

Ultima modifica di Ada De Santis; 16-04-11 alle 15:30
_Non rinnegare e non restaurare__
Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele![]()


Caro Braccio di ferro...per quanto ti sforzi di ragionare vedo che non ci arrivi. Il Governo NON da un cavolo...deve GESTIRE in NOME DEL POPOLO ITALIANO le risorse che questi gli danno da gestire. NON è lo stato, ma al massimo UN RAPPRESENTANTE di quel momento. I governi vanno e vengono lo STATO resta. Io ho fatto un GIURAMENTO allo STATO e non al GOVERNO, ed è PRECISO MIO COMPITO ISTITUZIONALE difendere lo STATO non il GOVERNO. Ma vedo che te sei talmente abituato a farti comandare da bravo mozzo che non riesci a muoverti senza che UN COMANDANTE ti dia l'ordine di farlo. Questione di ruoli....
Tanto per la cronaca, sempre che il tuo cervellino semplice lo capisca, io non sono comunista, non lo sono mai stato e non bramo per diventarlo. Se NON arrivi con i tuoi piccoli ragionamenti a capire che essere di sinistra NON significa essere comunista non so che farci....dimostri sempre più la tua pochezza intellettuale...ma da un mozzo non mi aspetto molto di piùiaociao:




_Non rinnegare e non restaurare__
Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele![]()




_Non rinnegare e non restaurare__
Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele![]()


Talmente intelligente che neanche hai afferrato che i tuoi amici comunisti e toghe rosse stanno facendo di tutto per fare un "COLPO DI STATO" sottobanco, quello STATO che tu dici di servire fedelmente .
Ma fatti le pippe che è meglio ... prima fotti i soldi e poi sputi sulla mano di chi te li concede . Bella roba . Io ti licenzierei in tronco se fossi a capo del tuo comando .
La gentaglia come te qualche decennio fa non poteva essere assunta negli organi di polizia o forze armate ... quando il tuo organo ancora indossava le stellette ed era immune da simili individui . Oggi arruola cani e porci e lo si vede . Le altre armi ancora fanno una selezione , i comunisti sempre fuori dal cazzo .... fortunatamente .
Ultima modifica di orpheus; 16-04-11 alle 15:54
la giustizia dei Robespierre ancora una volta ha collocato il nostro Paese tra il Ruanda ed il Burundi


la giustizia dei Robespierre ancora una volta ha collocato il nostro Paese tra il Ruanda ed il Burundi


