



















Il "socialismo" in Italia è -o forse è stato- più una forma di retorica demagogica, di costume, di fraseologia che altro.
Nei fatti il modello italiano è sempre stato un minestrone assai contraddittorio e anarchico.
Il modello sociale è molto più forte in Germania che in Italia tanto per dirne una e non entro nelle questioni nominalistiche che sono di lana caprina.
Non a caso il mondo partitico post-comunista è sfociato -sgonfiandosi rumorosamente- nelle rivendicazioni fricchettone di un Bertinotti o di un Vendola qualsiasi.
Vi è una capacità spiccatamente nazionale di (dis)incarnare ogni idea materiale nell'ambizioso massimalismo provinciale scorreggione e cafone.
Ultima modifica di amerigodumini; 16-01-11 alle 21:24