



L'atto chirurgico venne fatto 11 anni fa mi pare. Allora la procedura per il carcinoma era di levare tutto, informati. Oggi le tecniche si sono evolute e riescono a salvare qualche nervo.
Ricordo alla gentile signora che mi ha fatto bannare che esistono due guai alla prostata: l'adenoma benigno e il carcinoma maligno. Nel primo caso si fa un intervento conservativo, nel secondo è molto più demolitivo.
Conclusione: l'idraulica è sistemata, il resto (compresa la testa) no. Niente spruzzetto, niente di niente.
Se così non fosse l'industria farmaceutica che produce medicine così prodigiose, così miracolose da ridare la virilità a un 75 enne operato e con problemi di cuore farebbe faville in borsa e la gente farebbe la fila nelle farmacie
Ultima modifica di Freccia Tricolore; 20-03-11 alle 14:24






ahahah ho corretto è morto ad 84 anni, ci è campato 14 anni, scusa l'errore.Che zombie correva come un atleta,magari io arrivassi a quell'età come c'è arrivato lui e pensa che aveva un carcinoma maligno.:giagia::giagia:
Ma i professori che lo hanno operato sono stati bravissimi, si parla di circa 18 anni fa.:giagia::giagia:
PAPESSA HA RAGIONE!!
Ultima modifica di Ada De Santis; 20-03-11 alle 14:37


Ultima modifica di primahyadum; 20-03-11 alle 14:37
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


Più troie siamo e più bene ci vorrà" dice un'arcorina alla collega. Organizzando il suo programma erotico per Santo Stefano: "Oltre che per le palle bisogna prenderlo per il coso. Domani se è aperto vado in un sexy shop".
Perché soddisfare in toto il padrone di casa era davvero un lavoro senza tregua. Tanto che Diana Gonzales, in una telefonata del 7 gennaio scorso, confessa ad Aris Espinosa: "Guarda che io sono stata lì ieri. No, l'altro ieri, e io non ho fatto niente grazie a Dio. Perché ero indisposta".
Serve la giustificazione per sottrarsi al rito, che ha ancelle predilette e sacerdotesse qualificate: "La napoletana è la pupilla, io sono il culo", sintetizza Ruby riferendosi a Noemi, mentre la vestale Nicole chiude sull'ex fidanzato Silvio con amarezza: "È un pezzo di merda. Si sta comportando da pezzo di merda pur di salvare il suo culo flaccido".




"Vita mia mort tua".
Ruby, no dei giudici alla difesa
il processo al premier non slittaI legali di Berlusconi avevano chiesto di acquisire i nuovi atti della procura ruby difesa. E la Minetti disse: "Se mi arrabbio io, guai per tutti"
di EMILIO RANDACIO e PIERO COLAPRICO
MILANO - Il processo a Silvio Berlusconi si farà senza rinvii e comincerà, come previsto, il 6 aprile. È la prima sconfitta per gli avvocati di Silvio Berlusconi.Hanno chiesto un posticipo, con la motivazione delle "troppe pagine in poco tempo". E questo perché, due settimane fa, era stato consegnato loro un supplemento d'inchiesta. La procura ha replicato a brutto muso: primo, "l'invito a comparire per il premier è stato consegnato il 14 gennaio" e per la richiesta d'immediato al gip Cristina Di Censo non s'era atteso troppo. Secondo, gli ultimi accertamenti "riguardano il conto corrente personale" di Silvio Berlusconi, qualcosa che l'imputato dovrebbe conoscere bene. È quello da cui, come ha rivelato Repubblica, sono stati prelevati con assegni, e solo nel 2010, ben 12 milioni e 882mila euro, tutti trasformati in contanti. E con un incremento notevole a dicembre.
Soppesate le varie ragioni, il collegio presieduto da Giulia Turri, e con Carmen D'Elia e Orsola De Cristofaro, dà dunque ragione alla procura. Peraltro, la prima udienza è tecnica: serve solo a precisare il calendario, ma è chiaro che la battaglia procedurale è serrata. Gli avvocati del primo ministro, notando i vari "omissis", hanno chiesto di eliminarli, per poter organizzare una lista testi adeguata. E poi fanno istanze per ottenere ciò che non esiste, ossia i "ventitré interrogatori" a cui, secondo loro, è stata sottoposta Ruby. Due le fonti delle "informazioni" avvocatizie: un'intervista della stessa Ruby a un settimanale e una chiacchiera tra Marysthelle Polanco e Nicole Minetti dello scorso 17 ottobre. Allora nessun giornale aveva pubblicato una riga dell'inchiesta, ma le papi-girl sanno, confusamente, che qualcosa è accaduto. Quel mattino si registra uno scambio di messaggini.
"Amo, tranqui, (l'invito da parte di Silvio Berlusconi) è per parlarci della storia della Ruby", invia Minetti.
"Ok, amo, nn voglio casini. Quella chi la conosce? Ha fatto i nostri nomi ai magistrati!".
"Si, amo, l'hanno interrogata 22 volte".
Tanto basta agli avvocati per dare una veste giuridica alle fantasie delle ragazze. E tanto affannarsi rende l'idea del clima che c'è e che, già a suo tempo, era stato descritto dalla stessa Ruby a un'amica: "... è venuto il mio avvocato e ha detto: "Ruby, dobbiamo trovare una soluzione... è un caso che supera quello della D'Addario e della Letizia, perché tu eri proprio minorenne... adesso siamo tutti preoccupatissimi"". È dunque un processo che si annuncia molto, molto scivoloso, come sa lo stesso Silvio Berlusconi, il quale a una delle sue fedelissime aveva detto, scoraggiato: "In tutte le conversazioni non c'è una cosa positiva che, nessuna, abbia detto su di me". E poi, per quanto fedelissime, che faranno in aula queste ragazze? Anche Nicole Minetti, consigliere regionale e "addestratrice" del bunga bunga, può riservare delle sorprese. Come si dimostra da una delle ultime carte depositate. C'è una grande confidenza nel rapporto che lega Nicole al padre Antonio. Per lui, che ha 60 anni ed è titolare di diverse attività a Rimini, nonché legale rappresentante di una società di consulenza a San Marino, Nicole organizza una serata importante. Lo invita il 22 settembre scorso a "una cena con ministri politici, Bondi, la Gelmini, imprenditori vari", e, volendo, "io posso fare un tavolo", spiega al padre la politica del Pdl.
Dalle intercettazioni, Antonio Minetti risulta essere davvero a Milano, a fine settembre, in una cena istituzionale al Castello Sforzesco, quando si svolge la festa del Pdl. "Loro saranno al tavolo" seduti con Giancarlo, "uno ben inserito", gli spiega la figlia. Gli investigatori lo identificano in Serafini, ex sindacalista, parlamentare del Pdl. E mentre viaggia tra Rimini e Milano, il signor Minetti parla in inglese con la figlia e chiede: "Giancarlo cosa sa della tua relazione con l'altro tipo? Dei favori che fai con gli appartamenti e quel tipo di cose?". Il riferimento per i detective è chiaro: Silvio Berlusconi.
Quando, il 26 ottobre scorso, lo scandalo bunga bunga, finisce sui giornali, Nicole, al telefono con il padre, è sempre più preoccupata: queste cose, ammette, rischiano "di rovinarmi la vita". E la reazione è determinata: "Se mi arrabbio io, saranno problemi grossi per tutti". E la conclusione è uno sgangherato, ma altrettanto comprensibile progetto da gladiatrice: "Vita mia mort tua".
(20 marzo 2011)
Ruby, no dei giudici alla difesa il processo al premier non slitta - Repubblica.it