizione litigiosa e pasticciona,anche se con un candidato debole davanti all'invincibile Berlusca.
    La cosa che non capisco è che in Italia,il bipolarismo stenti a prendere piede,soluzione che io credo la migliore per evitare cadute di governi dovuti a dispetti di dissidenti interni.
    Parliamoci chiaro spartire i seggi con piccoli partiti,che pensano solo ai propri interessi e a minacciare il governo cui appoggiano solo per togliersi soddisfazioni non mi riempie di gioia,preferirei l'alternanza di due grossi partiti con identità chiare e nette come negli USA.
    Ribadisco il rammarico per i repubblicani nel non trovare nel PD quel partito erede della vecchia sinistra laica,progressista,repubblicana e socialista o comunque socialdemocratica.
    Torno a ripetere,per me il PD oggi è solo un miscuglio di personaggi provenienti da due realtà quasi contrapposteattolici da un lato,socialdemocratici o ex comunisti dall'altro,spero che il PD possa cambiare rapidamente rotta e sopratutto definire la propria posizione,cosa che,sopratutto nei seggi Europei,ha esitato non poco, a fare.
    Auspico che perlomeno,i deputati che si richiamano all'ideale repubblicano possano quanto prima trovare adeguata accoglienza nel PD,a patto che si sappia cosa sia il Partito Democratico.
    non credo che "il pensare solo ai propri interessi" sia una cosa che riguarda i poccoli partiti più di quanto possa riguardare gli esponenti dei grandi partiti; credo semmai. proprio se tirato in ballo su un aspetto nonn facile da quantificare, che sia più probabile che chi pensa solo ai suoi intertessi si iscriva più facilmente ad un grande partito che ad uno piccolo.
    Il punto è che gli attuali grandi ( o non è il caso di dire numerosi?) partiti hanno difficoltà a trovare una loro linea ideologicamente coerente ed a darsi una identità che serva a durare nel tempo e non solo in funzione della lotta all'avversario.
    Ma se dovessi elencare quelli che secondo me sono i vantaggi del proporzionale credo non basterebbe un apposito 3rd e credo di aver già abbastanza tediato i fotumisti su questo tema.
    Mi limito a ricorfarti come per il passato l'Italia ebbe alcuni grandi partiti : il Pci, la DC e l'Msi che erano molto più lontani da una moderna visione laica ed europea della politica di quanto non lo fossero i piccoli partiti quali il PRI, ilPsdi, i radicali, i liberali e gli stessi socialisti. che chissà perchè quando crebbero in numero perdettero in qualità dei loro dirigenti.
    Non vogli odire che sia preferibile un parlamento con una miriade di partiti ( anche se la domanda perchè no? mi verrebbe naturale, visto che è semmai la non scambiabilità di grandi e piccoli partiti nelle alleanze a dare ad alcuni un potere maggior edi quello che il loro numero renderebbe giusto)
    Non capisco poi perchè identifichi i piccoli partiti con i partiti comunisti ed ex comunisti. Il risultatiodel presentarsi da solo per il Pd si è vista; il punto non è che le alleanze possono comportare maggiore o minore litigiosità, ma che un sistema bipolare in un paese , fortunatamente, ancora culturalmente fortemente pluralista non può che avere vita difficile.
    Il sistema proporzionale si trovò ad operare in una situazione internazionale disastrosa e che rendeva impossibile un normale ricambio della classe dirigente, quando caduto il muro il sistema proporzionale ( che comunque garantì da lacerazioni violente) avrebbe potuto funzionare al meglio fu purtroppo abbandonato.
    Ultima modifica di edera rossa; 09-07-10 alle 22:49
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  9. #9
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    Post Rif: Siamo allo sbando?

    certo che anche nei grandi partiti ci può essere o meglio,ci possono essere personaggi che pensano ai propri interessi,ma questa è un male comune sia ai grandi che ai medi partiti.
    Ritengo tuttavia,il fatto che sia,l'Italia un paese pluralistico,un fenomeno dovuto alla mentalità tutta italiana di litigare su qualunque cosa,di non far gruppo,di arroccarsi in inutili campalinismi microscopici,passando il tempo a rinfacciarsi eventi storici che vanno dalla storia al calcio ecc.
    Il fattto che in Italia,ci sia pluralismo (è una opinione opinabilissima è del tutto personale,credimi)può essere perchè,come detto sopra,l'italiano,ben è ben lungi da fare squadra e la politica multipartitica rispecchia questo modo di essere,una sorta di campalinismo politico;tutti pronti a portare avanti le proprie idee anche le più disparate a costo di far cadere questo o quel governo,senza avere una visuale assai più ampia e lungimirante,che guardi al futuro.
    Non so se con il bipartitismo le cose andranno meglio e non lo posso sapere,ma voglio fare un esempio degli USA:da moltissimi anni democratici e repubblicani si alternano al governo senza che nei due grossi partiti ci siano rivolte,minacce di far cadere governi diaspore e spaccature.
    Nei due partiti che ricorrono alle primarie e dove i candidati di queste non se le mandano a dire,una volta scelto il candidato presidente il partito seppur con correnti diverse lo appoggia senza che nessuno fondi un partito o movimento,perchè non ne condivide l'indirizzo politico;cosa che in Italia ci sognamo di fare,cito l'esempio della nomina di Bersani come segretario PD,Rutelli è uscito dal partito perchè non ne condivideva le idee e ha formato il suo movimento.
    Per quanto riguardail discorso che verte sul fatto che i piccoli partiti avessero ottimi dirigenti è anche vero questo,ma è facile essere bravi dirigenti in un piccolo partito,il vero politico con la P maiuscola lo si vede sia alla guida decisa e carismatica di un grosso partito che sopratutto alla guida del paese.
    Se nel PD il problema è che non c'è un vero leader,nel PdL il problema è l'esatto contrario c'è un solo leader e non un successore dichiarato come se Berlusconi dovesse vivere in eterno.:giagia:

