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Discussione: Berlusconi

  1. #61
    tra Baltico e Adige
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    Predefinito Rif: Berlusconi

    Comunque tutto quello che succede succede per fermare il "finto" federalismo che anche se è finto (e lo è) ai meridios non piace, neanche di costi standard vogliono sentir parlare.

    E tutta la merda che sta sommergendo questo sporco paese, le lotte di mafia quelle politiche, i morti e gli attentati, i cantieri eterni, sono causatati dai soldi della Padania tenetelo sempre in mente.



  2. #62
    Forumista senior
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    Predefinito Rif: Berlusconi

    La pretesa di serietà oggi è cosa quasi impossibile per questo stato di bananas.


    Pretendere che uno statista del calibro di SB venga rimproverato di essere più serio, quando basta accendere la tv e vedere 4 stupiti di un grande fratello bestemmiare e comportarsi da bestie istintive, vedere una presentatrice come barbara urso mandare in onda per audience, con il solito modo di fare di trarre piacere sulle disgrazie degli altri, per poi simulare commozione, vedere il caso FRANCESCO NUTI, un giullare di corte ultrafazioso come SANTORO, un saviano, un fazio, una cabello, una de filippi, i balletti televisivi alla buonanno col tricolore, la stampa, vedere come è stato trattato il caso di avetrana, la spettacolarità della morte della giovane SCAZZI, suo fratello in tv con i tronisti, le accuse del solito razzismo romano-terronico verso BREMBATE, nel definire gli abitanti, questo lo ha più volte ribadito il conduttore, sottile di QUANRTO GRADO, e la saccente giornalista; palombelli, accusarli di essere freddi e chiusi in un mondo tutto loro.


    Detto come se fossero privi di sentimento per poi rettificare come al solito.





    POI QUANDO SI LEGGONO FATTI COSI’:


    Ruby/ Parenti ragazze approvavano, "cosi' ci risolve i problemi"
    Martedi, 18 Gennaio 2011 - 204


    Affaritaliani.it - Ruby/ Parenti ragazze approvavano, "cosi' ci risolve i problemi"



    Mamme, padri, fratelli: molte delle ragazze che hanno partecipato alle cene di Arcore raccontano i dettagli delle serate ai familiari. Con riferimenti espliciti e richiami ai 'tariffari' delle serate. Piu' di una delle giovani intercettate parla al telefono con un genitore. T.M., la ragazza 'con due lauree' portata ad Arcore da Nicole Minetti che in una telefonata del 20 settembre racconta di una delle cene con grande precisione a un'amica, parla a seguire anche con suo padre. "Un conto che le cose avvengano in disparte, un conto...", racconta, come riportano le intercettazioni contenute nell'invito a comparire, al padre che le chiede: "Davanti a tutti?...ho gia' capito, un'orgia". E ancora, alla figlia che parla del tipo di approcci visti, chiede: "Tipo mani in mezzo alle gambe, robe cosi'", e lei conferma, "solo lui". "Davanti a quella cosa li' gli uomini sono tutti uguali", le spiega allora. E lei ragiona: "Babbo, a certi livelli puoi anche prenderti una top e far certe robe anche cinque alla volta ma cioe' in una stanza, non con le prime quattro cretinette davanti a una che non conosci...". Roberta Bonasia, la miss Torino 2010 indicata tra le preferite del premier, parla piu' volte con il fratello Stefano, che sembra gia' a conoscenza di quanto accade nelle serate. "Amo', ci risolve tanti problemi a tutti", dice il 14 settembre rassicurando la sorella. "A mamma, a te, a me", aggiunge. Di nuovo intercettati, il 21 settembre, Roberta parla al fratello della necessita' di trovare "tre ragazze" che "gli servono". Iris, un'altra delle ragazze, parla invece al cellulare con la madre la sera del 20 settembre, all'indomani della cena di Arcore del 19 settembre. "Tra un po' dovevo mettermi a piangere per avere quello che ho avuto oggi". "Cosa, ti ha dato? Cinque?", la incalza la madre. "Sette", risponde secca Iris.





    QUI BASTA CHE SI ABBIA una laurea o un pezzo di carta, il guadagno facile ecco che il piatto è servito.





    Ascoltare le bugie che piacciono tanto agli italioni e padani, il gossip raccontato dai giornalai del sistema per bocca della magrebina RUBY, che oggi dice una cosa e domani la smentisce, ovviamente la stampa giornalaia fa la sua parte.




