Conferenza di Marco Ferrini a Palazzo Vecchio a Firenze
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Gioia e dolore hanno il confine incerto...


"Dante voleva trasformare la società, portare nuovi valori, nuovi contributi..."
Questo tipo di frase dimostra la volontà di attribuire in modo anacronistico intenzioni e motivazioni moderne a un uomo, Dante, medievale. Non possiamo capire Dante usando un linguaggio moderno o il significato che il linguaggio moderno dà alle parole.
"amore", "società", "intelletto" non significano la stessa cosa.
"I don't make any rules, Nick, I go with the flow."


Quindi che significato dobbiamo dare ad esempio alle parole della Gita o ai testi vedici?Non possiamo capire Dante usando un linguaggio moderno o il significato che il linguaggio moderno dà alle parole.
E poi, siamo sicuri che sia sempre sbagliato attualizzare (leggere con i canoni del presente) testi e concezioni e suggestioni e rituali del passato?
Ultima modifica di RAYO; 19-01-11 alle 16:31
Gioia e dolore hanno il confine incerto...


La Gita racconta delle verità trascendenti, non delle opinioni personali.
quindi la visione distorta dall'attualità e da usi e costumi attuali semplicemente non ci aiuta.
si possono dire tante cose e tutto può essere interessante, ma utile?
lo sforzo più sensato è di avvicinare sé stessi al trascendente, non piegare con interpretazioni il trascendente a rispecchiare le nostre opinioni.
quando nella Gita Krishna dice a Arjuna "devi fare la guerra ai tuoi parenti" è inutile metterci la lente di buonismi e pacifismi moderni. la guerra è la Via per Arjuna. Egli dovrà uccidere i Pandava. e non in senso metaforico.
E allora, noi persone moderne, dobbiamo capire la guerra, l'arte della guerra, il significato e la nobiltà della guerra, la necessità della guerra e della violenza riparatrice, intesi come ristabilimento dell'ordine che è stato turbato, un ordine che non è relativo e soggettivo, ma cosmico e trascendente. solo queste riflessioni ci aprono il significato della Gita.
per noi moderni non è facile capire queste cose, abbiamo 6-700 anni di sovrastrutture.
"I don't make any rules, Nick, I go with the flow."


Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi


Certo Melusine, ma secondo me non va letto (almeno non solo) attraverso il filtro della dicotomia violenza/non violenza e pace/guerra.
Va letto ed interpretato nella sua piu' autentica rappresentazione, nel significato primo: fare il proprio dovere, fare quello che si deve fare, non deviare dal dharma, non farsi distrarre da affetti, passioni, pensieri, idee.
Arjuna non fallisce perdendo la guerra o morendo sotto le lance dei kuru; Arjuna fallisce se non lancia il suo carro da guerra contro le schiere nemiche...anche se la guerra fosse persa in partenza.
Concordo...ed è per questo che è piu' evidente e non decifrabile il mistero dell'autenticità rivelatrice della Gita...almeno per me....per noi moderni non è facile capire queste cose, abbiamo 6-700 anni di sovrastrutture.
La Gita pero' oltre ad essere testo sacro è anche un poema, un'opera letteraria...
Ultima modifica di RAYO; 20-01-11 alle 14:51
Gioia e dolore hanno il confine incerto...


Ammettiamo che riuscissimo a non farlo.
Cosa dovremmo fare invece?
Come?
Io penso che tu abbia detto una cosa giustissima e bellissima: la Gita è senza tempo...ma lo hai detto qui e ora, con il tuo background emozionale, con il tuo modo di vedere e vivere la vita...che è probabilmente differente dal mio, da quello di Melusine, da quello del sadhu che sta leggendo la Gita in una grotta dell'Himalaya, da quello di un bhramano cento anni fa...da quella di un abitante del modulo lunare tra un migliaio di anni...
...in questo senso è senza tempo.
Non perchè la chiave di comprensione è accostarsi ad essa senza alcun tipo di influenza...
...la gita è per gli esseri umani.
Ultima modifica di RAYO; 20-01-11 alle 15:05
Gioia e dolore hanno il confine incerto...


chi spiega parla per chi non sa
ora se anche io fossi un bodhisattva trascendente non credo che potrei dirti "leggi senza l'inganno del tempo"
perché se tu fossi in grado di farlo saresti un Buddha e il mio invito sarebbe di nuovo senza senso
io faccio così
leggo e virtualizzo nel mio angolo spazio-tempo
sono consapevole di averlo fatto
e sospiro![]()
Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi


la guerra, la lotta, il conflitto sono l'essenza dell'esistenza su questo piano.
nasci e sei catapultato nel conflitto, nella dualità, nella necessità di ricomporre gli opposti. e Krishna dice: non ti puoi sottrarre. sei un principe, sei nato nobile, è il tuo dharma. se qualcuno ha usurpato il tuo trono, te lo devi andare a riprendere.
e chi è l'usurpatore?
chi è che dobbiamo andare e cacciare dal nostro trono interiore?
contro chi dobbiamo dimostrare coraggio e valore, nobiltà e abnegazione, e tutte le virtù guerriere?
qual'è la nobile guerra alla quale non ci possiamo sottrarre, pena finire all'Inferno?
e tutto ciò che attiene al piano interiore, è ovvio, si riferisce anche al piano esteriore, perché non vi è separazione, uno è il riflesso dell'altro.
"I don't make any rules, Nick, I go with the flow."


Hem.. i Pandava erano Arjuna e i suoi quattro fratelli. Quelli che doveva uccidere erano il suo centinaio di cugini dal nome scioglilingua più zii e maestri assortiti. Definiti per semplicità Kuru, Kaurava o robe così.
Più che altro bisognerebbe chiedersi se Bhakti è quella cosa che dice quel signore nel video oppure qualcos'altro.
E se i sufi venivano dall'India oppure qualcos'altro.
E se questi sufi portavano la Bhakti che dice lui oppure qualcos'altro.