Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
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    Predefinito Ti pareva non tirassero in ballo la Palin

    Secondo voi poteva l'intellighenzia democratica statunitense lasciarsi sfuggire l'opportunità? Potevano gli scagnozzi del progressismo nostrano non amplificare la notizia, dando ovviamente la loro distorta versione?
    Chiaramente no.

    E così il gesto sconsiderato di un pazzo disadattato, malato assai più di anarchia sinistroide che d'altro, è diventata la ghiotta occasione per far strumentalizzazione politica d'accatto.
    I media hanno infatti immediatamente tirato fuori l'aborto, sputtanato pubblicamente l'incolpevole Palin e la sua altrettanto incolpevole lista di senatori che hanno votato a favore della sciagurata riforma sanitaria obamiana.
    Anzi, di più, probabilmente i nostri cavalieri del progresso sociale sono pure rimasti delusi scoprendo di non poter addebitare così facilmente all'avversaria politica più in forma del momento la creazione di una martire abortista obamiana.

    Però, si sa, l'importante è gettare fango. Poco importa se lo si fa sulla pelle di vittime innocenti di una follia senza senso e senza colore politico.
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

  2. #2
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    Predefinito Rif: Ti pareva non tirassero in ballo la Palin

    a parte che appartiene ai suprematisti bianchi, ma la lista della Palin aveva tanto di mirino sopra e poi non si può lamentare se qualche esagitato la prende in parola, senza contare la campagna elettorale dell'avversario della palin che parlava di puttana comunista, prenderea fuciletate e similari.....

    senza contare la distruzione della sede elettorale dopo aver votato la riforma sanitaria.....


    sempre pazzi scalmanati?
    Ultima modifica di democratico; 10-01-11 alle 12:27

  3. #3
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    Predefinito Rif: Ti pareva non tirassero in ballo la Palin

    Ah perché secondo te quel ragazzetto spostato ha seguito le indicazioni della Palin, nell'assaltare il comizio elettorale della Giffords?

    Siamo al paradosso! Praticamente come dire che in Italia sia stata colpa di Berlusconi se le BR hanno ammazzato Dantona...
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  4. #4
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    Predefinito Rif: Ti pareva non tirassero in ballo la Palin

    Come dire che è colpa di Di Pietro se Berlusconi si è preso un Duomo in faccia...

  5. #5
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    Predefinito Rif: Ti pareva non tirassero in ballo la Palin

    non penale, ma eticamente si quando si esagera nei toni lo squilibrato ci può sempre essere.

    io vedo parecchie analogie nelle due vicende, anche qui ci sarebbe bisogno di un confronto politico più civile

  6. #6
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    Predefinito Rif: Ti pareva non tirassero in ballo la Palin

    Citazione Originariamente Scritto da Scott Nails Visualizza Messaggio
    Come dire che è colpa di Di Pietro se Berlusconi si è preso un Duomo in faccia...
    Questa è veramente bella. Servirebbe un trattato di sinistrologia per capire come funziona la mentalità di taluni...
    A me infatti, povero, becero reazionario da quattro soldi, viene naturale l'istinto del bastian contrario: se i progressisti incitano a fare una cosa, tendo a fare esattamente il contrario. E con più ci mettono foga, ed ira, e sdegno, e con maggiore facilità mi trovo a fare il contrario.

    Invece qui si dice che un anarchico sinistroide si è lasciato abbindolare niente meno che dalla candidata repubblicana più in forma. Quella che canta le lodi di Stars and stripes sotto la doccia, mentre lo spostato in oggetto si diverte a dare fuoco in mezzo ad un bosco alla stessa bandiera.
    Mica come un Tartaglia qualunque, che, poverino, è stato istigato a delinquere dal tono stesso del suo obiettivo, non dai caporioni cui fa riferimento (quelli che, alla Di Pietro, ogni due parole mettono un Berlusconi, e sanno solo parlare di odio e disastri e miserie)...
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  7. #7
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    Predefinito Rif: Ti pareva non tirassero in ballo la Palin

    Il profilo psicologico di Jared Lee Loughner, il ventiduenne che ha compiuto la strage di Tucson, ucciso cinque persone e gravemente ferito la deputata democratica Gabrielle Giffords, viene considerato ormai concluso e coerente dal Fbi che ha in mano l’indagine. Si parla chiaramente di un “lupo solitario” le cui azioni sono prive di forti contenuti ideologici, e che per quanto sia possibile avesse un complice, non sembra avere rapporti con movimenti politici più ampi.

    Il suo gesto viene equiparato a quello di un folle, alla stregua – secondo gli analisti – di Joseph Andrew Stack, il pilota suicida che si gettò con il suo aeroplano contro la sede dell’agenzia delle entrate ad Austin in Texas nel febbraio dell’anno scorso.

    Nel suo account su Youtube, gli investigatori hanno trovato materiale delirante sul potere del governo di controllare le menti dei cittadini, sul lavaggio del cervello e sulla necessità di reintrodurre la parità tra il dollaro e l’oro. Sono state trovate anche accuse contro i politici di Washington rei di conoscere troppo poco la Costituzione americana. Ed è strano che proprio Gabrielle Giffords sia stata tra quei deputati democratici che hanno aderito all’iniziativa della nuova maggioranza repubblicana di leggere a voce alta e per intero la Costituzione americana nell’aula della Camera.

    Insomma, si tende ad escludere che alle spalle di Jared Lee Loughner ci siano motivazioni politiche ricollegabili alla particolare situazione dell’Arizona, dove lo scontro politico sulla legge contro l’immigrazione clandestina è stato particolarmente violento.

    Eppure, non diversamente da quanto accade in Italia, anche negli Usa si comincia a parlare di “clima” e si tende a sostenere che anche il gesto di un pazzo solitario può essere innescato o incoraggiato dal degrado del dibattito politico e dalla radicalizzazione dello scontro tra repubblicani e democratici.

    A farne le spese sono soprattutto i Repubblicani i quali avevano tutta l’intenzione di aprire la nuova fase che li vede al controllo della Camera con una serie di colpi a effetto, primo tra tutti la revisione dell’odiata Obamacare. I vertici del partito sembrano ora propensi ad abbassare i toni e a mettere in pausa le iniziative più belligeranti.

    Nonostante questo però sarà difficile tenere al riparo dalle polemiche gli esponenti più duri tra i Repubblicani e tra questi appare particolarmente vulnerabile proprio Sarah Palin. L’ex governatrice dell’Alaska è sul banco degli imputati per aver pubblicato nella sua pagina Facebook una cartina degli Stati Uniti con i venti distretti conquistati da Repubblicani nel 2008 dove i deputati democratici avevano votato a favore della riforma sanitaria. Ognuno di quei 20 distretti era segnato con l’immagine di un mirino. Tra quei 20 c’era anche il distretto di Gabrielle Giffords. L’intento della Palin era chiaro: non farli rieleggere in occasione del voto di mid-term. L’inizativa aveva anche un suo sito internet, “Takebackthe20.com” che è stato rimosso dalla rete subito dopo la strage.

    Ora la Palin è in grande difficoltà e non sono bastate le sue parole di condoglianza e di condanna del gesto. Una sua portavoce è dovuta apparire in televisione per spiegare che quei simboli sulla carta geografica non avevano l’intenzione di richiamare l’idea di un fucile. Eppure la stessa Palin aveva riempito le sue pagine Facebook e Twitter con allusioni guerresche: “Conservatori non vi ritiriate: ricaricate!”. E dopo la sconfitta democratica di novembre la Palin si vantò che 18 dei 20 nel “mirino” erano stati battuti alle elezioni. Tra i due unici “sopravvissuti” proprio Gabrielle Giffords.

    Con i giorni l’accanimento su Sarah Palin si stempererà, ma è certo che se i Repubblicani avevano programmato una marcia trionfale su Washington a suon di cannoni e fanfare conservatrici, ora dovranno rifare i loro conti e imparare che con il “clima” non si scherza.

    Palin da "cecchino" a nuovo bersaglio | l'Occidentale


    Questo l'articolo pubblicato da "Il Tempo", che condivido solo in parte. E' vero, col "clima" non si scherza, ma diamine, di fronte agli obbrobri ideologici obamiani credo che la destra conservatrice abbia tutto il diritto - sancito dalla Costituzione americana - di esprimere contrarietà e rabbia. Sarah Palin non può certo essere accusata di aver "armato" la mano omicida: stiamo parlando di un killer solitario sicuramente affetto da tare psicologiche. L'episodio è gravissimo ma non si possono addebitare responsabilità ai Tea Party, che tra l'altro possono contare su un ottimo sostegno popolare. Tutti pazzi con smanie omicide? Non credo proprio. E allora avanti così, con fermezza e convinzione contro le assurde politiche Dems.

  8. #8
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    Predefinito Rif: Ti pareva non tirassero in ballo la Palin

    E' assurdo associare i Tea Party alla strage di Tucson


    "Se allo scontro loro portano un coltello, noi portiamo una pistola".

    "Se volete uscire a parlare con i vostri vicini […] voglio che litighiate con loro, che gli saltiate in testa".

    "Non voglio affatto smorzare la collera. Credo che la gente abbia ragione a essere arrabbiata. Io sono arrabbiato".

    Nessun dubbio. La politica statunitense ha esagerato i toni e ispira violenza a facinorosi incontrollabili che poi scendono per le strade e compiono sfaceli come è successo a Tucson, Arizona, sabato 8 gennaio. Lo dimostrano incontrovertibilmente le parole qui sopra. Che sono state pronunciate da Barack Hussein Obama, sia da senatore dell’Illinois sia da presidente federale degli Stati Uniti d’America, rispettivamente nel giugno 2008, nel settembre dello stesso anno e nel marzo 2009.

    Lascia esterrefatti, quindi, il linciaggio morale del popolo dei “Tea Party” in cui si sono prodotti, con una rapidità che ha del temerario, media e uomini politici di sinistra appena si sono diffuse notizie e immagini dell’agguato teso da Jared Laughner contro il deputato Democratico dell’Arizona Gabrielle Giffords, costato la vita a sei persone (e il ferimento di 19), fra le quali membri del suo staff, una bimba di nove anni e il giudice (conservatore, filo-Repubblicano) John Roll.

    I “Tea Party” infatti non c’entrano. Fortunatamente, come qualcuno nota, almeno il presidente Obama non si è lasciato andare a una odiosa riedizione della già odiosa e risibile accusa scagliato dall’allora presidente Democratico Bill Clinton contro Rush Limbaugh, famoso conduttore radiofonico conservatore (uno che aveva fatto dei Clinton un target politico preciso), per la “responsabilità morale” nell’attentato condotto il 19 aprile 1995 contro l’edificio federale Alfred P. Murray di Oklahoma City e per il quale venne comminata la pena di morte al terrorista neonazista Timothy James McVeigh (1968-2001).

    I “Tea Party” non c’entrano perché nulla, ma proprio nulla, lega l’omicida di Tucson (lettore sia de Il manifesto del partito comunista di Friedrich Engels e Karl Marx, sia del Mein Kampf di Adolf Hitler) alla scena politica statunitense attuale. L’omicida di Tucson è un folle, un isolato, un lunatico, probabilmente, a certe condizioni, un malato di mente, con precedenti inquietanti, non fermato per tempo, autore di un gesto assurdo e ingiustificato.. Uno come purtroppo ne esistono tanti, e che però fortunatamente solo di rado riescono a portare a termine i propri disegni criminali. Uno come, purtroppo ce ne sono tanti negli Stati Uniti d’America di ieri e di oggi, uno come purtroppo ce ne sono tanti in ogni Paese del mondo. I “Tea Party” con lui non c’entrano.

    Non c’entra Sarah Palin, non c’entra Glenn Back, non c’entra Rush Limbaugh, non c’entra Bill O’Reilly, non c’entra (qualcuno ha persino accusato quell’emittente televisiva per intero) Fox News.

    Anzi, sulla vicenda Laughner proprio Fox News ha dato una lezione di grande giornalismo, persino di giornalismo investigativo, di professionalità e di specchiata moralità (nonostante sia scopertamente di parte). Giusto il tempo per organizzare la redazione e Fox News si è lanciata, nel pomeriggio (ora locale) di domenica 9 gennaio, in una carrellata serena, asciutta e ricchissima, di servizi, interviste, expertise e contributi filmati da non credere, ben snocciolati a ritmo incalzante da conduttori mai ammicanti, belle facce amerikane un po’ “Big Jim” (o “Barbie”), sempre sul pezzo, capaci di tenere assieme, cioè anche a freno, ospiti tra loro diversissimi senza mai, nemmeno un secondo, finire in quelle risse da bar che sono invece i talk show italiani. Buongiorno, buonasera, grazie, arrivederci, sorriso, tre minuti per dire la loro, ognuno degli ospiti, pro o contro, Destra o Sinistra che fosse ha rispettato le regole della casa a cui i conduttori li hanno tenuti con grande eleganza.

    La Fox è così riuscita a trovare testimoni diretti, a dare per prima nomi a sopravvissuti, feriti ed eroi (quelli che hanno impedito una carneficina ancora maggiore) e a stanare, sì stanare, lo sceriffo della conte di Pima, Arizona, Clarence W. Dupnik, incaricato delle indagini.

    È stata infatti da antologia l’intervista in collegamento video che Megyn Kelly ha realizzato con Dupnik, interrogato, stuzzicato e alla fine messo all’angolo nel corso della bella trasmissione America Live, che la bionda giornalista con un passato di pratica legale conduce su Fox News. Pacata, decisa, right-to-the-point, la Kelly ha distinto gli ambiti, ha posto domande vere, le ha ripetute quando lo sceriffo cercava di bypassarle e ha chiesto conto di una serie di cose. Fra le quali quelle affermazioni di Dupnik da cui è partito tutto l’ambaradan accusatorio, ovvero 1) oggi l’Arizona è la mecca del fanatismo e 2) negli USA c’è un partito che cerca di fermare un altro partito impegnato a fare il bene al Paese… Come, come signor sceriffo? Lei sta conducendo una indagine su un omicidio multiplo, compiuto a detta sua e dei suoi colleghi anche dell’FBI, da un matto isolato, psicologicamente instabile e senza complotti alle spalle, e ci ammannisce un bigino di riflessioni politiche tutte sue, probabilmente (come appunto la Fox ha subito rilevato) in flagrante contraddizione con il riserbo dovuto in casi così?

    Lei, sceriffo Dupnik, cercava insomma di dire che quei 37.057.491 di americani che hanno votato Repubblicano alla Camera federale il 2 novembre, che quei 45.088.676 di americani che hanno votato Repubblicano al Senato federale il 2 novembre, che quei milioni e milioni di americani che nella stessa data hanno scelto governatori Repubblicani e maggioranze Repubblicane in un numero enorme di assemblee legislative di Stato, in una moltitudine di casi premiando i candidati legati, espressione o amici dei “Tea Party”, in lizza elettorale perché precedentemente vittoriosi nelle elezioni primarie, sono una banda di pericolosi fanatici ammazzatutto, ispirati da ideologi senza sccupoli e con molti danari?

    Cercava di dire che la cifra grande di uomini e di donne del Partito Repubblicano eletti in quella data, spessissimo legati, espressione o amici dei “Tea Party”, in lizza elettorale perché precedentemente vittoriosi nelle elezioni primarie, sono una banda di pericolosi fanatici ammazzatutto, ispirati da ideologi senza scrupoli e con molti danari? Insomma cercava di dire che il voto libero e democratico espresso da milioni e milioni di americani non conta, anzi, di più, che segna l’avvento della notte oscura della democrazia americana? E tutto solo perché quel voto libero e democratico non coincide con le sue idee politiche, con le idee politiche di un uomo come lei notoriamente legato e attivo nel Partito Democratico? Alla faccia dello Stato di diritto e delle indagini a cadaveri ancora caldi.

    Ma la Kelly di Fox News è arrivata dove voleva, e lo sceriffo Dupnilk ha dovuto alla fine ammettere apertamente in diretta televisiva che ogni illazioni è solo frutto di opinione personale senza alcun elemento fattuale di riscontro nelle indagini.

    La frittata però era già fata e scodellata, e ha fatto subito il giro delle prime pagine dei giornali del mondo. Tutta colpa di Sarah Palin. Piove, governo ladro. Ma la gente non è mica stupida. La Palin era già l’origine di ogni male da tempo, era una invasata che si fece esorcizzare, è una nazi che manderebbe in campo di concentramento e all’inferno gay, lesbiche e abortisti, è una zoccola fanatica tipo quella Christine O’Donnell che era una strega e Glenn Beck che è un millenarista che nemmeno il calendario maya.

    La gente in America la sa da tempo questa tiritera, e infatti il 2 novembre ha risposto per le rime. Ha votato come ha votato. E in Arizona ha fatto cappotto con i Repubblicani, lasciando solo la Democratica Gabrielle Giffords. Quella gentile signora di cui il disegno di un pazzo ha cercato di cancellare per sempre l’occhiolino schiacciato alla Destra, da buona Blue Dog qual era (i più conservatori dentro il partito dell’asino), per esempio su immigrazione clandestina e, guarda un po’, libera circolazione di armi da fuoco.

    Marco Respinti

    E' assurdo associare i Tea Party alla strage di Tucson | l'Occidentale

  9. #9
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    Predefinito Rif: Ti pareva non tirassero in ballo la Palin

    E' abbastanza chiaro che il giovane stragista fosse un ragazzo malato ideologicamente, un cultore di Hitler... e, purtroppo, la sua vittima era, guarda caso, un'ebrea...

    Troppo spesso oggi come oggi si lascia correre su gravi episodi di antisemitismo... antisemitismo che, da Lutero in avanti è presente nella tradizione protestante...

    In più la vittima aveva il torto di aver scelto consapevolmente l'ebraismo come sua fede, provenendo infatti da una famiglia di credo misto, con un genitore protestante e l'altro ebreo...

 

 

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