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  1. #1
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    Predefinito Non ho paura, affronterò i processi.

    di A. Signore

    pg.3 de ilgiornale.it 14 01 2011

    Tanto la sentenza era attesa che l’ordine di scuderia è partito da Palazzo Grazioli ore prima della pronuncia della Corte Costituzionale. Così, tutti a dire che la bocciatura del legittimo impedimento va comunque bene e che bisogna star lì a guardare «il bicchiere mezzo pieno» perché nella sostanza la Consulta «salva» l’impianto giuridico della norma. In verità la decisione di ieri rinvia di fatto la valutazione della sussistenza o no dell’impedimento proprio a quelle procure di cui il Cavaliere si sente vittima da oltre tre lustri. Per dirla come l’ha commentata in privato Berlusconi, da oggi i magistrati detteranno anche l’agenda di governo. Decideranno, cioè, quale appuntamento del presidente del Consiglio si configuri o no come impegno istituzionale potendone quindi stravolgere l’agenda. Considerazioni, quelle del premier, dai toni pacati. Un po’ perché a Palazzo Chigi, a differenza di quanto accadde con il Lodo Alfano, la sentenza era largamente attesa ormai da almeno tre settimane e un po’ perché alla fine è proprio Berlusconi - sul piano strettamente tattico - a trarne vantaggio.
    La palla, infatti, passa ora direttamente al Cavaliere, forte del fatto che due dei tre processi ancora aperti (Mills compreso) sono quasi certamente destinati alla prescrizione a causa delle richieste di trasferimento dei magistrati del collegio giudicante. E pure il terzo potrebbe avere lo stesso destino. Non grazie agli «scudi», ma semplicemente perché i magistrati hanno deciso d’occuparsi d’altro e chiesto il «trasferimento ad altra sede» congelando di fatto i procedimenti. La decisione della Corte costituzionale dunque - al di là della linea studiata a tavolino a via del Plebiscito secondo cui «l’impianto della legge resta valido» (così gli avvocati Ghedini e Longo) - non fa altro che dare a Berlusconi una carta in più. Quella di poter affondare i colpi sulla «magistratura politicizzata» e utilizzare l’argomento come uno dei punti cardini della campagna elettorale di primavera.
    Già, perché è verissimo che per il Cavaliere le elezioni anticipate hanno lo stesso appeal di una mela rossa per Biancaneve, ma comunque è un fatto che la campagna elettorale ci sarà. Quantomeno quella per le amministrative. E a questo punto il premier potrà decidere - a seconda del momento e della convenienza - se giocare la partita proprio sul fronte anti-giudici, uno dei temi su cui è elettoralmente più forte. Non è un caso che nelle sue conversazioni riservate ieri abbia tenuto due mood diversi e in qualche modo contrastanti. Primo: se mi vogliono in un aula di tribunale non mi farò pregare, sono pronto a presentarmi e vedremo chi sarà a divertirsi visto che non ho nulla da nascondere o di cui vergognarmi. Secondo: ogni volta che un pm eccepirà sulla richiesta di legittimo impedimento sono pronto ad aprire una vera e propria guerra di ricorsi e finire un giorno sì e l’altro pure davanti alla Corte costituzionale. Nel primo caso l’intento è quello di presentarsi in aula e davanti alle telecamere e assestare la sua arringa difensiva in diretta tv, nel secondo è invece quello di aprire un vero e proprio conflitto non solo politico - ma sostanziale e istituzionale - con la magistratura. Si vedrà.

