Putin e Medvedev, alla luce del recente caso Khodorkovski, giocano al poliziotto buono (Medvedev) e cattivo (Putin) oppure si sta consumando progressivamente fra i due una rottura insanabile?


Putin e Medvedev, alla luce del recente caso Khodorkovski, giocano al poliziotto buono (Medvedev) e cattivo (Putin) oppure si sta consumando progressivamente fra i due una rottura insanabile?


La giustizia ha prevalso. Il viaggio di Khodorkovsky in galera: “Bene, Putin!”
Vladimir Putin ha sintetizzato al meglio quando ha detto, “Un ladro dovrebbe stare in carcere“. Giusto Non importa se è l’uomo più ricco del paese oppure no. Se ha compiuto un delitto, deve passarci del tempo. E’ così semplice.
Mercoledì, Mikhail Khodorkovsky, l’ex capo della Jukos Oil, è stato condannato a 14 anni di carcere per appropriazione indebita e riciclaggio di denaro sporco. Capi di stato, organizzazioni dei diritti umani, imprenditori e tutti i media occidentali hanno protestato a nome di Khodorkovsky, ma senza alcun risultato. Khodorkovsky rimarrà nella prigione in cui si trova. La giustizia ha prevalso.
I problemi di Khodorkovsky sono cominciati quando ha sfidato l’ accordo informale con il Cremlino di non intervenire nella politica russa. Ma l’oligarca del petrolio pensava che Putin fosse debole, così ha rafforzato i suoi contatti a Washington e a gettato denaro nelle elezioni parlamentari. Ha imprudentemente presunto che poteva sfidare Putin ed estendere i suoi tentacoli nella politica, seguendo il modello del controllo societario che ha visto negli Stati Uniti, dove i tribunali, il congresso, la Casa Bianca e i media sono tutti in tasca delle grandi imprese. Solo che ha giudicato male Putin ed è finito in gattabuia.
Secondo il Wall Street Journal:
“Il signor Khodorkovsky è stato arrestato su un jet noleggiato in Siberia il 23 ottobre 2003, è andato a Mosca ed è stato incarcerato con l’accusa di frode ed evasione fiscale. Poco più di un anno più tardi, la principale controllata di Jukos era stata venduto all’asta ad una società russa poco nota, che poi la vendette alla compagnia petrolifera di stato OAO Rosneft. Gli investitori, che hanno visto il valore di mercato di Jukos sprofondare da 40 miliardi a quasi nulla, nel giro di pochi mesi, hanno dimostrato di avere la memoria corta. Dall’estate del 2006, sono in coda per acquistare azioni nell’offerta pubblica iniziale della Rosneft. Il principale asset della società era appartenuta alla Jukos“.
E, secondo Wikipedia:
“Khodorkovsky è stato accusato di aver agito illegalmente nel processo di privatizzazione delle ex miniere di proprietà dello Stato e della società di fertilizzanti Apatit …… In più, i pubblici ministeri hanno condotto un’estesa indagine sulla Jukos, per reati che andavano oltre le accuse finanziarie e fiscali. È stato riferito che ci sono stati tre casi di omicidio e un tentato omicidio legati alla Jukos, se non allo stesso Khodorkovsky….”