    La vita parallela di Ruby rubacuori:
    "Non ho mai fatto sesso con Berlusconi



    La vita parallela di Ruby rubacuori: "Non ho mai fatto sesso con Berlusconi" - Politica - L'Unione Sarda




    Karima El Mahrohug, detta Ruby, conferma: "Non mi ha toccato nemmeno con un dito" riferendosi al premier Silvio Berlusconi, nella registrazione di Kalispera, la trasmissione di Alfonso Signorini. "Lo stimo come persona e per avermi aiutato senza alcun tornaconto", ha detto la ragazza. La giovane marocchina ha anche confessato che fu violentata a nove anni da due zii, fratelli di suo padre.


    Ruby ha anche detto di avere incontrato "pochissime volte" Silvio Berlusconi, e di non avere passato "tre sere di fila" nell'abitazione del presidente del consiglio, come è invece evidenziato dal tracciato del suo cellulare nelle indagini. Ruby ha detto, in sostanza, di non avere avuto sempre con se il cellulare in quelle occasion


    VIOLENTATA A NOVE ANNI - L'unica persona con cui ebbi il coraggio di parlare fu mia madre che mi disse: "Stai zitta perché se papà scopre che non sei vergine ammazza te" Nella prima parte dell'intervista, Ruby non ha parlato della vicenda giudiziaria in cui è coinvolta. Ha invece raccontato quella che è stata la sua "vita parallela" in cui diceva continuamente di essere egiziana, non marocchina. Ha poi detto che quando, a 12 anni, decise di cambiare religione, suo padre la punì "con una padella di olio bollente" addosso tanto che ne porta ancora i segni in testa e su una spalla.



    MAI CHIESTI 5 MILIONI - Ruby Rubacuori, ha detto di non avere mai chiesto 5 milioni di euro a Berlusconi per garantire il suo silenzio, come si evince da una sua intercettazione telefonica Quando le è stato chiesto ragione dell'intercettazione, la ragazza ha risposto: "Assolutamente non l'ho detto. Posso dire delle esagerazioni, ma non questo". "Non capisco più - ha aggiunto - quello che è vero o quello che viene scritto". 'Non voglio attaccare i pm - ha proseguito - ma ad arrivare ad aggredire una ragazza così... Io aspetto dal primo novembre di essere sentita".


    NIPOTE DI MUBARAK - Ruby non avrebbe mai detto al premier Silvio Berlusconi di essere parente del presidente egiziano Mubarak. Ruby ha ricostruito la sera del 14 febbraio 2010 quando andò a cena ad Arcore. "Piacere Ruby - si presentò la ragazza - ho 24 anni". Aggiunse poi di essere egiziana, non marocchina. La vicenda della "nipote di Mubarak", come il premier la qualificò nella sua telefonata in questura, Ruby sostiene di averla appresa "dai giornali".



    MAI FATTO LA PROSTITUTA - Ruby Rubacuori ha spiegato di non "aver mai fatto la prostituta". "Ho provato a farlo - ha detto la ragazza - ma, come diceva mia madre, puttane si nasce, non si diventa". La ragazza ha raccontato che, durante uno dei suoi periodi di difficoltà, un'amica l'aveva fatta andare in un lussuoso albergo del centro di Milano, dove avrebbe dovuto incontrarsi con un cliente. Una volta salita in camera e spogliatasi, l'uomo non la toccò, le diede mille euro, e le disse: "cerca di non diventarlo mai". Ri.

    Mercoledì 19 gennaio 2011 15.53




    INSOMMA una menzogna dopo l’altra poi come al solito le smentite, tutto per cavalcare l’onda mediatica di cui i giornalai si sono cibati a loro modo.



    BERLUSCONI è parte integrante del sistema italione-mafioso, cosi’ come tutti i partiti che siedono in parlamento né più né meno, per loro ogni forma di cambiamento radicale che sia di un colore o di un altro verrebbe visto come un nemico, da combattere, quindi da distruggere. Basta vedere i nazi verdi della lega, folclorismo, parole e parole, poi hanno sposato il sistema e accantonato quello che dicevano di combattere come la secessione, che un incapace dai tratti levantini di un bossi non sarebbe stato in grado di portare avanti.



    Quindi SB è anch’esso nemico di tale idea, solo che per il sistema è più scomodo di tutti gli altri e la magistratura con finalità di preservazione del sistema si muove, cosi’ come il potere che conta. In questa giungla di paese tutto è possibile, essendo in realtà nulla veramente riformabile.



