Buon 2011 da v.f.
Tanti auguri, tanti auguri
Sian felici i dì futuri.
Tanti auguri di Buon Anno
E gioioso Capodanno.
Tanti auguri amica Ada,
Che sia gaia la tua strada.
E a Tomàs de Torquemada
Lieto e ugual pensiero vada.
Un Buon Anno ad Alessandro
Non a -gino solo ad –andro.
Ed a Silvia, amica e amata,
Nel racconto già sognata
Lei, la bella dama mia
Che m’ispira ogni poesia
A cavallo d’un destriero
Il Buon Anno più sincero
Come un cavaliere ardito
Io d’azzurro già vestito
Per davvero, lo confesso,
Vorrei porgerle oggi stesso.
Ed offrirle pure i fiori
Per legare i nostri cuori.
Saran rose porporine
Ma garbate e senza spine
Da posarle in capo infine,
La ghirlanda del suo crine.
A dell’Universo Mi”sss”
Ben di auguri vada un tri”sss”.
O graziosa Melusine
Un augurio senza fine.
All’amica mia Zucchetta
Un Buon Anno a lei s’affretta.
E con Gertrud che il Natale
Trascorremmo mica male
Nelle fantasie, mie e tènere,
In Liguria a Portovenere
Da una volta a centomila,
Non nessuno, tutti in fila,
Capodanni di piacere
Dalla notte già a godere.
A Primahyadum, lo giuro,
Un augurio va sicuro:
Amor doni ben Amore
E così che dal suo cuore
A cacciar tutti i lamenti
In piacer volga i tormenti.
E per Betelgeuse stella
Essa pure brilla e bella
Con l’augurio d’un ritorno
Venga subito quel giorno
Venga lieto il nuovo anno
Ricompaia a Capodanno.
D’Esther e Cuordileone
Il buon Anno qui s’impone
Quello vero di Gesù
Che li guidi da lassù.
E che torni nuova luce
Che se ne partì col Duce
Da Defender sino a Giò
Pure il Matto e Malaparte
Robert, Fenris, più non so,
Sol giacché mi manca l’arte,
Miles e Globulo nero,
Ed a tutti e son sincero,
Tanti auguri ben sperati
Porti ai tanti camerati
Della destra radicale
Mio medesimo ideale.
Anche se è un po’ comunista
Tanti auguri a Sandinista.
Che non fosse per quel Duce
E se Iddio non fosse Luce,
Fosse solo a parer mio
Sarei comunista anch’io.
E a Pomponio “L(i)eto” anno
E felice Capodanno
E così ad Italianista
E così a Razionalista.
Steppenwolf, e l’altro Lupo
Gaio anno vi conduco
Nella steppa o Appennino
Di Toscana qui vicino.
L’uno sua invenzione pura
Seppe fare con scrittura.
L’altro stimolo mi dà
Di fuggir dalle città
E raggiunger quella tana
Nella selva sua sovrana,
Tra quegli alberi alti e schietti
Or giganti or giovinetti.
Un Buon Anno a Tolomeo
Che cantai come il Perseo
Che di bronzo fe’ Cellini
E sta ai Lanzi fiorentini.
Ma qui pure c’è un Perseo
E gli auguri van da sé o
Giusto più mi par da sé
Ma la rima adesso c’è.
Ora partono e son tanti
Pur gli auguri miei festanti
Per Rexal, H.I.M. ed Euwitt
“Con la rima qui son fritt”,
Per Edmond ed Immanuel
“Far la rima qui l’è ‘l bel”.
Con quegli occhi suoi felici
Fra i sorrisi degli amici
Per un capodanno gaio
Ed un anno senza guaio
Che alle benzodiazepine
Ponga presto lieto fine
Coi suoi sentimenti sazi
La graziosa Diamond Crazy.
Incompleta è la tenzone
Se gli auguri non si fanno
Pure all’amministrazione
Di “Felice Nuovo Anno”,
Ed a tutti i forumisti,
Culturisti e dadaisti,
Alchimisti e bidonisti,
Attivisti e storicisti,
latinisti e innocentisti,
Congressisti e darwinisti,
Luterani e calvinisti,
E papisti e conformisti,
Laici ed atei e pur laicisti,
Liberisti e socialisti,
Esoterici o lassisti,
Maccartisti o malprovvisti.
Che non ho qui ricordato,
Non perché maleducato,
Ma per spazio di poesia
Che alla fine vuolsi sia.
v.f. 28-12-2010




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