Quando dei ricconi ‘Robber Baron’ sono accusati di un crimine, vengono tutti in loro aiuto, tra cui “il Parlamento italiano, il Bundestag tedesco e la Camera dei Rappresentanti statunitense“. Ma Khodorkovsky è colpevole. Il tribunale russo aveva ragione. Il resto è solo propaganda. Il ritratto di Khodorkovsky come “vittima innocente di un sistema di giustizia impazzito” rasenta il ridicolo. Date un’occhiata a questo articolo comico dell’Economist, sinistramente intitolato “The Trial, Part Two“. Eccone un estratto: “La trasformazione di Khodorkovsky da oligarca spietato, che operava in un clima praticamente senza legge, in un prigioniero politico e combattente per la libertà è una delle storie più intriganti nella Russia post-comunista …. In questo senso stretto, infatti, il carcere a Khodorkovsky potrebbe essere paragonato all’esilio di Andrei Sakharov negli anni ‘80. Sia il signor Khodorkovsky che Sakharov, un eminente fisico nucleare, hanno scelto un percorso difficile. E questi due prigionieri politici, una volta, poi, in effetti, hanno preso in ostaggio i loro persecutori e carcerieri. Così come i discorsi di Mikhail Gorbaciov sulla perestrojka, di apertura e nuovo modo di pensare, suonavano vuoti fino al momento in cui ha permesso a Sacharov di tornare a casa; per cui qualsiasi discorso dal Cremlino sullo Stato di diritto o la modernizzazione sarà inutile finché Khodorkovsky resta in carcere“. (The Economist).
Così ora lo spietato tagliagola Khodorkovsky è Andrej Sakharov? Si potrebbe pensare che l’Economist si preoccuperebbe che tale sproloquio danneggi la sua credibilità, ma a quanto pare no. Apparentemente, nulla conta tanto quanto fare uscire dal carcere i loro amici criminali.
L’amministrazione Obama ha interceduto in favore di Khodorkovsky prima ancora che il verdetto fosse emesso. Il Portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs, ha detto che gli Stati Uniti sono turbati da “quello che sembra essere un abuso del sistema giudiziario per fini impropri”. “L’applicazione apparentemente selettiva del diritto di questi individui, mina la reputazione della Russia come paese impegnato ad approfondire lo stato di diritto”. Gibbs non è riuscito a notare quanti amministratori delegati o CFO delle grandi aziende di Wall Street disonesti sono stati indagati, accusati, perseguiti, arrestati, processati o condannati? Finora, tale numero è pari a zero. Questo per quanto riguarda l’impegno dell’amministrazione Obama per lo Stato di diritto.
La Segretaria di Stato Hillary Clinton ha anche messo i suoi due centesimi per dire che una condanna avrà un “impatto negativo sulla reputazione della Russia“.
Right. Destra. Questa è la stessa Hillary Clinton che ha rigettato il suo supporto sul Patriot Act, l’assai invadente/illegale TSA, la detenzione senza limiti di sospettati di terrorismo, l’aumento della sorveglianza dei cittadini degli Stati Uniti e l’abrogazione de facto dell’habeas corpus. La credibilità della Clinton sulle libertà civili è pari a zero.
Immaginate come sarebbe vivere in un paese dove i ricchi devono giocare secondo le regole come tutti gli altri? Presumibilmente, si dovrebbe andare in Russia. Non vi è alcuna aspettativa di giustizia negli Stati Uniti oggi. Nessuna. Khodorkovsky è stato condannato perché è un truffatore e perché il sistema giudiziario russo è meno corrotto di quello negli Stati Uniti. La sua carcerazione è una vittoria della gente che vuole vedere la legge applicata equamente, a prescindere se qualcuno è ricco.
Traduzione Alessandro Lattanzio – Aurora03.da.ru
La giustizia ha prevalso. Il viaggio di Khodorkovsky in galera: “Bene, Putin!” | Aurora


