535-538
"Uno schiavo non sta mai col capo eretto, ma tiene sempre la testa storta e il collo di traverso. Come da una scilla non nascono rose o giacinti così da una schiava non può nascere un uomo libero".


535-538
"Uno schiavo non sta mai col capo eretto, ma tiene sempre la testa storta e il collo di traverso. Come da una scilla non nascono rose o giacinti così da una schiava non può nascere un uomo libero".
Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.


783-788
"Io giunsi infatti una volta alla sicula terra e giunsi nella piana d'Eubea fiorente di vigneti e a Sparta, splendida città sull'Eurota folto di canne, e tutti al mio arrivo mi salutavano con affetto: eppure nessuna letizia venne al mio cuore, ché nulla m'era più caro della mia patria".
Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.


365-366
"Contròllati, e lascia che il miele sempre stia posato sulla tua lingua! Sono i vili ad avere il cuore troppo irascibile".
Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.


289-292
"Ma ora ciò che agli occhi dei nobili è male si cangia in bene per i plebei: di leggi strane esultano. Ogni senso di rispetto è morto, impudenza e tracotanza hanno sopraffatto la giustizia e dominano per tutta la contrada".
Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.


235-236
"Nessuna speranza di salvezza brilla ormai per noi, o Cirno: siamo una città destinata all'altrui conquista".
Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.


Bello.


797-798
"I valenti qualcuno li biasima e qualcuno li loda, ma dei vili non resta memoria".
Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.


1003-1006
"Questa è la virtù, questo è il premio supremo e più bello da riportare per un uomo saggio, e questo è un bene comune alla città e a tutto il popolo: un guerriero ben piantato in terra che resiste in prima fila".
Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.


425-428
"Non nascere è per gli uomini la miglior cosa, né vedere i raggi acuti del sole, ma una volta che siamo nati varcare al più presto le porte dell’Ade, e giacere sotto un tumulo alto".
L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio


167-168
"Nessuno è felice fra tutti gli uomini che il sole contempla".
L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio