Vengo adesso da una lunga discussione sugli effetti collaterali del contratto collettivo di Mirafiori, nel forum di politica nazionale.
Chiedo a tutti uno sforzo di comprensione oltre il contenuto: pause, malattia, sciopero. Cose importanti ma infinitamente meno gravi di ciò che sta succedendo nella rappresentanza sindacale del nostro Paese.
Con il collettivo di Mirafiori, firmato da CISL e UIL e passato al referendum, si è abbandonato il contratto nazionale non solo nei contenuti, ma nelle regole di metodo di rappresentanza che sono alla base dei rapporti tra dipendente e datore di lavoro.
Il meccanismo con il quale si è riusciti a bypassare il contratto, è la fuoriuscita di FIAT da Confindustria e Federmeccanica, la creazione di una FIAT newCO, una sorta di agenzia interinale, nella quale travasare gli operai con la firma del contratto individuale e la contestuale richiesta di cassintegrazione per un anno per impedire contromosse legali dei renitenti alla firma.
Fiat è solo un'apripista, seguiranno a ruota tutte le altre grandi aziende.
Gli effetti sono la polverizzazione dei sindacati, la scomparsa dei contratti collettivi nazionali e di categoria, nei quali è fissata la paga minima salariale e la sua composizione e la divisione e la subalternità dei sindacati superstiti al datore di lavoro.
Il partito democratico è coinvolto in questo piano di smantellamento della rappresentanza sindacale in almeno una buona metà dei suoi dirigenti nazionali.
Ho buone ragioni per credere che alcuni dirigenti, fossero a conoscenza del piano da mesi e colpevolmente di averne sottovalutato la portata dagli effetti collaterali dirompenti.
Altri dirigenti, direttamente collegati a CISL, che hanno ripetutamente attaccato le componenti CGIL con prese di posizioni nette, lasciano pensare partecipazioni più attive nella stesura del piano.
Altri dirigenti ancora sono stati lasciati allo scuro e altri ancora hanno solamente intuito, sottovalutando anch'essi la portata di questo evento.
Qui non si parla più di pause e giorni di malattia, neppure di diritto allo sciopero. Si parla di cose molto più profonde che riguardano la balcanizzazione del mondo del lavoro in Italia.
E' il caso di mobilitare la base del Partito per porre seriamente la questione.




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