Il libro-inchiesta su Comunione e liberazione e la Compagnia delle Opere
Oramai è in libreria da oltre un mese l’ultimo libro di Ferruccio Pinotti dal titolo “La lobby di Dio”, che con un linguaggio scorrevole e affascinante descrive la fede, gli affari e la politica, riferendosi ad un inchiesta su Comunione e liberazione e La Compagnia delle opere. La casa editrice è Chiarelettere, la stessa che all’inizio di questo mese pubblicò “Metastasi”, che sempre di più si sta specializzando ed affermando su questo tipo di letteratura.
Il libro racconta, con dovizia di particolari, come agisce Comunione e liberazione e il suo braccio finanziario, la Compagnia delle Opere, che raggruppa migliaia di imprese, con un fatturato di oltre 70 miliardi di euro. Il suo potere sembra inarrestabile e come dice lo stesso governatore della Lombardia Roberto Formigoni: “Questo nostro modello conquisterà l’Italia”, riferendosi a quanto, nel gergo ciellino, si chiama “amicizia operativa”. Un sistema apprezzato da numerose imprese, che avendo come alibi la crisi finanziaria, si avvicina a Cl in modo da ottenere la sua protezione attraverso la Compagnia delle Opere.
Ancora una volta un’inchiesta giornalistica fa luce su un’impressionante rete di potere economico e politico chiamata Comunione e Liberazione, che sopravviverà con il cemento della “fede”, della cui genuinità si può disquisire, ma sicuramente andrà avanti oltre quello che può essere la fine del sistema Berlusconi, che già nel 1978 finanziava il settimanale “Il Sabato”, facente capo a Cl., descrivendo pure i legami con la sinistra e la Lega Nord”.
Si mette l’enfasi sulla parola “potere” che è il filo conduttore di tutto il libro facendo risaltare in maniera scandalistica l’aggregazione di migliaia di imprenditori per un loro interesse e tornaconto che si racchiudono come in una casta, appunto una Lobby, detta di Dio perchè mascherata dall’esaltazione della fede o ritenuta tale, rifacendosi ad affermazioni di uomini di chiesa per rafforzare la convinzione che questi possono amministrare con rettezza e verità, niente di più sbagliato.
Il movimento di CL viene descritto come cattolico conservatore ed integralista.. I gruppi cattolici tradizionali sono ben altri e sono alla ricerca di novità di fede, CL è invece un movimento modernista e poco ha a che fare con la fede, intesa in senso stretto, perchè l’unico loro obiettivo è il monetizzare attraverso una fitta rete di accoliti che molto assomigliano alle cupole mafiose.
Basterebbe dare un occhiata all’interno di Regione Lombardia per capire come il potere al suo interno è spartito, non solo politicamente, ma anche attraverso a chi è gradito e fedele al suo governatore. Siamo lontani dalla meritocrazia e dalla democrazia….
L’analisi che ne fa Pinotti fa riferimento all’etica protestante e a quello che è lo spirito del cristianesimo sia pure non si faccia alcuna deduzione filosofica ma sottolineando l’“amicizia operativa”, praticata nel modello ciellino, dà parecchi spunti di riflessioni, che necessitano di un certo impegno e devono spogliarsi da pregiudizi radicati tradizionalmente nel dna degli italiani.
Interessante il suo o sguardo al futuro. Viste con l’obiettivo di Cl, circa ipotesi di chi sarà Il prossimo papa e il prossimo premier. Infatti non è affatto improbabile che figure come Angelo Scola, cardinale e patriarca di Venezia, vicino a Cl, possa essere il successore di Ratzinger. Non è da escludere neanche che il successore del premier potrebbe venir fuori dalle fila di Cl, il cui candidato idoneo potrebbe essere l’attuale governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni.
Se questo si avverasse il successore indiscusso di don Giussani avrebbe il timone dell’Italia e la guiderebbe con lo stesso modello con cui ha guidato la Lombardia, così cadremmo dalla padella alla brace e ci sarebbe poco da ridere se, dopo l’accoglienza reverenziale accordata dal popolo ciellino a Silvio Berlusconi, definito da don Giussani “l’uomo della Provvidenza”, con maggiore zelo, applaudirebbe il suo candidato in pectore, che ha già fatto voti della castità, dell’obbedienza e della povertà, di certo non per praticare le virtù richiamate dal vangelo, perchè altrimenti una “nuova nascita” porterebbe al crollo dell’intero castello su cui è stato costruito il potere di Cl.
