
Originariamente Scritto da
danny78
Le elezioni si avvicinano. Di seguito vi posto due articoli che rispecchiano speranze e paure del sottoscritto. A voi la scelta di riconoscersi in uno o nell'altro, in entrambi o in nessuno dei due.
CentroSinistra, si rimescolano le carte, aumentano le speranze
Ora comincio a capire. L'insofferenza mostrata in questi giorni dalla Lega Nord rispetto ad alcune decisioni del governo mostrano una maggioranza meno unita di quanto sembri. Lo "strappo" sul decreto sicurezza, con la retromarcia del governo sulle ronde e la secca bocciatura sull'esecuzione dell'espulsione degli immigrati, ha creato una frattura nella maggioranza, aggravata dalla possibilità di accorpare referendum ed elezioni europee. Il carroccio non vuole l'approvazione dei quesiti referendari, che rischierebbero di indebolire il partito, ed è deciso a battersi per evitare l'accorpamento. Un compromesso sembra dietro l'angolo e cioè concentrare nello stesso giorno la consultazione popolare ed i ballottaggi delle amministrative.
L'accorpamento darebbe però ragione a Franceschini. Da mesi infatti i Democratici chiedono l'unione del voto per poter risparmiare danari pubblici. Un altro punto a favore del nuovo segretario del PD. I sondaggi dimostrano un sensibile recupero del Partito Democratico, anche grazie alla politica maggiormente aggressiva lanciata dall'ex vice di Veltroni, fatta di attacchi a Berlusconi e di proposte ad effetto come l'assegno di disoccupazione e la una tantum per i redditi alti.
Nel nuovo partito si stanno giocando partite importanti. Alcuni dirigenti, molti teodem, rutelliani, lettiani, sembrano gradire poco la linea "sinistrosa" di Franceschini e non è escluso che facciano a breve i bagagli verso altri lidi. Non è un mistero che Casini abbia lanciato il Partito della Nazione proprio per permettere l'arrivo dei transfughi del PD. Un nuovo partito centrista dove poter far convergere l'Udc ed i cattolici del PD, guardando anche al PDL. Si vocifera che lo stesso Casini sarebbe disposto a non esserne il leader, lasciando il posto magari ad Enrico Letta, che da tanto tempo si batte per un accordo politico tra Democratici e Unione di Centro.
Con uno scenari come questo il Partito Democratico potrebbe assumere una identità piu chiara, maggiormente progressista, perdendo qualche voto al centro ma riguadagnando i voti degli indecisi di sinistra, dei tanti delusi dalla mancanza di valori chiari. In definitiva potrebbe anche includere al suo interno il nuovo partito Sinistra e Libertà.
Un Nuovo PD cosi fatto avrebbe maggiore attrattiva anche per chi, oggi,vota Di Pietro, con la parziale sterilizzazione politica dell'Italia dei Valori. D'altro canto il nuovo Partito di Casini, Rutelli e soci avrebbe un profilo meno di destra e totalmente centrista, compatibile ad una alleanza politica con il Partito Democratico.
In definitiva un accordo PDN-PD-IDV non avrebbe forse la forza di battere Berlusconi ma potrebbe comunque essere l'unica coalizione di CentroSinistra possibile in questo paese, sempre piu spostato a destra. Senza contare il destino della Lista comunista. Casini e Ferrero nello stesso fronte vi sembra impossibile? Ferrero e Cuffaro sicuramente si, ma sul resto non metterei la firma.
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Il CentroSinistra, l'utile idiota di Silvio
Continuo a non capire. Dopo tutto quel che ha combinato Veltroni nei pochi mesi in cui è stato alla guida del PD, la dirigenza del partito continua a commettere errori. Sono mesi che Franceschini e soci premono per accorpare il referendum elettorale alle elezioni europee. I motivi pratici sono giusti, risparmiare denaro, i motivi politici sono per me sconosciuti. Il Referendum, che qualora passasse impedirebbe il formarsi di coalizioni obbligando ogni partito a correre per se con il premio di maggioranza del 55% dei seggi dato alla formazione vincitrice anche di 1 solo voto, è decisamente favorevole a Berlusconi ed al suo disegno. Accorpando il referendum infatti aumentano molto le possibilità di raggiungimento del quorum e di conseguenza anche la approvazione dei quesiti.
Il PD conta sulla implosione della maggioranza ed infatti in questi mesi sono aumentate le frizioni tra Lega e Pdl, soprattutto sulla data della consultazione popolare, logicamente avversata dal carroccio. E forse sulla implosione della maggioranza conta anche Berlusconi per liberarsi definitivamente del proprio alleato, l'ultimo ostacolo (dopo l'annessione di An e la cacciata di Casini) verso il totale controllo della sua maggioranza.
Berlusconi ad oggi ha un largo consenso nel paese, frutto della compattezza della sua maggioranza piu che delle proposte fatte. La voce unica, senza molte dissonanze, ha permesso di mascherare l'inettitudine dell'esecutivo con provvedimenti fumosi quanto mediaticamente efficaci. Il Premier potrebbe quindi, qualora passi il quesito referendario, rompere con la lega ed andare al voto consapevole del grande consenso popolare e del fatto che il CentroSinistra è annichilito, distrutto e potenzialmente marginale per i prossimi decenni.
