Sullo scandaloso epilogo della vicenda di Cesare Battisti, il terrorista italiano praticamente graziato dall’ormai (fortunatamente) ex presidente del Brasile Lula, la sinistra italiana ha gravissime responsabilità.
Dalle quali ha grottescamente cercato di liberarsi deridendo la politica estera berlusconiana delle «pacche sulle spalle».
Evidentemente gli sciacalli travestiti da uomini non riposano mai.
Non so francamente se Lula, e quel che segue o precede del suo nome inutilmente lungo, avrebbe evitato l’estradizione a quell’assassino pagliaccio e falsario anche nel caso in cui a guidare il governo italiano ci fosse stato Walter Veltroni o un altro di quelli che da sinistra hanno sbeffeggiato il Cavaliere.
So però di sicuro, perché risulta dagli atti, diciamo così, del nostro dibattito politico, che Lula è stato incoraggiato proprio dalla sinistra italiana a credere alle baggianate del pluricondannato all’ergastolo.
Egli ha ceduto anche al costo di contraddire un amico, anche lui di sinistra, quindi un "compagno", come il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Al quale aveva lasciato immaginare durante un incontro in Italia, con o senza pacche sulle spalle, tutt’altra decisione.
Fra gli argomenti usati da Battisti per contestare il diritto dell’Italia di tradurlo in carcere per fargli scontare le condanne definitive rimediate per quattro omicidi nei famigerati anni di piombo, c’è la rappresentazione del nostro Paese come «governato dalla mafia e dai fascisti».
Proprio così ha detto e ripetuto Battisti sin dal primo momento del suo arresto in Brasile parlando dell'Italia: governata - ripeto - «dalla mafia e dai fascisti».
E Lula, considerando evidentemente il povero Napolitano una specie di soprammobile al Quirinale, ha mostrato di credergli quando ha condiviso i timori dell'Avvocatura dello Stato brasiliano che Battisti rischierebbe troppo in Italia, persino la morte, se le fosse consegnato.ncav:
In effetti, solo in un regime mafioso e fascista, di uno come Battisti si potrebbe reclamare la consegna solo per farlo morire ammazzato in un carcere, o nei suoi dintorni.
Ma, di grazia, oltre a quello sciagurato di Battisti in Brasile, chi evoca in Italia la mafia e il fascismo come connotati, riferimenti e quant'altro del presunto "regime" berlusconiano?
Siamo seri, e non ipocriti.
È la sinistra italiana, sia nelle sue componenti estreme, che aspirano a tornare in Parlamento dopo esserne rimaste fuori con le elezioni del 2008, sia nelle sue componenti dichiaratamene riformiste, a sostenere da tempo, con l'aiuto di cervellotici teoremi giudiziari, che a spianare la strada a Berlusconi, prima ancora ch'egli fondasse Forza Italia e scendesse in politica, fu la mafia con le stragi fra il 1992 e il 1993.
Ed è sempre la sinistra italiana, anche qui in tutte le sue componenti, estreme e moderate, o presunte tali, che raffigurano Berlusconi come un dittatore del quale sarebbe lecito, anzi doveroso, liberarsi come si fece con Benito Mussolini.
È stato di recente, fra gli altri, Dario Franceschini, capogruppo del Pd alla Camera, nonché ex segretario del partito, tra Veltroni e Pierluigi Bersani, a riesumare la formula del «comitato di liberazione nazionale» dal nazifascismo per reclamare e giustificare un'alleanza politica ed elettorale contro Berlusconi estesa da Gianfranco Fini, l'ultimo arruolato contro il Cavaliere, a Nichi Vendola.
O non è vero?
E non ha partecipato a questa allucinante rappresentazione dell'Italia governata da Berlusconi anche l'aspirante "pasionaria" Dolores Ibarruri del Pd, che è la sua presidente Rosy Bindi?
Non c'era bisogno che Lula nel suo ufficio di presidente del Brasile perdesse il suo tempo nei mesi e nelle scorse settimane a farsi tradurre tutte le rassegne della stampa italiana, quotidiana e periodica, per farsi del nostro Paese l'idea assurda che ha mostrato di condividere sostenendo la necessità di proteggere un delinquente come Battisti dal rischio fisico di finire qui i suoi giorni.
Gli è bastata e avanzata l'eco del nostro dibattito politico, e magari il ricordo di qualche colloquio sull'Italia con chi ora si mostra anche nella nostra sinistra ipocritamente sorpreso della sua decisione, per decidersi ad un passo che semplicemente lo disonora.
E dal quale è augurabile che Dilma Rousef, appena subentratagli alla Presidenza del Brasile, voglia e sappia ora svincolarsi, essendo peraltro note le sue opinioni contrarie a Battisti.
Il Tempo - Politica - Le colpe della Sinistra su Battisti
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Mi domando quali misfatti abbia compiuto il popolo italiano per meritarsi una sinistra becera e autolesionista come quella che ci tocca attualmente sopportare !




ncav:
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