
Originariamente Scritto da
Feliks
AVATAR
Premesso che non l’ho visto, Avatar è un film orrendo.
Non è un pregiudizio, è solo un giudizio basato su elementi diversi dal film, come per esempio la locandina, che ho guardato attentamente per almeno due secondi. La locandina di Avatar dice tutto quello che c’è da sapere, non serve altro. Una volta che hai visto la locandina guardare il film può essere solo fuorviante. Nel buio di una sala, in mezzo a ragazzini ululanti e effetti 3D, uno rischia di perdere la necessaria lucidità. Chi è stato al cinema a vedere Avatar è meno in grado di giudicarlo di chi non l’ha visto. Ci sono cose che si giudicano meglio da lontano e ci sono cose che si giudicano ancora meglio se proprio non le guardi. Avatar è una di queste.
Diretto da James Cameron e interpretato da questo e quello, Avatar è un film d’azione o una commedia sentimentale o un thriller psicologico ambientato in un futuro lontano, ma non troppo, in cui la scienza e il progresso hanno inaridito il cuore degli uomini, ormai incapaci di provare i buoni vecchi sentimenti di una volta, quali l’amore, l’amore e l’amore. L’esistenza stessa del genere umano è messa a rischio da uno a caso di questi motivi: disastro ecologico, virus mortale, mutazioni genetiche, animali impazziti, guerra nucleare, mancanza di fantasia.
Un giorno succede che alcuni scienziati scoprono il pianeta Avatar, un mondo meraviglioso e incontaminato a centomila fantastilioni di anni luce dalla Terra, dove i suoi abitanti, gli avataresi, vivono serenamente in simbiosi con la Natura, nutrendosi solo di ciò che essa offre: frutti, fiori e cacche di cane.
Cosa fanno gli scienziati quando vedono nel binocolo questo paradiso extraterrestre? Invece di prendere esempio dagli avataresi e tornare a vivere nelle caverne, come facevano i nostri avi quando l’aria era pulita, l’acqua incontaminata e il tasso di mortalità infantile oltre il cinquanta percento, decidono di distruggere Avatar. Capeggiati dal crudele dottor Morte, teletrasportano sul pianeta un esercito di terribili Terminator metà uomo e metà furgoncino, azionati da Terra con la sola forza delle mani su un volante, e iniziano a devastare il pianeta con tremendi gas di scarico.
Gli avataresi, gente pacifica e per bene (per esempio chiamano i sani “diversamente handicappati” e le paralimpiadi “olimpiadi”), inizialmente lasciano fare, pensando che tanto prima o poi si stuferanno, ma quando la loro levigatissima pelle 3D inizia a essere deturpata da un fastidioso eritema blu causato dallo stress, passano al contrattacco. Purtroppo secoli e secoli di vita pacifica non hanno permesso loro di sviluppare armi adeguate, e così fanno quello che possono con palline di carta, pizzicotti e chicchi di riso sparati con le cannucce. È una strage, gli avataresi vengono sterminati come mosche, senza nessuna pietà per donne, bambini e batuffolosi cuccioli di gatto.
Ma grazie a Dio (Dio esiste) alcuni terrestri si redimono, in particolare il nobile e valoroso John Smith, un reduce del Vietnam bello da paura che fa suo il dramma dei poveri avataresi, essendo egli stesso afflitto da un brutto herpes inguinale causato dai rimorsi per le migliaia di vietnamiti uccisi durante l’operazione Piraña Paura. John Smith passa dalla loro parte e si innamora della bellissima e sensuale principessa Gnokky, che inizialmente fa quella che ce l’ha d’oro, ma poi finisce col cedere all’irresistibile fascino delle sceneggiature scontate.
A circa due terzi del film, quando le cose stanno andando di bene in meglio, succede un patatrac: il dottor Morte e i suoi uomini-furgoncino danno fondo a tutta la loro malvagità e durante la notte fanno sparire i bidoni della raccolta differenziata. È il panico. Gli avataresi si lasciano morire fra cumuli di bottiglie vuote e batterie scariche e persino John e Gnokky iniziano a litigare su che farsene dell’umido (gettarlo nell’indifferenziata o spalmarlo sul pane?), ma proprio quando tutto sembra perduto, ecco che arriva l’agognato deus ex machina, con grande sorpresa di tutti quelli che non hanno mai visto un film. L’ordine viene ristabilito, i buoni vincono e i cattivi perdono, l’amore vince su tutto e nasceranno tanti bambini biodegradabili.
In poche parole uno dei film più brutti che non abbia mai visto.
Smeriglia | 15/03/2010
in coma è meglio