Perche di questa marginalità ancora non si rendono conto i dirigenti del Partito Democratico. Continuano a fare assist involontari (o meno) al Premier senza capire che la condizione del CentroSinistra è disastrosa. Il PD, tra novembre 2007 ed aprile 2008, ha tagliato i ponti con la Sinistra Radicale scegliendo il populista Di Pietro come alleato "affidabile". Di Pietro era quello che nel 1997 fu eletto in parlamento grazie al CentroSinista e nel 2001 gli restituì il favore presentandosi da solo, contribuendo alla vittoria di Berlusconi. Quello che ha candidato gente come De Gregorio. Quello che ha votato contro la soppressione della società responsabile del Ponte sullo stretto con la scusa che si dovevano risparmiare soldi, che ha votato contro l'istituzione della commissione sul G8, che nel 2004 ha creato una lista con Occhetto, quello che una volta è laico e una volta no,quello che ieri flirtava con An ed oggi è un antiberlusconiano di ferro. Insomma l'incoerenza in persona.
Ma ora Di Pietro ruba elettori, come li ruba anche l'Udc. Come l'astensionismo frutto della delusione per un partito mai nato, senza identità, senza coraggio, senza valori comuni, che si divide sullo sciopero CGIL, sul testamento biologico,che candida alle Europee personaggi "falliti" come Cofferati, Bettini e Bassolino.
Con un CentroSinistra cosi diviso e debole, per Berlusconi un'elezione anticipata sarebbe una ottima occasione di trionfo, con annessa possibilità di eleggere il prossimo Capo dello Stato, in programma nel 2013.
Non sto qui a ripetere tutti gli errori commessi da Veltroni,ma mi spiace notare come il PD continui a commetterne di gravi, invece di mobilitare gli antiberlusconiani (che sono tanti), invece di darsi un minimo di identità su temi sociali e civili, invece di "mostrare le palle", continua a balbettare e magari a chiedere l'accorpamento del referendum sperando di dare noia alla maggioranza.
Ho sentito qualcuno dire che una corsa solitaria del PDL potrebbe mettere in discussione una vittoria berlusconiana in regioni come il Veneto. Io la vedo diversamente. Una corsa solitaria della Lega potrebbe erodere consenso ulteriore al CentroSinistra, altrochè. Sondaggi recenti dimostrano che il carroccio sta crescendo in regioni rosse come Emilia e Toscana ed ottiene percentuali rilevanti anche nel Lazio, incredibile qualche anno fa. In verità la Lega da tempo è diventata l'anima Sociale del CentroDestra, rischiando di fare concorrenza alla Sinistra Radicale per certi aspetti. Il Carroccio non è piu solo il partito secessionista e degli imprenditori evasori, è quello degli operai,dei tanti stanchi di una vita di miserie, di tanti impauriti da una società che diventa interrazziale. Un meltingpot di difficile interpretazione e che potrebbe, in corsa solitaria, mostrarsi come la "Sinistra del Nord", erodendo consensi anche al PD.
Ma davvero Franceschini pensa che in una corsa solitaria il PD possa avere qualche chance? Di Pietro ed il suo antiberlusconismo unito al populismo, caro agli italiani, avrebbe un consenso tale da consentirgli una tranquilla corsa solitaria. L'UDC, che da mesi cresce anche a causa della inconsistenza valoriale dei Democratici, avrebbe buon gioco a correre da sola, consapevole di superare agevolmente il 4%. Gli unici a rimanere tagliati fuori sarebbero solo quelli della ex Sinistra Radicale ora divisa in due partiti.
Un PD eroso al centro dall'UDC, a "sinistra" dalla IDV e forse anche dalla Lega, sarebbe sonoramente sconfitto ovunque, rischiando anche in alcuni regioni rosse e permettendo il recupero di qualche senatore al PDL, eventualmente perso in favore di Bossi. Questo solo per il Nord, perche al Centro-Sud ci sarebbe una valanga Azzurra per Berlusconi. Il Risultato definitivo? Una Camera ed un Senato in mano al solo PDL ed il PD relegato all'opposizione con molti meno parlamentari di oggi, erosi da UDC, LEGA e IDV.
Un quadro politico che Berlusconi sogna da anni, per poter eleggere un suo Presidente della Repubblica, una sua Corte Costituzionale e ridisegnare finalmente in modo defnitivo una Repubblica Berlusconiana.
Tutto questo grazie ai continui assist del CentroSinistra, l'ultimo quello del PD al Referendum. A "sterilizzare" An ed UDC ci ha pensato Veltroni nel novembre 2007 rinunciando ad un asse con Fini e Casini e cercando invece una legge condivisa con Berlusconi. Il risultato? crollo del governo Prodi, Fini "costretto" a regalare An a Berlusconi pur di non sparire, l'Udc cacciata a calci nel sedere dal Centrodestra ed ora in fase di campagna acquisti dal PD.
Ma a questo punto non sarebbe piu logico che il CentroSinistra si sciogliesse e chiedesse l'adesione al Popolo delle Libertà? Forse avrebbe maggiore incisività una Sinistra inclusa nel partito unico berlusconiano piuttosto che quella destinata a vestire i panni dell'Utile Idiota, ruolo interpretato da decenni.