Paragonare l'attuale generazione dei 20-40enni a quella che "ricostruì l'Italia" nel secondo dopoguerra è una colossale puttanata.
Allora c'erano sì pochi mezzi, ma anche una libertà economica impensabile al giorno d'oggi. Con molta buona volontà, spirito di sacrificio e un po' di spregiudicatezza ci si poteva organizzare e mettere in piedi un'attività, senza troppi orpelli burocratici, legislativi e fiscali.
Oggi abbiamo una burocrazia bizantina, una legislazione sul lavoro oppressiva e una pressione fiscale da rapina. Perché? Perché la politica, anno dopo anno, ha preso il sopravvento sull'individuo. E' stato imposto uno stato-mamma, che vuole tutelare tutti e tutto, dalla culla alla bara. Tutto questo ha un costo, enorme, che si ripercuote sulla possibilità di fare impresa. Ormai prevale la regola dello 0%: 0% di incidenti sul lavoro, 0% di incidenti stradali, 0% di infezioni, 0% di intossicazioni, e non si può più fare un cazzo, se non ad un costo insopportabile per chi non ha a dispozione ingenti capitali. Ed è sempre più "il soldo fa il soldo".
Abbattere lo stato-mamma. Ecco quel che serve per risollevare le sorti dell'Italia.




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ostridicolo:
