Oggi vogliamo dare spazio e nobiltà non all’editorialista di turno ma a un gruppo di operai della Fiat.
Sono i primi coraggiosi che con nome e cognome osano ribellarsi all’ostruzionismo della Cgil e della sinistra contro il nuovo patto sociale proposto da Marchionne.
Un patto che è forse l’ultimo treno che il Paese può prendere per rimanere attaccato alla modernità e alla ripresa, che dovrebbe fare scuola per tutta la grande industria italiana, che spezza l’inciucio nefasto tra Confindustria e sindacati.
Che piaccia o no, il nemico dell’operaio Fiat non è Marchionne ma il mondo moderno, l’operaio polacco o brasiliano che ha accettato quel salto che in Italia appare impossibile.
La lettera che trovate qui sotto è indirizzata a Bersani, Vendola e Di Pietro:
«State giocando i vostri interessi politici sulla nostra pelle - scrivono gli operai - e offendendo la nostra intelligenza».
Questa gente merita il nostro appoggio e la nostra attenzione.
Non lasciamoli soli, nel loro e nostro interesse.
ASa
La rivolta dei coraggiosi - Economia - ilGiornale.it del 29-12-2010
Chissa' perche' mi torna alla mente la marcia SILENZIOSA dei quarantamila della FIAT di antica memoria
Proprio vero che dagli operai ..o meglio da ALCUNI operai c'e' da rpebdere esempio !!!





