L’intervista: Parla la Santanchè
«Il premier, grande uomo. Ci ha riavvicinati il mio piccolo Lorenzo»
«Berlusconi si fida di me. Lui sa che non valgo, come dice qualcuno, solo un voto»
ROMA — Ad Ignazio la Russa, ex amico da una vita che le consiglia di «sparire per un po’», replica con candido veleno: «Non riconosco quel La Russa che mi ha sempre in*segnato, in tempi anche non lonta*ni, che è boia chi molla...». A Silvio Berlusconi, invece, Daniela Santan*chè vuole dire grazie. Non tanto o non solo perché — sfidando l’ira del vertice della fu An che non la voleva a nessun costo nel Pdl — ha imposto il suo ritorno. Ma so*prattutto perché «si è dimostrato un grande uomo nei momenti dif*ficili, e questo non si dimentica».
Quali momenti?
«Sa chi ha riavvicinato me e Sil*vio dopo la campagna elettorale, quando i rapporti si erano interrot*ti? Un piccolo uomo, mio figlio Lo*renzo, tredici anni. Con lui il pre*mier ha sempre continuato a parla*re, in quelli che sono stati per me e per lui momenti difficili anche sul piano personale, c’è sempre stato, gli telefonava, gli era vici*no, gli parlava. Berlusconi è un grande uomo, di straordinaria umanità, certe cose non si dimenti*cano ».
Gli perdona dunque anche il «caso veline», che la moglie non gli ha invece perdonato?
«Ho sempre stimato Veronica, ma trovo che questa volta sia in*difendibile: è manca*ta come italiana, per*ché ha dato in pasto alle critiche il premier del suo Paese, e ha mancato co*me madre, perché ha messo in difficoltà i figli».
Non tutti nel centrodestra la pensano così: la finiana Farefu*turo ha criticato duramente per il caso veline. E sembra che Berlu*sconi non abbia affatto gradito
«Non so. So solo che che non si 'fa il futuro' dell’Italia così. Poi, chi è senza peccato scagli la prima pietra...».
Tornando alla sua vicenda, si è chiesta perché nell’ex An c’è anco*ra tanta ostilità nei suoi confron*ti? Forse per quella battuta sui co*lonnelli dalle «palle di velluto»?
«Guardi, di battute più o meno pesanti tra uomini se ne dicono in continuazione, Fini e Berlusconi si sono dati dell’'ectoplasma' ma continuano a lavorare insieme. Hanno riaccolto Mastella, tutti ven*gono perdonati, ma se una donna si azzarda ad alzare la testa, ad es*sere libera, ad attaccare o contrat*taccare, quella per un uomo diven*ta un’offesa da lavare con il san*gue. Una donna in politica, anche se ha dimostrato di valere, o è doci*le e accucciata, o si fa nemici e ter*ra bruciata attorno».
Berlusconi però le ha riaperto le braccia.
«Io avevo già siglato intese con il Pdl, con apparentamenti come a Rieti, Salerno, Matera, Cuneo, o con miei uomini e donne nelle lo*ro liste. Evidentemente pensa che con me non si prende 'solo un vo*to'».
Oppure, come sospettano i ma*ligni, ha voluto fare un dispetto a La Russa e Fini: non è un compor*tamento da 'capo'?
«Può darsi, ma se devo avere un capo, me lo scelgo da sola. E l’uni*co che riconosco come tale è lui».
Paola Di Caro
11 maggio 2009
Link: «Il premier, grande uomo. Ci ha riavvicinati il mio piccolo Lorenzo» - Corriere della Sera




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