Il cristianesimo insegna tutt’altro, ma è ormai sotto gli occhi di tutti come la chiesa cattolica apostolica romana vive da secoli la sua contraddizione, vantando di avere a capo il vicario di Cristo: un eresia vera e propria, che esercita il suo potere attraverso il collegio dei vescovi e cardinali: Anche in Comunione e liberazione, si vive un analoga se non peggiore contraddizione: per rispondere a Cristo, si deve obbedire a chi ti è “prossimo” nella gerarchia.
In questo libro viene spiegato come per i Memores che accettano la logica di Cl, non si può avere un rapporto diretto e soggettivo con Cristo, perché le emozioni che sorgono dalla lettura di un brano del Vangelo sono solo una proiezione di ciò a cui tieni personalmente. Cioè non stai seguendo Dio ma solo una proiezione generata dalla parola, perchè solo l’obbedienza garantisce il rapporto con il divino: una filosofia che non trova alcun fondamento teologico
La stesura del libro si avvale della testimonianza Vergani, ex Memeros Domini, i “monaci guerrieri” del movimento religioso di Cl dal quale si viene a sapere del fascino di questa esperienza in un gruppo chiuso, in una casta che promette una sorta di emancipazione che può farti arrivare ad abbracciare Dio, l’Assoluto diventato carne, per liberarsi attraverso l’obbedienza in altri uomini che a sua volta obbediscono ad altri che dicono di rappresentare l’Assoluto. Una falsità che esalta la contraddizione tra teoria e realtà che vive il movimento basandosi su regole simili alle sette.
Mino Martinazzoli, ex segretario della Dc, si pure in via metaforica afferma:“Gli aderenti di Cl fanno ogni minuto la volontà di Dio, che Dio lo voglia o no. E questo spiega perché abbiano capacità redentive; puoi essere un corruttore, un tangentista, un terrorista, ma se vai da loro e scopri l’incontro con Gesù potrai tranquillamente entrare nell’orbita di Cl”. Una per tutte l’entrata nel movimento di Marco Barbone l’uccisore di Walter Tobagi.
Il fondatore di Comunione e liberazione don Luigi Giussani diceva “Meno Stato e più società” e pare abbia funzionato bene questo slogan, se oggi il braccio operativo di Cl, la Compagnia delle opere, conta 41 sedi in Italia e in altri 17 paesi, 34.000 imprese e 1000 associazioni non-profit. Il fatturato complessivo è stato stimato in almeno 70 miliardi di euro. Una lobby. La lobby di Dio.
Questo libro racconta di un movimento più potente dell’Opus Dei, più efficiente della massoneria. E come il vescovo di Verona ebbe a scrivere, “le associazioni storiche criminali italiane prolificano là dove ci sono soldi, tanti tanti soldi, ricchezze, beni ed affari in circolazione”. La logica razionale e concreta del vescovo fila bene, ma c’è da chiedersi chi possiede più ricchezze e beni dell’istituzione chiesa cattolica apostolica romana?
Non fa parte delle vicende narrate del libro, anzi è in antitesi, ma trattandosi di uno dei rari casi in cui una causa soccombe la “chiesa”, mi piace segnalare la soddisfazione di Gennaro D’Avanzo, coraggioso direttore artistico del Teatro San Babila, amministratore unico della TI.ESSE.BI che, dopo anni di lotta con Mons. Alessandro Gandini, parroco di San Babila, ha avuto la meritata vittoria legale che ha fatto trionfare la giustizia, ridando nuova enfasi al Teatro e quindi alla cultura milanese, che diversamente sarebbe stata mortificata.
Complimenti per l’ originalità del libro per i suoi temi affrontati in modo costruttivo, ma soprattutto in modo straordinario e mai sentito prima descrivendo il potere che nessuno osa fermare essendo una perfetta macchina per far soldi.
Se volete farvi o fare un regalo supplementare ve lo consiglio!
Editrice: Chiarelettere – 480 pagine, 16,60 euro
La lobby di Dio | il Democratico
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