



Secondo me invece il successo di questo film fa riflettere. E' un piccolo film inglese, in realtà poco più di una pièce teatrale (il testo originale lo era) che ha conquistato il pubblico. I critici hanno tutti fatto i complimenti alle interpretazioni e vabbé. Ma il grande pubblico (e si intende quello americano e anglosassone in genere) lo ha assolutamente abbracciato.
Eppure parla del lato B della storia. Il lato A era la vicenda Edoardo e Wallis (sulla quale si sta cimentando, ahinoi, Madonna).
Quindi c'è da chiedersi che cosa ha questo film che piace così tanto, a fronte dei due gandi favoriti: Inception e The Social Network, due storie molto più attuali e commerciali.
Io azzardo l'ipotesi che, a parte la questione del misfit che riesce a guadagnarsi il suo posto nel mondo (un grande classico), ci sia anche una forte nostalgia di un mondo dove chi governava era un galantuomo, uno che passava sopra a sé stesso per il suo popolo. Infatti lui vince moralmente contro Edward, l'uomo senza senso dello stato, l'uomo che mette sé stesso e le proprie passioni davanti a un paese che sta sull'orlo del baratro.
Il pubblico tifa per l'uomo integerrimo che sa quale è il suo dovere, che sà che il suo fallimento segnerà per il suo popolo il messaggio: non ce la possiamo fare.
Alla fine del film il pubblico internazionale, politicamento corretto, moderno e repubblicano applaude con le lacrime agli occhi un uomo che sta dichiarando UNA GUERRA. Immaginatevi qualcosa di meno p.c.
Si, la guerra è contro Hitler e contro il male, ma il punto è un altro: si applaude un Re, che diventa condottiero, colui che conduce e motiva il popolo a resistere ai sacrifici, e questo è un tema universale: l'unione fa la forza, insieme ce la faremo. Che è un pò il sogno collettivo: trovare un condottiero contro le forze del male. E siamo di nuovo nel mito e nel famoso discorso dell'Enrico V (o quello della Blanchette come Elisabetta I che incita le truppe contro l'invasore francese). E' l'epica travestita da dramma domestico, due camere e cucina (quelle di Geoffrey Rush).
E il tutto avviene proprio in un momento dove i primi mass media, la radio e i cinegiornali, diventano così cruciali per chi governa. Il re dice, mentre guarda Hitler in un cinegiornale: "ammazza quanto parla bene!"
Si rende conto che il dominio del mezzo segnerà le sorti della monarchia e della guerra (quelli furono gli anni quando i von Battenberg, sentendo che il trono vacillava, cambiarono il nome in Windsor).
Lui deve trovare la sua voce non perché è un complessato, ma perché si deve contrapporre a una forza che della propaganda ha fatto il suo più grande cavallo di battaglia. Deve salvare non sé stesso, ma il suo paese.
Ed è questa la epica lotta nella quale ci identifichiamo, molto di più di quella di come un nerd ventenne ha fatto il suo primo milione di dollari o delle possibilità della fantascienza di fare innesti nel subconscio (anche se io ho adorato).
Credo che l'Academy abbia voluto premiare questo.
"I don't make any rules, Nick, I go with the flow."


A me è piaciuta la battaglia più personale e intima di un uomo verso se stesso, con la sua solitudine, l'accettazione della propria imperfezione, la fragilità che quella dei buoni contro i cattivi. Resta un re balbuziente e consapevole dei propri limiti fino alla fine, anche quando non incespica sulle parole. Molto umano ed eroe per caso, in fin dei conti, e lo sa. Mi è piacuto come questa lotta interiore ma anche come la fiducia disperata e reciproca che lega medico e paziente, uomo e uomo, è stata resa sullo schermo e per quanto mi riguarda il resto era un contorno già visto. Il "buono" che ritrova la voce per dichiarare una guerra...c'è dell'ironia quasi comica, hai ragione.
Ultima modifica di Liquid Sky; 05-03-11 alle 11:58


Io l'ho visto in lingua sottotitolato... debbo dire che mi è piaciuto, sarebbe interessante vedere qualche special prima del film per gradirlo appieno, ad esempio il logopedista che si occupò di re Giorgio VI fu il primo a capire che la balbuzie è dovuta a principalmente problemi psicologici... ma nel film di questo c'è solo un indizio
Matsudaira Izu no Kami disse al Maestro Mizuno Kenmotsu: "Voi siete un uomo di grande valore, peccato siate così basso".
Kenmotsu gli rispose: "E' vero. A volte in questo mondo non tutto va come si desidera. Ora, se io vi tagliassi la testa e l'attaccassi sotto i miei piedi, sarei più alto. Ma è qualcosa che non si potrebbe fare".


Un film meraviglioso sotto tutti i punti di vista. Poi adoro tutti e tre gli attori protagonisti, quindi ...![]()


L'ho visto venerdì. Veramente bello. Non annoia mai e i dialoghi sono semplicemente stupendi. Il film ruota attorno ai due protagonisti. Da vedere! :giagia:
La Vita è troppo breve per non essere Italiani!