    SI vedano le preoccupazioni del sig napolitano sulla divisione dell’itaglia, dell’ egocentrico e istrionico fini, il perfetto moralista;


    Quotidiano Net - Caso Ruby, Fini: "Si diverte solo Silvio" Terzo Polo: "Risponda a pm o si dimetta" - di tutti gli altri partiti, che in realtà a loro interessa solo accentuare maggiormente cio’ che e’ gia’ in vigore.



    L’antiberlusconismo è cosa interna, che sinceramente a noi non dovrebbe interessare nulla di quello che fa SB nella vita privata con le donne. Anche lui come tutti gli altri è un esibizionista della peggiore specie, vedere il caso ruby, poi se fosse vera la telefonata, questo confermerebbe appieno il suo atteggiamento da egocentrico radicale e malato di potere a livelli di narcisismo forse da sfiorarne una patologia. Persona indubbiamente intrallazzata con gente sporca, molti suoi collaboratori sono persone come lombardo, dell’utri, però da qui ad avallare quello che dicono ex piccirilli del tacco d’itaglia malavitosi, ce ne passa.



    Il problema dell’immagine della repubblica di bananas, non e’ tanto SB, quanto la piovra che da sempre comanda, la spazzatura, la corruzione, il nepotismo, la sanità pubblica, la pubblica amministrazione inefficiente, le false pensioni d’invalidità, le lauree gonfiate, i concorsi truccati, i mafiosi un tempo in soggiorno obbligato nel nord, gli imbroglioni che la fanno franca, la burocrazia mafiosa, ecc ecc.




    L’ITAGLIA CON O SENZA SILVIO SARA’’ SEMPRE IRRIFORMABILE QUINDI NESSUN CAMBIAMENTO. LA PAROLA SECESSIONE FORSE COL TEMPO SPARITA’ ANCHE DAL VOCABOLARIO PERCHE’ QUESTA E’ L’ITAGLIA CHE SI VUOLE MANTENERE.

  3. #63
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    Predefinito Rif: Berlusconi

    Ciao Malandrina. Mi fa piacere ritrovarti, anche se sei sempre la solita comunista.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  4. #64
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    Predefinito Rif: Berlusconi

    L'ARMA FINALE
    Scritto da Gianluca Freda
    Martedì 18 Gennaio 2011 204



    OK, chiedo una tregua. Per quanto giornali come Repubblica e il Corriere siano il nemico contro cui combatto quotidianamente e benché io continui a considerarli un obiettivo da annichilire, devo ammettere che la strategia da essi messa in campo negli ultimi giorni ha ottenuto l’efficace risultato di portarmi allo stremo delle forze. Ho bisogno di tempo per rimettermi in sesto e riorganizzare una difesa, dunque propongo loro una temporanea sospensione delle ostilità. Chiedo che, da parte loro, si sospenda il giornaliero bombardamento delle edicole con titoloni a dodici colonne su Ruby, sul bunga-bunga, sulle interviste alle troie, sulle intercettazioni telefoniche delle troie, sulle opinioni del papa, dei vescovi e dei cardinali riguardo alle conversazioni delle troie intercettate. Non ne posso più. Invoco un briciolo di umana pietà e il rispetto di ciò che resta delle convenzioni ginevrine. Non ho mai visto in vita mia tanta merda scaricata da un unico centro di propagazione in un così breve lasso di tempo da quando il mio padrone di casa comprò lo spandiletame a ventola rinforzata per il suo campo di girasoli. Basta! Pietà! Il fetore della merda giornalistica lanciata da questi scribacchini ammorba ormai ogni casa, ogni quartiere, ogni rifugio antiaereo. Non c’è verso di sfuggire alle esalazioni nemmeno spegnendo radio e TV e rifugiandosi sui siti d’informazione alternativa. Queste sono armi chimiche, di cui – lo ricordo ai fautori della legalità internazionale – l’ONU ha vietato la produzione e lo stoccaggio nel 1993, con apposita convenzione.

