Ordine e Libertà del 12-11-2010
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Ordine e Libertà del 12-11-2010
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Grande la sciura!!!
E grande Mario Borghezio, che si fa sempre in quattro per le piccole e grandi battaglie identitarie.
Mi fa incazzare non poco il suo ridimensionamento all'interno del partito!!!


Basta leggere il cognome del Sindaco per comprendere la celerità della rimonzione, se i meridionali come Tarantino fossero altrettanto efficienti contro le mafie...
Comumque è la solita storia: lo stato italiano sa di essere talmente corrotto da non avere basi tra la popolazione e ostacola (soprattutto con i suoi esponenenti meridionali immigrati) ogni iniziativa identitaria.
Lo fanno anche i comunisti e le forze politiche cattoliche (vedi Casini - più meridionalista di Pippo Calogero nato a Punta Raisi - per non parlare dell'azione antileghista svolta la DC, ricordo gli spot antileghisti della DC di venti anni fa - i leghisti erano descritti come delle bestie -).
I progressiti hanno mobilitato anche i comici (tutti di sinistra): Rossi (che derideva i leghisti con frasi del tipo: "arriva il leghista avvolto nella bandiera dell'Atalanta", il trio Aldo, Giovanni e Giacomo, il romano Guzzanti, che almeno aveva la dignità di prendere per il culo anche gli esponenti di sinistra (e infatti lo hanno fatto fuori dalla televisione...). La litizzetto (che si è venduta anima e corpo ed è diventata testimonial coop - essere schierati rende, vero "Luciaina"?, tra l'altro volgare come pochi - ah, pardon Bossi è volgare la litizzetto fa "satira"), il vergognoso Crozza, Cornacchione (veramente scarso e riciclato su rai 3).
Ultima modifica di tiengocoreitaliano; 21-12-10 alle 20:02


non è tartantino ma Tarantola e ti assicuro che non è meridionale
purtroppo il primo difetto dei Padani è quello di essere schiavi di qualcuno
come sopra: parecchi detrattori della lega e del Padanismo sono Padani DOC
Ultima modifica di sciadurel; 21-12-10 alle 21:08




L’unità politica dei cattolici non esiste più da anni, e anche prima in realtà non vi era vincolo di voto, tranne che nei riguardi dei comunisti, giustamente colpiti da una apposita scomunica.
La stessa Lega, sin dalle origini, ha pescato il proprio elettorato nelle zone del Nord più cattoliche, in particolare in tutta la fascia alpina pedemontana.
Tra i leader politici cattolici c’è ad esempio Formigoni, legato a Comunione e Liberazione, convinto sostenitore della sussidiarietà e del federalismo(non della secessione….almeno per adesso…).
Formigoni, non a caso, ebbe l’onore di redigere la prefazione del testamento politico di Gianfranco Miglio, il saggio “L’asino di Buridano”. In quella prefazione, tra l’altro, Formigoni preconizzava la fine dello “Stato moderno centralizzato, arrivato dopo quattro secoli alla sua naturale dissoluzione. E’ tutta un’epoca della storia europea quella che si chiude, con il suo meccanismo istituzionale, volto a rendere forzatamente omogenee le popolazioni e i loro peculiari costumi, in un quadro giuridico finalizzato alla guerra e all’imperialismo.” Dopo aver affermato di condividere il progetto di Miglio relativo alle tre Macroregioni, Formigoni concludeva auspicando “l’eliminazione dei residui dello Stato moderno”.
Questa tematica dello Stato moderno è purtroppo poco trattata nell’ambito della Lega. Lo Stato moderno nasce con il disgregarsi della realtà politica medioevale, la quale si caratterizzò per il suo policentrismo giuridico e istituzionale.
Praticamente, non esisteva nemmeno il concetto dello Stato sovrano onnipresente e onnipotente, ma diverse realtà istituzionali collaboranti fra loro. I sovrani avevano poteri estremamente limitati, non disponevano nemmeno di eserciti permanenti a loro disposizione, e la loro possibilità di esigere tasse era limitata, e sottoposta al consenso dei rappresentanti delle comunità locali, le quali godevano di notevole indipendenza e di un proprio diritto consuetudinario.
La Chiesa vigilava affinchè i re e gli imperatori non solo non travalicassero, verso l’alto, i confini del diritto naturale, ma neppure violassero, verso il basso, i diritti e le consuetudini delle svariate comunità locali e dei loro corpi sociali intermedi(famiglie, parrocchie, libere associazioni, gilde, corporazioni di arti e mestieri, ecc.). Anche per questo le due Leghe lombarde ebbero come alleato il Papa nella lotta contro gli imperatori che cercavano di imporre una concezione “moderna” della sovranità, quella cioè che andò purtroppo progressivamente affermandosi dopo la fine del Medioevo, e basata sullo statalismo, sul centralismo, sulla burocratizzazione, sulla tassazione obbligatoria e sempre più opprimente, sul diritto statuale soppiantatore delle autonomie e dei diritti consuetudinari locali, sull’indebolimento e sulla dissoluzione dei corpi sociali intermedi, sulla omologazione culturale dei vari popoli, sulla distruzione delle tradizioni, sull’istituzione della leva militare obbligatoria(introdotta stabilmente dalla sciagurata Rivoluzione francese) che avrebbe condotto a inimmaginabili guerre di sterminio, ecc.
A volte la Lega entra in polemica con il movimento politico di Formigoni, o con la Compagnia delle Opere, perché, di fatto, esiste una concorrenza diretta, politica e economica, proprio nelle regioni del Nord. Io penso che comunque è meglio avere come alleati movimenti capaci di fare concorrenza, e quindi di stimolare a fare meglio, e che hanno veramente come obiettivi quelli del federalismo e della sussidiarietà, piuttosto che avere come alleati movimenti meno attivi nel territorio, ma che non solo sono federalisti solo a parole, ma sono pure antifederalisti nei fatti…