Da 'Christmas' a 'Xmas': come ti cambio il senso del Natale | Laurentius | Il Cannocchiale blog
Con la precisazione che la presente vuol essere solo un'osservazione, scommetto che pochi, in fondo, ci hanno fatto caso. E perché farci caso, dopotutto, visto che - se è vero che il rito è la manifestazione, il significante del mito - già nelle pratiche rituali il Natale vede un mutamento di senso al proprio interno da ormai diversi decenni? Eppure, nonostante tale mutamento sia già in atto da tempo, il termine anglosassone 'Christmas', che letteralmente significherebbe 'Nascita di Cristo' (ben più esplicito del nostro 'Natale'), paradossalmente non vede perdere negli anni il prefisso 'Christ-', ovvero il termine che indica ciò che Gesù è per i cristiani, 'Cristo', l''Unto del Signore'. La parola 'Cristo' proviene dal greco Christòs: nella cultura israelita, l'unzione equivaleva alla consacrazione a Dio e all'elevazione a sovrano per volere di Dio, come è avvenuto per alcuni dei più importanti re dell'Israele biblico, come Saul e Davide. Per i cristiani Gesù, come discendente della Casa di Davide per mezzo di Giuseppe, marito di Maria, diventa l'Unto del Signore per eccellenza in quanto figlio (discendente) di Davide e Figlio di Dio, ovvero il Messia annunciato dai profeti dell'Antico Testamento. Certamente vi sarebbe da approfondire moltissimo su questo tema, ma basti questo per notare come anche il termine 'Christmas' stia subendo una graduale messa al bando dai grandi 'sacerdoti' del consumismo e dalle grandi 'cattedrali' del commercio, nonostante fino ad oggi abbia resistito nel linguaggio comune anche di chi, tra i parlanti anglofoni, non ha mai fatto caso alla presenza del nome di Cristo nell'appellativo di una festa che di cristiano ha ormai da tempo ben poco. Così, anche nelle pubblicità commerciali natalizie ecco apparire, prima più frequentemente, il termine 'Cristo' nel nome 'Christmas' e la sua conseguente pronunzia da parte degli spettabili consumatori. Da qualche anno il 'Christ-' di 'Christmas' viene più decisamente sostituito da una curiosa 'X-', che per gli autori di Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Xmas) consisterebbe in una trasposizione della X (khi) greca di Christòs che con la sua progressiva latinizzazione avrebbe assunto anche la pronunzia della nostra 'X' (ics), teoria che personalmente reputo un po' inattendibile, dato che qui stiamo parlando di un termine anglosassone in cui potrebbe avere poco senso sostituire un'iniziale di un termine greco o latino per lasciare intendere comunque 'Cristo', anche se una tale eventuale sostituzione avesse avuto luogo in tempi in cui greco e latino furono certamente più fruiti di adesso. Tornando alla contemporaneità, con tale sostituzione vi è la particolare e inevitabile risultante della mutazione di due elementi: la forma scritta, ma anche la pronunzia orale, dato che risulta chiaro come pronunziare 'Christ-' sia ben diverso dal pronunziare 'X-' con la fonetica anglosassone, nonostante possa esservi una sorta di assonanza tra le due pronunzie se dette velocemente in un fugace "Merry Christmas" / "Merry Xmas", fugacità che caratterizza ampiamente la società contemporanea. Il nome di Cristo dunque - tolto gradualmente ma inesorabilmente di mezzo dal rito consumistico natalizio in cui è il dio denaro il vero protagonista, con la scusa di una pratica di sostituzione più antica che la giustificherebbe, in un immenso arricchimento di chi sta dietro le quinte e che tira realmente i fili dell'economia mondiale nominalmente 'in crisi' e in un altrettanto graduale impoverimento di chi crede illusoriamente che con l'acquisto di un determinato prodotto possa elevarsi socialmente - subisce uno spodestamento che denota il chiaro e definitivo mutamento di senso di una delle feste più importanti della cristianità che di fatto cessa di essere tale, e con una velocità di molto superiore rispetto al mutamento di senso avvenuto con la lenta e, talvolta, forzata cristianizzazione della festa istituzionale precristiana del Sol Invictus.





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