

"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)




"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


E che ne sai?
Magari invece lascia spazio ad uno egualmente competente o magari meglio. In fondo se ha falsificato la tesi potrebbe sembrare capace esclusivamente per la falsificazione dei risultati ottenuti.
E sono sicuro che, se vale quanto credi, potrà tranquillamente fare la sua parte anche al di fuori della politica.
In questo modo il politico sa che ha gli occhi puntati addosso e che non può permettersi certi comportamenti, neanche i più banali, figuriamoci intascarsi una mazzetta; i partiti tenderanno a scegliere con cura i candidati per evitare il discredito di fronte agli elettori; e se occorre sacrificare una delle tante persone capaci che esistono al mondo per avere questo... ben venga.




ma certo ....
forse che l'anziano puttaniere non ne ha ricevute?
e poi, è lo stile ad essere diverso ....
Laura Salvetti, moglie del Professor Luigi Firpo, L’Unità, 27 marzo 2006:
“Era subito dopo le vacanze estive, credo in settembre. Firpo, quando scoprì in tv che Berlusconi aveva copiato la sua versione dell’Utopia, si attaccò subito al telefono per avere quel libro. Gli risposero che era un’edizione privata, in pochi esemplari, riservata all’entourage del Cavaliere. Ma lui, tramite l’associazione milanese degli Amici di Thomas More, riuscì a procurarsi una copia in visione. La sfogliò e sbottò: ‘Non è un plagio, è peggio! Quello ha copiato interi brani della mia prefazione e la mia traduzione integrale dal latino, mettendoci la sua firma. Non ha cambiato nemmeno le virgole!’.
Prese carta e penna e scrisse a Berlusconi, intimando di ritirare subito tutte le copie e annunciando che avrebbe sporto denuncia. Qualche giorno dopo squillò il telefono di casa: era Berlusconi.
Berlusconi incolpò subito una collaboratrice, ( :sofico: ) che a suo dire avrebbe copiato prefazione e traduzione a sua insaputa (repapelle: ). E implorò Firpo di soprassedere, pur precisando di non poter ritirare le mille copie già stampate e regalate ad amici e collaboratori. Firpo, capito il personaggio, cominciò a divertirsi alle sue spalle. Lo teneva sulla corda con la causa giudiziaria. E Berlusconi continuava a telefonare un giorno sì e un giorno no, con una fifa nera.
Pregava di risparmiarlo, piagnucolava che uno scandalo l’avrebbe rovinato.
Passava intere mezz’ore al telefono col Cavaliere. E alla fine correva a raccontarmele, fra l’indignato e il divertito: ‘Sapessi quante barzellette conosce quel Berlusconi. È un mercante di tappeti, una faccia di bronzo da non credere, sembra di essere in una televendita’.
Firpo seguitava a fare l’offeso, ripeteva che la cosa era grave e la stava ancora valutando con gli avvocati. Un giorno lo invitarono a Canale5 per parlare del Papa e si ritrovò Berlusconi dietro le quinte che gli porgeva una busta con del denaro, ‘per il suo disturbo e l’onore che ci fa’. Naturalmente la rifiutò. Poi a Natale arrivò un corriere da Segrate con un bouquet di orchidee che non entrava neppure dalla porta e un pacco: dentro c’era una valigetta ventiquattr’ore in coccodrillo con le cifre LF in oro.
Rispedì la borsa a Berlusconi, con un biglietto beffardo: ‘Gentile dottore, la ringrazio della sua generosità, ma gli oggetti di lusso non mi si confanno: sono un vecchio professore abituato a girare con una borsa sdrucita a cui sono molto affezionato. Quanto ai fiori, la prego anche a nome di mia moglie Laura di non inviarcene più: per noi, i fiori tagliati sono organi sessuali recisi’… Non lo sentimmo mai più”.
Von und zu Berlusconi | Ines Tabusso | Il Fatto Quotidiano
................ :giagia:


Il processo del lunediRiprende il processo a Berlusconi
Tifosi in aula di tribunale al posto di Berlusconi.
in aula dimostrazione pro-premierUn centinaio di persone, alcune dentro il tribunale di Milano, hanno manifestato sostegno al presidente del Consiglio, imputato davanti ai giudici della decima sezione penale per corruzione in atti giudiziari
I legali del premier Ghedini e Longo
MILANO - Un centinaio di persone, alcune dentro l'aula del tribunale di Milano dove è ripreso il processo Mills e altre fuori, hanno manifestato sostegno a Silvio Berlusconi, imputato davanti ai giudici della decima sezione penale per corruzione in atti giudiziari. Il premier non è presente in udienza perché impegnato nel Consiglio dei ministri straordinario dedicato alla crisi libica ma non si è appellato al legittimo impedimento. Scelta comunicata alla Corte con una lettera che l'avvocato Niccolò Ghedini ha consegnato al presidente del collegio. Nella missiva il capo del governo manifesta anche la volontà di partecipare alle prossime udienze.
"Indossiamo un fiocco azzurro in difesa della libertà", spiegano i sostenitori del Cavaliere, e aggiungono: "Se fosse stato presente in aula, saremmo stati ancora di più. Col freddo, con la pioggia con la neve, siamo sempre presenti con lui...". Molti di loro da giorni stanno raccogliendo firme a supporto di Berlusconi. I due legali di Berlusconi, Niccolò Ghedini e Piero Longo, si sono aperti un varco tra la folla, e ripresi da telecamere e immortalati dai flash dei fotografi, hanno ringraziato i sostenitori.
In udienza, intanto, è in corso l'esame della consulente della procura di Milano, Gabriella Chersicla, della società di revisione di Kpmg. Alla consulente viene chiesto di ripercorrere la sua relazione su tutte le transazioni bancarie effettuate su conti correnti riconducibili a Mills, che avrebbe ricevuto 600mila dollari indirettamente da Berlusconi per essere stato testimone reticente in due processi che lo vedevano imputato negli anni Novanta. La consulente ha parlato delle difficoltà avute nel suo lavoro in quanto "i flussi finanziari sono transitati su vari conti e spesso indicati con riferimenti non pertinenti, fuorvianti e a volte anche falsi".
Riprende il processo a Berlusconi in aula dimostrazione pro-premier - Repubblica.it




In udienza, intanto, è in corso l'esame della consulente della procura di Milano, Gabriella Chersicla, della società di revisione di Kpmg. Alla consulente viene chiesto di ripercorrere la sua relazione su tutte le transazioni bancarie effettuate su conti correnti riconducibili a Mills, che avrebbe ricevuto 600mila dollari indirettamente da Berlusconi per essere stato testimone reticente in due processi che lo vedevano imputato negli anni Novanta. La consulente ha parlato delle difficoltà avute nel suo lavoro in quanto "i flussi finanziari sono transitati su vari conti e spesso indicati con riferimenti non pertinenti, fuorvianti e a volte anche falsi".