    Se da parte di costoro non venisse immediatamente sospeso l’uso indiscriminato di questi puzzolentissimi ordigni inconvenzionali di distruzione di massa, anche la mia reazione rischierebbe di essere spropositata e foriera di conseguenze imprevedibili. Dunque, ecco la mia proposta: loro la piantano di riempire edicole e telegiornali della loro merda; e io, in cambio, rinuncio – mi spiace dover ricorrere ad una minaccia così grave – a mettere in campo la mia arma fine-di-mondo. Lo so, esistono trattati di non proliferazione e princìpi morali da cui nessun uomo dovrebbe prescindere, anche se posto di fronte alle offensive propagandistiche più devastanti. Ma il fetore dei loro scoop pestilenziali mi ha privato di ogni facoltà di raziocinio. Perciò li avviso: o interrompono im-me-dia-ta-men-te la nuova ondata di propaganda antiberlusconiana oppure – che Dio mi perdoni – sarò costretto ad adottare l’unica opzione difensiva possibile, un’opzione tenuta chiusa a chiave per 17 anni in una cassaforte di massima sicurezza, sorvegliata a vista da guardie armate e da mitragliatrici a puntamento laser sensibili al calore e al movimento. E’ il mio ultimo avviso: piantatela, o alle prossime elezioni tiro fuori il mio certificato elettorale dalla naftalina e voto per Berlusconi!

    Non me ne frega niente se è un personaggio insopportabile, incapace, corrotto e femminaro. Ciò che in questo momento sta appestando l’aria del paese non sono le sue trame e le sue piccole e grandi meschinità umane, ma il modo in cui queste bassezze vengono spacciate a mezzo stampa per discorso politico, non avendo nessun discorso politico più elevato da contrapporre a tanto nulla. Meglio il nulla politico inodore e insapore di Berlusconi, piuttosto che il nulla maleolente di chiavica dei suoi miserabili avversari, così inetti ed intellettualmente fradici da dover ricorrere al gossip, anziché ai programmi, per aver ragione del nemico.

    Non me ne frega niente se Berlusconi è politicamente finito. Quale sarebbe l’alternativa che Repubblica propone mentre spara contro il cadavere del liftato le sue poderose bordate di escrementi? Fini? Tremonti? Magari Bersani o Vendola? Sarebbero questi i moralizzatori che dovrebbero rimpiazzare il laido seduttore di minorenni? Preferisco il seduttore, grazie. Anche da salma imbalsamata sarebbe comunque più umano e meno pericoloso dei cyborg filo-statunitensi che stanno cercando di cancellarne i resti, allo scopo di chiudere una volta per tutte – come prescritto dal loro programma - l’ultima feritoia d’areazione della prigione israelo-americana in cui l’Italia si trova rinchiusa.

    Non me ne frega niente se l’età e gli eccessi carnali hanno portato l’ex palazzinaro massonico allo scimunimento completo. E’ vero: solo un totale scimunito potrebbe ancora accusare i “magistrati comunisti” e la “stampa comunista” della campagna diffamatoria in atto ai suoi danni. Sorry, ma se c’è una cosa che i regimi comunisti non hanno mai fatto è scatenare contro gli avversari politici offensive di così infimo e schifoso livello. Da loro i dirigenti il cui potere si affievoliva finivano direttamente nel gulag, di fronte al plotone d’esecuzione o – nella migliore delle ipotesi – relegati in qualche ricca e solitaria dacia sul Mar Nero; tutte forme di destituzione politica molto più rispettose tanto della dignità dell’avversario quanto dell’olfatto dei sudditi, per non dire della pubblica decenza. No, povero nano folle, questo strabordare di liquame giornalistico non ricorda neanche lontanamente l’odore del comunismo. Esso ha il fetore inconfondibile del puritanesimo anglosassone, della pruderie bigotta dei padri pellegrini, della pettegola ignoranza da comari di cui si cibano mostruosamente le democrazie. Anche tu te ne sei cibato alla grande, povero il mio nano, quindi dovresti riconoscerla a naso, se non fossi ridotto in queste condizioni miserande. E però, come diceva il Guicciardini, “accade che qualche volta e’ pazzi fanno maggiori cose che e’ savi”. Se messo alle strette, preferisco vedere alla guida del governo un maniaco sessuale schizofrenico e imprevedibile piuttosto che un’ordinata schiera di servi del nemico in livrea, nel pieno delle proprie facoltà razionali. Tempi disperati richiedono scelte disperate.