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da antares Visualizza Messaggio
    certo che anche nei grandi partiti ci può essere o meglio,ci possono essere personaggi che pensano ai propri interessi,ma questa è un male comune sia ai grandi che ai medi partiti.
    Ritengo tuttavia,il fatto che sia,l'Italia un paese pluralistico,un fenomeno dovuto alla mentalità tutta italiana di litigare su qualunque cosa,di non far gruppo,di arroccarsi in inutili campalinismi microscopici,passando il tempo a rinfacciarsi eventi storici che vanno dalla storia al calcio ecc.
    Il fattto che in Italia,ci sia pluralismo (è una opinione opinabilissima è del tutto personale,credimi)può essere perchè,come detto sopra,l'italiano,ben è ben lungi da fare squadra e la politica multipartitica rispecchia questo modo di essere,una sorta di campalinismo politico;tutti pronti a portare avanti le proprie idee anche le più disparate a costo di far cadere questo o quel governo,senza avere una visuale assai più ampia e lungimirante,che guardi al futuro.
    Non so se con il bipartitismo le cose andranno meglio e non lo posso sapere,ma voglio fare un esempio degli USA:da moltissimi anni democratici e repubblicani si alternano al governo senza che nei due grossi partiti ci siano rivolte,minacce di far cadere governi diaspore e spaccature.
    Nei due partiti che ricorrono alle primarie e dove i candidati di queste non se le mandano a dire,una volta scelto il candidato presidente il partito seppur con correnti diverse lo appoggia senza che nessuno fondi un partito o movimento,perchè non ne condivide l'indirizzo politico;cosa che in Italia ci sognamo di fare,cito l'esempio della nomina di Bersani come segretario PD,Rutelli è uscito dal partito perchè non ne condivideva le idee e ha formato il suo movimento.
    Per quanto riguardail discorso che verte sul fatto che i piccoli partiti avessero ottimi dirigenti è anche vero questo,ma è facile essere bravi dirigenti in un piccolo partito,il vero politico con la P maiuscola lo si vede sia alla guida decisa e carismatica di un grosso partito che sopratutto alla guida del paese.
    Se nel PD il problema è che non c'è un vero leader,nel PdL il problema è l'esatto contrario c'è un solo leader e non un successore dichiarato come se Berlusconi dovesse vivere in eterno.:giagia:
    peccato che , come ha avuto modo di ricordare un attento e vicino osservatore della politica americana quale Maurizio Viroli, gran parte dei politologi americani sentano la necessità di un cambiamento di distema elettorale per introdurre il sistema proporzionale. Non dimentichiamo i costi delle primarie e gli scambi di voti contro favori, sia pure spesso alla luce del sole, che in queste avvengono. Come non ricordare gli ambasciatori nominati grazie ai loro finanziamenti alle campagne elettorali.
    Come dimentichiamo, per altro, cosa avenne con l'ultima elezione di bush o di come il sistema uninominale abbia per in lungo periodo di storia americana elininate quelle voci democratiche progressiste che pur furono presenti nella prima fase della storia di quel paese e che dovranno attendete la fine dell'ottocento per rifarsi , timidamente, vive. Anche l'antisocialismo viscerale , che permise errori giudiziari quale quello di Sacco e Vanzetti, è stato frutto di tale sistema elettorale.
    E' inoltre da notare come sia in Inghiterra che negl iUsa la politica, per una sua diversa organizzazione ed un diverso rapporto col mondo dell'economia, scolge un ruolo meno importante nella vita delle persone e questo comporta anche una più facile accettazione di governi fatti da chi ha la sola maggioranza relativa e talvolta neanche quella.
    Ma quello che vorrei chiderti, al di là delle argometazioni tecniche,è se non credi che dietro il desiderio di bipolarismo non vi sial'idea che la modernità coincida con la semplificazione e non piuttosto con la comprensione della comlessità del mondo in cui viviamo. Il preferire il proporzionale non è solo una esigenza derivante da una analisi strettamente tecnica dei risultati dei diversi sitemi elettorali, ma è anche una scelta derivante dall'idea che sia il complesso a dover essere rappresentato per poter essere compreso e non il facile ed il semplice preso come metro di buona politica ( spesso quando sentiamo dire che i problemi sono semplici per prima cosa, credo noi tutti, ci mettiamo in guardia sulla capacità di ananlisi di chi fa affermazioni di tal genere),. In altre parole, non credi che dietro il fatto di essere fautore diell'uno dell'altro sistema elettorale non vi sia anche una più generale idea della politica se non anche un diverso approccio psicologico alla stessa? Un salutoiaociao:
    Ultima modifica di edera rossa; 10-07-10 alle 23:57
    "E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini

    http://www.novefebbraio.it/

 

 
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