CONSIGLIO DIRITTI UMANI INDAGHERA' SU KHODORKOVSKY
162 30 DIC 2010
(AGI) Mosca - Il Consiglio per i diritti umani del Cremlino ha intenzione di indagare sulla condanna a 14 anni di carcere inflitta a Mikhail Khodorkovsky. "Il Consiglio ha sempre seguito questo caso ad alto profilo", ha detto il presidente Mikhail Fedotov, nominato a ottobre dal presidnete russo Dmitri Medvedev. "Chiaramente - ha aggiunto - non vogliamo influenzare le decisioni dei giudici, ma, naturalmente, il parere del Consiglio verra' sottoposto all'attenzione prima di tutto del presidente Medvedev" .
AGI News On - CONSIGLIO DIRITTI UMANI INDAGHERA' SU KHODORKOVSKY


Pure dall'Italia si fa polemica:
Khodorkovsky/ Casini a Berlusconi: Si impegni per diritti...
"Il processo a Mikhail Khodorkovsky e Platon Lebedev si è concluso qualche giorno fa con la condanna al carcere fino al 2017. Il caso Khodorkovsky le è ampiamente noto - scrive ancora il leader Udc nella lettera-appello rivolta al premier -. Si tratta dell'ex magnate della compagnia petrolifera Yukos, e del suo socio Platon Lebedenev, in carcere dal 2003, dopo essere stati arrestati con le accuse di truffa ed evasione fiscale e successivamente condannati ad otto anni di detenzione in Siberia. Nel 2007 avrebbero potuto ottenere la libertà condizionata, secondo le leggi nazionali russe, avendo scontato metà della pena, ma l'improvvisa emersione di particolari d'indagine inediti ha impedito questa eventualità. Successivamente sono state avanzate nei loro confronti nuove accuse di truffa e riciclaggio che hanno determinato l'esito processuale dei giorni scorsi". "Una condanna che ha suscitato le ferme e dure reazioni di tutte le principali democrazie mondiali, a partire dal segretario di stato americano Hillary Clinton fino alle cancellerie europee più autorevoli - prosegue Casini -. Il tema del rispetto dei diritti umani e di difesa in Russia costituisce un indicatore della possibile involuzione del processo democratico che non è possibile sottovalutare. La invito nuovamente, pertanto, ad attivarsi personalmente e concretamente, scegliendo la strada della giustizia e della certezza del diritto. Signor Presidente del Consiglio, Le relazioni economiche e commerciali sono importanti e la Russia rappresenta senz'altro un partner strategico per il nostro Paese, specialmente sul fronte energetico. Ma il rispetto e la tutela della dignità umana, hanno un valore assai superiore". "E' noto il legame di amicizia personale che La unisce, al primo ministro russo e allo stesso presidente Medvedev. Un rapporto di cui Lei stesso in più occasioni si è dichiarato orgoglioso e che ritengo possa consentirLe di chiedere proficuamente al Cremlino, al suo primo ministro e soprattutto all'attuale presidente Medveded , un impegno concreto e verificabile per il rispetto dei diritti umani e del diritto alla difesa di Mikhail Khodorkovsky, Platon Lebedev e di tutti i cittadini russi - conclude Casini -. Signor Presidente è arrivato il momento che Lei assuma su di se l'impegno e l'indicazione che il Parlamento ha affidato al Governo, è arrivato il momento di prendere una posizione precisa di fronte ad una sentenza preoccupante. Sono certo che l'assunzione di questa responsabilità non potrà che fare onore a Lei come Presidente del Consiglio e come leader politico e al nostro paese, l'Italia".
Khodorkovsky/ Casini a Berlusconi: Si impegni per diritti... -2- - Politica - Virgilio Notizie


Non ho capito che c'entra Medvedevonf: A prescindere dalla vicenda, più volte è sembrata emergere una divergenza che, sebbene sostanziale, non incrina l'identità di visione di fondo.
Ultima modifica di Defender; 02-01-11 alle 20:54
«Non ti fidar di me se il cuor ti manca».
Identità; Comunità; Partecipazione.


Putin aveva dichiarazioni piuttosto pesanti relativamente al possibile verdetto del processo. In tutta risposta, Medvedev aveva dichiarato:
Khodorkovsky/ Medvedev: nessuno può parlare prima del verdetto. Indiretto riferimento e critica a dichiarazioni di Putin
Roma, 24 dic. (Apcom-Nuova Europa) – Dmitri Medvedev non si esprime sulla vicenda di Mikhail Khodorkovsky e invita tutti i “funzionari statali” a non farlo. Parole che suonano come una critica a Vladimir Putin, che durante il recente botta e risposta con i cittadini ha sostenuto – parlando dell’ex patron di Yukos – che “i ladri devono stare in prigione.”
“Né il presidente, né alcun altro funzionario di stato ha il diritto di esprimersi sul caso Khodorkovsky prima della sentenza”, ha affermato il presidente russo in una intervista televisiva di fine anno.
Khodorkovsky/ Medvedev: nessuno può parlare prima del verdetto. Indiretto riferimento e critica a dichiarazioni di Putin | Daily Blog
Motivi d'opportunità o c'è effettivamente una "frattura"?