    Di certo c’è che il giudizio della Consulta non fa che fornire al Cavaliere una decisiva carta in più. Tanto che - si direbbe «per mettere le mani avanti» - già questa mattina il premier interverrà in televisione a Mattino 5 per spiegare le sue ragioni. Una sorta di «prova generale» di un eventuale affondo contro i giudici se le cose dovessero precipitare. In cui dirà che è «pronto ad andare avanti», perché il suo cruccio principale resta la nascita del gruppo di responsabilità alla Camera che finalmente potrà garantire al centrodestra la maggioranza anche nelle commissioni parlamentari di Montecitorio. Per fare una sintesi, insomma, basta ripetere le considerazioni fatte ieri in privato da Berlusconi: di andare a votare «non ho alcuna voglia» (anche perché il risultato resta soprattutto al Senato piuttosto aperto), ma «se mi costringono su questa strada certo non sono disposto a mettermi da parte».

    saluti

  2. #2
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    Predefinito Rif: Non ho paura, affronterò i processi.

    Il Pdl vede il bicchiere mezzo pieno.
    La Lega vede la Corte ostile ma non si fermerà!

    Berlusconi se l’aspettava.
    Ha atteso il verdetto della Consulta sul legittimo impedimento a Palazzo Grazioli senza trepidare più di tanto e rassicurando tutti che «andiamo avanti, resto sereno e in fondo mi pare un compromesso accettabile».
    Il Cavaliere, con la parziale bocciatura dello scudo, riceve la conferma di quello che è il suo pensiero da sempre: i pm mi vogliono far fuori da quando sono entrato in politica e i giudici della Consulta, a maggioranza di sinistra, fanno da sponda.
    Ma la cautela impone toni gommosi e diplomatici, tesi a rasserenare gli animi e a evidenziare il «bicchiere mezzo pieno».

    L’ordine è quello di non appiccare il fuoco delle polemiche visto che chi era presente a Palazzo Grazioli (Alfano, Ghedini, Brambilla, Verdini) rilascia poi dichiarazioni soft.
    La sintesi la fa il Guardasigilli Alfano:
    «È una sentenza che conferma il principio, contenuto nella legge, che l’esercizio della giurisdizione deve tenere conto della funzione di governo».
    Poi Ghedini dirama una nota alla stampa: «La legge sul legittimo impedimento nel suo impianto generale è stata riconosciuta valida ed efficace e ci sono motivi di evidente di soddisfazione».

    Poi c’è il «bicchiere mezzo vuoto» nella parte in cui si stabilisce che alla fine saranno i giudici a valutare di volta in volta se l’impedimento del premier a presenziare al processo sia legittimo o meno:
    «Nell’intervenire sulle modalità attuative - si legge nella nota - la Corte costituzionale sembra avere equivocato la natura e la effettiva portata di una norma posta a maggior tutela del diritto di difesa e soprattutto della possibilità di esercitare serenamente l’attività di governo».
    Un equivoco grave e che non lascia ben sperare perché «non considera la oggettiva impossibilità, come dimostrato dagli atti, di ottenere quella leale collaborazione istituzionale già indicata dalla Corte stessa, con una autorità giudiziaria che ha addirittura disconosciuto legittimità di impedimento a un Consiglio dei ministri».
    La conclusione è acqua sul fuoco: «Comunque - chiude la nota - le sentenze della Corte debbono essere ovviamente rispettate».

    Sotto sotto il premier la pensa esattamente come la Lega che, rivelatasi ancora alleato di ferro del Cavaliere, commenta duramente la sentenza dei supremi giudici:
    «Non c’era da aspettarsi altro: sapevamo benissimo che la maggioranza dei giudici della Corte ha un atteggiamento ostile nei confronti dei provvedimenti voluti da questo governo».
    La nota del Carroccio poi prosegue:
    «Comunque non c’è sentenza della magistratura che può bloccare l’azione dell’esecutivo».

