Dove eravamo rimasti? I nostri contenuti valgono più delle alleanze
di Alessandro Piergentili
Una settimana di passione, sconfitta alla Camera, formazione del Terzo polo con progetti ancora poco intelleggibili, sondaggi in calo. Già stiamo cadendo nella sindrome della sinistra, che discute da anni di alleanze e non porta avanti un’idea nuova per il éaese. La nostra non è ancora una democrazia avanzata, con partiti storicamente stabili. La tendenza di chi fa politica, però, dovrebbe essere quella di portarci all’interno di un sistema politico che acquisti gradualmente più stabilità.
Per farlo bisogna passare da un periodo di riforme istituzionali che incidano profondamente sulla struttura organizzativa dello stato e dei sistemi decisionali, combinato con un periodo di riforme economiche e sociali. Un partito nuovo come Futuro e Libertà, ha però il dovere di partire dai contenuti. Che riforme vuole, quale idea di paese intende perseguire? La strada percorsa finora da Generazione Italia fatta di democrazia, partecipazione e trasparenza, è stata completata dalla nascita di Futuro e Libertà e dall’adesione di decine di migliaia di persone al Manifesto per l’Italia. Riprendiamo il Manifesto e leggiamolo bene.
Quello deve essere il punto di partenza della nostra attività politica, dei nostri progetti di legge, delle nostre iniziative. Quello è il nostro perimetro culturale, valoriale ed identitario. Una volta aderito al Manifesto tutto vien da sè ed il partito potrà convincere sulla base dei contenuti che propone e non sulla base dei sondaggi, delle alleanze, degli scontri verbali e parlamentari, etc. Non voglio con questo dire che le alleanze non sono importanti e che la gente non ci presta attenzione, anzi. Di attenzione da parte dell’opinione pubblica ce n’è fin troppa. Dobbiamo esser bravi noi a non far guardare il dito, ma la Luna. Del resto se il nostro perimetro politico è dato dal Manifesto è anche facile spiegare il perchè di certe direzioni prese e di certe alleanze che debbono essere conseguenza dei contenuti e non causa principale. Facciamo degli esempi ed iniziamo con la prima frase del Manifesto per L’Italia: “Noi amiamo l’Italia, la nostra Patria e la vogliamo orgogliosa e consapevole, unita nelle sue differenze, civile e generosa, tollerante ed accogliente;” possiamo certamente affermare che una frase del genere rende incompatibile un’eventuale alleanza con un partito che all’art. 1 del suo statuto recita:”Il Movimento politico Lega Nord per l’Indipendenza della Padania ha per finalità il conseguimento dell’indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana”.
Altro esempio:”Un’Italia severa con chi vìola le leggi, attenta alla sicurezza dei cittadini; un’Italia con un fisco equo, che sanzioni l’abusivismo e l’evasione fiscale, che combatta parassiti e furbi e premi la dignità del lavoro.”………”Un’Italia intransigente contro la corruzione e contro tutte le mafie, che promuova la legalità, l’etica pubblica e il senso civico”. Queste due frasi appaiono in netto contrasto con l’immagine e parte della politica che ad oggi persegue il PDL. Continuiamo:”Un’Italia del merito, senza privilegi, caste e rendite di posizione, dove tutti abbiano uguali opportunità e vengano premiati i più capaci.” Questa frase sarebbe compatibile con la prima Forza Italia, quella della rivoluzione liberale, ma francamente oggi appare quantomeno risibile se associata ad un’eventuale alleanza con il partito autotrasformatosi in destra radicale. Ad un’attenta analisi sono veramente poche le frasi che potrebbero suffragare un’accordo con l’attuale PDL. Una volta superato il berlusconismo, però, chissà. Certamente ci sono frasi che escludono a priori anche un’alleanza con la sinistra vendoliana: “Un’Italia protagonista e competitiva nel mondo, aperta al mercato e alla concorrenza.”………”Un’Italia che rimetta in moto lo sviluppo economico puntando sulle imprese, sui giovani e sulle donne, sull’economia verde, sullo sviluppo della rete, un’Italia che produca più ricchezza e garantisca una maggiore qualità della vita.”
Una volta definiti i contenuti tutto è più facile, comprensibile e spiegabile alla gente, che del resto vuole semplicità, buona volontà e riforme che rimettano in marcia il paese dal punto di vista sociale, culturale ed economico. Siamo qui per questo.
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