After Khodorkovsky verdict, Russia's Medvedev bemoans business climate
President Medvedev admits Russia's investment climate is woeful days after oil tycoon Mikhail Khodorkovsky was convicted of embezzlement in a politically tinged trial.
The second conviction of Russian oil tycoon Mikhail Khodorkovsky and his business partner Platon Lebedev has produced a storm of international criticism.
But it also represents a potential setback for President Dmitry Medvedev, who is widely seen as vying with Prime Minister Vladimir Putin to become the favored presidential candidate in 2012 elections.
Mr. Medvedev promised a "war on corruption" a year ago and has said making it easier for business to invest and expand is at the top of his priorities.
SPECIAL REPORT: The Putin Generation
A running theory in Moscow was that Medvedev, eager to show that the rule of law prevails in Russia, was uncomfortable with the second prosecution of Mr. Khodorkovsky, whose legal troubles began in 2003 when he openly challenged then-President Putin's increasingly authoritarian rule.
Ahead of the verdict, Russia analysts argued that an acquittal would show that Medvedev had prevailed, while a conviction would show that Mr. Putin – who already served two terms as president, from 2000-08 – remains Russia's real power and is likely to return to the presidency in 2012.
"It is thought that Mr Putin's comeback ... will entail further tightening of the screws and a prolonged period of enforced 'stability' which, in the eyes of his critics, means nothing but all-permeating stagnation and corruption," Russia analyst Andrei Ostalski wrote for the BBC.
'A worrying signal about the rule of law'
Few argue that Mr. Khodorkovsky and Mr. Lebedev are as pure as the snow at the Siberian prison camp they've already spent seven years in. After all, they became billionaires thanks to communist-party connections that delivered them an enormous slice of Russia's oil fields for a bargain price in the chaos of the post-Soviet collapse.
Previously convicted of fraud and tax evasion, Khodorkovsky and Lebedev on Monday were declared guilty of embezzling $27 billion from the oil giant Yukos.
Shortly before their latest sentencing, Prime Minister Putin implied that Khodorkovsky was guilty of murder (a crime he's never been charged with) and said he should "sit in jail."
Putin's public attacks on Khodorkovsky have generated a lot of handwringing about the rule of law in Russia, already ranked one of the most corrupt countries in the world and a place where over 70 percent of business claim they are victims of "economic crimes" every year.
Canadian Foreign Minister Lawrence Cannon joined the chorus of international condemnation on Tuesday, saying the conviction sends "a worrying signal about the rule of law in Russia... Political considerations should have no role in the judicial process."
Medvedev: 'Very bad' investment climate
All of this is trouble for current Russian President Dmitry Medvedev, who today addressed a business group convened to focus on streamlining investment in Russia. While he didn't mention the Khodorkovsky case specifically, he delivered bad news about Russia's overall business climate.
"This is nothing to be proud of," Medvedev told the businessmen, according to Dow Jones. "Part of the problem is, of course, [our] investment climate, which is bad. Very bad." The president pointed out that Russian companies only had 14 initial public offerings in 2010, though Putin pointed out later in the day that foreign direct investment this year has more than doubled to $40 billion since 2009's collapse.
It's a small irony that before Khodorkovsky's sentencing, he had been a crusader for more transparent corporate governance and western accounting models for Russia to attract investment and reduce corruption.
In Russia there is a lengthy reading of the verdict in court before a final sentence is handed down. In this case the verdict is 250 pages, and a lawyer for Khodorkovsky has estimated it will take until Dec. 31 for the reading to end. After then, the full new sentence for both men will be handed down. Prosecutors have asked for six more years for both, and most expect that the judge will agree.
After Khodorkovsky verdict, Russia's Medvedev bemoans business climate - CSMonitor.com


Quando in Italia è Casini - l'Uomo degli equilibri istituzionali - a parlare di politica estera, su una nazione chiaccherata come la Russia, evidentemente c'è qualche cosa che non va. Ma il popolo bue si riempie la bocca sparando a zero sulla nostra classe politica che guadagna troppo, sulle autoblu, sullo Stivale che va a rotoli.