    Insomma, avanti tutta.
    Una strategia già anticipata dal Cavaliere sia nell’ultima intervista a Matrix, sia durante l’ultimo vertice a Berlino:
    «Sarò pronto a spiegare tutto agli italiani, dimostrando che i processi nei miei confronti sono ridicoli e che in Italia la giustizia è una vera e propria patologia».
    Detto fatto: questa mattina il Cavaliere interverrà a Mattino Cinque per spiegare cosa pensa veramente della giustizia del nostro Paese.
    Facile pensare che verranno archiviati i toni diplomatici per lasciar spazio a quelli più critici, sulla stessa lunghezza d’onda di molti altri big del Pdl. Come quelli del coordinatore Sandro Bondi, secondo cui «siamo di fronte al rovesciamento dei cardini dei principi fondamentali di ogni ordine democratico». O come quelli di Pecorella secondo cui «il rischio è che a decidere l’agenda del governo siano i magistrati».

    di Francesco Cramer pg.3 de ilgiornale.it 14 01 2011

    saluti

  3. #3
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    Predefinito Rif: Non ho paura, affronterò i processi.

    L'unico modo di affrontare i processi che conosce è cercare la prescrizioni...o salvarsi con leggi e leggine.
    Documentario mai visto in Italia....nn è difficile capire perchè....

    http://video.google.it/videoplay?doc...entario&hl=en#

  4. #4
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    Predefinito Rif: Non ho paura, affronterò i processi.

    Citazione Originariamente Scritto da Dredd83 Visualizza Messaggio
    L'unico modo di affrontare i processi che conosce è cercare la prescrizioni...o salvarsi con leggi e leggine.
    L'unico modo di mettere in ridicolo la magistratura komunisten sarebbe rendere pubblici ,su canale 5, tutti i processi e le modalità in cui sono stati ideati, comparando il trattamento riservato ad altri per i presunti reati commessi.

    Il cittadino deve sapere il modo di applicare la giustizia nel nostro paese.
    Ultima modifica di yure22; 14-01-11 alle 10:31

  5. #5
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    Predefinito Rif: Non ho paura, affronterò i processi.

    Se Berlusconi avesse affrontato i processi, sarebbe stato condannato ancor prima di entrare in politica
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  6. #6
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    Predefinito Rif: Non ho paura, affronterò i processi.

    Da bavosi parrucconi rincoglioniti , posti lì per espresso volere di 30 anni di Presidenza comunistoide non ci si poteva aspettare altro . Ovvio che il Berlusca continuerà ad affrontare questi processi della procura dei Robespierre anch'essi notoriamante al soldo dei comunisti . Patto d'acciaio siglato agli inizi degli anni '90 , quando il Pci -Pds svendette la libertà parlamentare per dare più visibilità a deficienti che conducono processi da quattro soldi prendendo ovviamente sempre calci nel culo .

    La cosa più grave è che oggi il Paese è prigioniero di questi 15 parrucconi bavosi , praticamente il Parlamento , espressione liberal popolare del voto democratico , non conta più un benemerito cazzo .

    Ogni legge da esso approvato .... ripeto espressione del popolo italiano , viene puntualmente cassata dai bavosi di cui sopra , pertanto sarebbe il caso che i Parlamentari si dimettessero in blocco tanto al Paese non servono più a un cazzo.hefico:
    la giustizia dei Robespierre ancora una volta ha collocato il nostro Paese tra il Ruanda ed il Burundi

  7. #7
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    Predefinito Rif: Non ho paura, affronterò i processi.

    Citazione Originariamente Scritto da Rasputin Visualizza Messaggio
    Se Berlusconi avesse affrontato i processi, sarebbe stato condannato ancor prima di entrare in politica
    Se Rasputin avesse le ruote sarebbe una carretta.


    Se Hitler avesse avuto l'atomica avrebbe conquistato il mondo.


    Se Fini fosse stato di destra sarebbe rimasto nel PDL.
    Difendi il Crocefisso
    Croce:"Il governo degli onesti? Un'utopia per imbecilli. L’onestà politica non è altro che la capacità politica"
    Forleo:"Strapotere dei Pm, sì a carriere separate"
    Falcone:"Mafia: non esistono terzi livelli di alcun genere"

 

 

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