
Originariamente Scritto da
Nexus 6
Ok.
Non vi annoieremo con storie consumate, anche se ci piacerebbe ripercorrere la biografia ambigua e tortuosa [ambigua e tortuosa, ah, e dove?] di Romano Prodi e raccontare ancora una volta delle gesta del Professore bolognese quando era Presidente dell’IRI, di quelle discusse privatizzazioni che, in realtà, furono delle vere e proprie svendite del patrimonio economico italiano [discusse fondamentalmente da Berlusconi] .
Come non ricordare il destino di marchi prestigiosi e storici della nostra
industria alimentare, da Motta ad Alemagna fino a Cirio, di fatto regalati alle multinazionali [se lo dice AN, ci credo]. Come non ricordare che proprio dalla gestione Prodi nascono i guai dell’Alitalia, negli anni ’80 tra le prime compagnie al mondo, e delle acciaierie di Terni, che rappresentavano un polo industriale d’eccellenza [queste poi sono due barzellette fantastiche].
E ancora, si potrebbero rievocare le polemiche sulle consulenze d’oro della società Nomisma [fatti accertati: zero], di cui il Professore è stato Presidente fino al 1995, o sull’oscura vicenda di Telekom Serbia che, scandali politici a parte, fece perdere all’Italia 500 miliardi delle vecchie lire [questa è roba da denuncia].
Quello di Prodi è un ritratto politico degno di Dorian Gray. Il suo primo inquietante esordio pubblico fu nel 1978, nel corso del rapimento Moro, quando Prodi, dopo aver partecipato ad una seduta spiritica, raccontò che bisognava indagare su Gradoli, pensando che fosse un paesino vicino al lago di Bolsena. Indicò anche due numeri, di cui uno si accertò poi corrispondere al civico della strada dove si trovava il covo in cui fu detenuto Aldo Moro. E’ stato poi ministro di provata fede democristiana, uomo di potere durante quindici governi della Prima repubblica, nel pentapartito, nell’era Craxi e nei governi tecnici di Amato e Ciampi, fino al 1995 quando fondò l’Ulivo, diventando il leader, pro-tempore, del centro-sinistra italiano.
Ma su tutto questo si sono già versati fiumi di inchiostro. [Ovvero: "la brillante carriera della spia democristiana del KGB Romano Prodi"]
Devo continuare?
Anche no, grazie.