_Non rinnegare e non restaurare__
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LA TREMENDA PAURA DEL PROCESSO AL PREMIER, IL GOVORNO LE STUDIA DI TUTTI I COLORI PUR DI FERMARLO
Blocca-processo per salvare il premier
"Va sospeso per il conflitto Camera-pm"L'emendamento della maggioranza era stato scartato alla Camera ma ora riemerge al Senato. Gasparri: è la prassi. Invece quasi tutte le cause vanno avanti
di LIANA MILELLA
L'avvocato Niccolò Ghedini con Silvio Berlusconi alla Camera
L'ESTATE della giustizia, che si preannuncia caldissima, guadagna un'altra norma per tentare di mettere in sicurezza Berlusconi. Questa volta puntando al "bersaglio grosso", il processo Ruby. Vogliono bloccarlo con un articolo semplice: se c'è un conflitto d'attribuzioni, il processo deve fermarsi per forza. Volevano giocarsela subito alla Camera e infilarla nella prescrizione breve per gli incensurati. Era già scritta giovedì 17 marzo, quando il relatore Maurizio Paniz, nuovo astro nascente delle leggine "salva Silvio", e il capogruppo in commissione Giustizia Enrico Costa, presentano gli emendamenti al processo breve. Tardarono, quel pomeriggio, ad arrivare. Ci furono riunioni su riunioni. Telefonate frenetiche. Adesso se ne capisce il motivo. Oltre alla prescrizione scontata, nel pacchetto doveva esserci anche un altro articolo, poche righe, per stabilire una nuova regola. Questa: il giudice è obbligato a sospendere il processo se sul suo tavolo arriva un conflitto di attribuzioni.
Leggi: il tribunale di Milano "deve" fermare il dibattimento Ruby nel momento in cui la Camera si rivolge alla Consulta. Un intervento sull'articolo 37 della legge 87 del '53, quella che disciplina la vita della Consulta. Il gioco è fatto. Il Rubygate si congela per mesi e mesi. A stoppare Paniz e Costa sono state due questioni. Una tecnica e una politica. La prima: la (quasi) certezza che la coppia Fini-Bongiorno avrebbe bloccato l'emendamento come inammissibile per estraneità alla materia. La seconda, dirimente: il timore che la mossa avrebbe finito per bloccare il conflitto stesso, che in quel momento doveva essere ancora votato (lo sarà solo il 5 aprile).
I berlusconiani hanno rinunciato a giocarsi la carta della blocca-Ruby? Niente affatto. Lo scopre il Sole-24 ore, che trova traccia dell'emendamento, questa volta pronto per rispuntare al Senato. Il conflitto di attribuzione ormai è sulla via di arrivare alla Corte, l'avvocato Roberto Nania, incaricato dalla Camera, ne sta scrivendo il testo; il processo Ruby è in calendario per il 31 maggio; la prescrizione breve ha già superato la prima prova; ora si può sfidare l'opposizione con un'altra norma.
Per certo non andrà nel ddl sulla prescrizione. Quello resterà identico alla versione della Camera. Chiuso a qualsiasi miglioria anche se fosse suggerita (ma non lo sarà) dal Quirinale. Avanti fino al sì. E in caso di stop del Colle è "certo" un nuovo voto. La norma blocca-Ruby vogliono piazzarla nel "processo lungo". Già votato in commissione Giustizia, pronto per l'aula di palazzo Madama. Anche lì hanno ripescato l'armamentario caro ai giuristi del Cavaliere. Una norma per allargare le maglie delle difese, non "potare" le liste dei testi e le prove a discarico. Un'altra per tenere fuori le sentenze passate in giudicato e far perdere tempo ricercando le stesse prove. Se ne farà carico Franco Mugnai che già ha "sporcato" il ddl Lussana sul divieto di accedere al rito abbreviato per i reati da ergastolo. Di quello originario della Camera sono rimaste due righe, il resto è solo il "processo lungo". Lì finirà anche, con una modifica per l'aula, la norma blocca-Ruby, configurata in modo tranchant: il giudice ferma "subito" in processo non appena arriva il conflitto, senza attendere neppure la pronuncia di ammissibilità della Consulta. Le menti giuridiche di Berlusconi la giustificano come un tributo al principio della parità tra le parti: se il processo si ferma quando è il giudice a rivolgersi alla Consulta, del pari ciò deve accadere se il Parlamento interviene per l'imputato. Teoria che fa acqua, perché il giudice per legge è il dominus del processo.
Gasparri e Quagliariello, i capi del Pdl al Senato, si schermiscono sulla blocca-Ruby. Dice il primo: "Mi auguro che non ci sia bisogno di un emendamento: è prassi che un processo si sospenda se c'è un conflitto di attribuzione". Non è affatto così. I processi vanno sempre avanti. Mastella, Matteoli, anche Abu Omar. L'opposizione è incredula. Antonio Di Pietro parla di ipotesi "vergognosa". Massimo Donadi e Luigi Li Gotti sono inviperiti. Il primo: "Stiamo per passare dalla Repubblica parlamentare alla satrapia". Il secondo: "È possibile che una banda di cialtroni possa cambiare le norme che infastidiscono il sultano?". La Pd Donatella Ferranti: "L'arroganza dei berlusconiani non ha limiti". Il finiano Nino Lo Presti: "È una vergogna nazionale, così svelano il vero scopo del conflitto di attribuzioni". Proprio così. Ci hanno girato intorno. Hanno raccontato che era una mossa di civiltà contro lo strapotere dei giudici. Ma l'obiettivo era un'altra "salva Silvio".
(16 aprile 2011)
Blocca-processo per salvare il premier "Va sospeso per il conflitto Camera-pm" - Repubblica.it