Questo è un articolo di due anni fa....
Putin e Medvedev, la coppia inizia a scoppiare
di Marcello Foa
Chi comanda davvero in Russia? Fino a poche settimane fa la risposta era ovvia: il presidente è Medvedev, ma il capo è Putin, sebbene nelle vesti di semplice primo ministro. Una coppia collauditissima, indistruttibile, dicevano gli esperti di vicende russe; perché i due sono legati da un’amicizia fraterna e soprattutto perché il giovane capo del Cremlino non ha carisma, né potere politico, contrariamente al suo mentore che controlla il Kgb e gran parte della nomenklatura del Paese.
Ma ora l’idillio sembra essersi incrinato e Medvedev osa, o almeno dà l’impressione, di rivendicare l’inimmaginabile: un ruolo da vero capo dello Stato. Il cambiamento di tono è innegabile. Per mesi ha reso omaggio a Putin, evidenziando, in ogni dichiarazione pubblica, che tutte le decisioni erano prese d’accordo con lui. Il 30 dicembre, però, durante la consueta intervista televisiva di fine anno, se n’è uscito con una frase perentoria: «La responsabilità finale per quel che accade nel Paese e per gli importanti provvedimenti presi, ricade esclusivamente sulle mie spalle e non la condivido con nessun altro».
Qualcuno ha pensato a un gioco delle parti; ipotesi che resta plausibile, tanto più che poco dopo, durante le feste, Dmitri e Vladimir si sono fatti fotografare mentre sciavano insieme.
Ma domenica Medvedev ha sorpreso tutti, lanciando, in appena 24 ore, ben due siluri, dapprima biasimando il governo «per aver applicato solo il 30% delle misure anti crisi: ha agito più lentamente del previsto e, soprattutto, più lentamente di quanto richieda la crisi economica». Non ha citato Putin, ma è evidente che la critica era rivolta proprio a lui. Poi, poco dopo la firma dell’intesa con la Ue e l’Ucraina per risolvere la crisi del gas, è intervenuto personalmente mandando all’aria tutto, sebbene solo per qualche ora, ovvero il tempo di costringere gli ucraini a ritirare le loro ultime impreviste pretese. E chi aveva firmato l’accordo? Putin, naturalmente; che ha dovuto incassare il colpo davanti al mondo e, soprattutto, davanti ai russi, che in piena crisi iniziano a sospettare che il Cremlino sia guidato da un vero leader, anziché da un prestanome.
Cosa accadrà ora? Gli esperti sono divisi, qualcuno sostiene che alla fine nulla cambierà, altri invece pensano che Medvedev stia davvero tentando di prendere il sopravvento, approfittando delle difficoltà degli oligarchi russi, molti dei quali sono sull’orlo del fallimento, e dunque della destabilizzazione delle correnti dominanti.
E c’è chi evoca il fattore «S». Sì, S come Svetlana, sua moglie, che viene descritta come una donna intelligente, caparbia, ambiziosa. Molto ambiziosa. Dietro l’inattesa svolta di Dmitri potrebbe esserci lei.
Putin e Medvedev, la coppia inizia a scoppiare - Esteri - ilGiornale.it del 13-01-2009
Ultima modifica di Giò; 07-01-11 alle 00:12


Putin e Medvedev si ricandidano nel 2012
2010-12-30 18: 34: 56 cri
Il 29 dicembre a Mosca il premier russo Vladimir Putin ha affermato che, dopo aver parlato con il presidente Medvedev, hanno deciso di candidarsi nuovamente insieme per le elezioni presidenziali del 2012.
Putin ha fatto questa dichiarazione in seguito all'ultima riunione di lavoro governativo di quest'anno. Egli ha inoltre affermato che non esclude la possibilità di guidare il partito Russia unita e partecipare alle elezioni del Duma nel 2011.
Putin e Medvedev si ricandidano nel 2012 - Radio Cina Internazionale
Ultima modifica di Giò; 07-01-11 alle 00:15