    Non me ne frega niente nemmeno del fatto che anche in Italia, come in ogni democrazia che si rispetti, il voto dei cittadini valga quanto il due di bastoni quando briscola è coppe. Lo so, le democrazie sono state inventate appunto per questo: rendere i cittadini del tutto irrilevanti, confinando ad un segno a matita apposto su una scheda la loro unica possibilità d’intervento nella vita politica. Voi, cari amici dell’informazione fognaria, siete convinti che anche il mio voto per Berlusconi non conterà un tubo se così decreteranno i poteri internazionali, nei luoghi segreti in cui realmente si decide del destino delle nazioni. E avreste ragione, se non fosse per il fatto che Berlusconi non è un candidato qualsiasi. Possiede denaro. Possiede televisioni, giornali, riviste e vari altri organi di propaganda con cui può contrastare le vostre cannonate di merda con granate dello stesso calibro e caricate della stessa sostanza. Possiede contatti internazionali che ai padroni che vi forniscono titoli e palinsesti danno molto fastidio e fanno anche un po’ paura. Volete metterlo all’angolo? Bene, io ho la possibilità – se mi ci costringete – di liberargli un po’ di spazio per reagire. Ho la possibilità di fornirgli quel massiccio appoggio popolare che da solo non conta nulla, ma che unito al denaro, al controllo di una parte dei mezzi d’informazione e alle alleanze internazionali può scatenare un bel putiferio. Proprio quel putiferio che i vostri padroni cercano disperatamente di scongiurare quando vi dettano i titoli di merda che spalmate con le dita sulle prime pagine. Avete presente quel che è successo in Venezuela con Chavez? E quello che sta succedendo in Libano, con Hezbollah che ha fatto saltare il governo grazie all’appoggio economico e alle armi dell’Iran? Pensateci. Pensate a quel che succederebbe ai vostri fogliacci scandalistici e ai vostri preziosi deretani se anche in Italia si scatenasse una simile rivoluzione. Una rivoluzione vera, progettata e gestita dalle élite di potere internazionali che sono a capo delle nazioni emergenti, non le improbabili “rivoluzioni” decotte di operai e di studenti straccioni di cui andate cianciando nei vostri deliranti editoriali scalfarici. Fareste la fine che Berlusconi, se non fosse il patetico e imprevidente barzellettiere da crociera che è, avrebbe già dovuto farvi fare da tempo: tutti al muro o al gulag o nella comoda dacia sul Mar Nero a guardare il sol dell’avvenire che sorge e tramonta. Sono diciassette anni che quel povero idiota, per pietà nei vostri confronti, vi definisce “stampa comunista”, facendo così il vostro gioco nel nascondere all’opinione pubblica la vostra vera natura. Pensate a cosa accadrebbe se iniziasse, finalmente, ad additarvi per ciò che realmente siete: stampa sionista, stampa al soldo degli americani, stampa venduta ai carnefici e agli affamatori del nostro paese. Avreste voglia a cercare di farvi scudo con il culo di Ruby. Non vi basterebbe neanche quello di Giuliano Ferrara.

    Prendetevi il tempo che volete. Riflettete pure sulla mia proposta di tregua valutandone tutte le possibili implicazioni. Considerate tutte le variabili in gioco e appena avrete deciso fatemi avere una risposta. Io aspetto.
    Sappiate che questo è il mio ultimo avvertimento.
    Poi sarà guerra, con tutti i mezzi a mia disposizione.

    Blogghete!
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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    Predefinito Rif: Berlusconi

    LE INDAGINI SUL CASO RUBY
    L’attacco alle libertà individuali
    Qui sono in gioco persone la cui privacy e dignità
    sono state violate due volte
    Se la magistratura volesse intercettare il presidente del Consiglio dovrebbe chiederne l’autorizzazione al Parlamento; che (probabilmente) non la concederebbe. Così, gli inquirenti del «caso Ruby» – non potendo intercettare il presidente del Consiglio – hanno monitorato in vari modi le persone che ne frequentavano le abitazioni private e che perciò stesso sono finite sui giornali. Uomini che, nell’immaginario collettivo, sono, ora, l’archetipo del vecchio porcaccione; ragazze che una certa opinione pubblica immagina – diciamo così – disposte a concedersi a chiunque in cambio di una raccomandazione.
    Qui, le (supposte) «distrazioni» di Berlusconi – delle quali, se passibili di sanzione giudiziaria, risponderà eventualmente in Tribunale – non c’entrano; qui sono in gioco persone le cui libertà individuali, fra le quali quella alla privatezza e alla dignità, sono state violate due volte: innanzi tutto, per essere state monitorate solo perché avevano frequentato le abitazioni private del presidente del Consiglio; in secondo luogo, per essere, adesso, segnate con un marchio morale di infamia agli occhi dell’opinione pubblica. Diciamola tutta: da che mondo è mondo, se si dovessero pubblicare le generalità di uomini e di donne dediti a certi esercizi non basterebbero le pagine degli elenchi telefonici, altro che le pruriginose cronache dei giornali! E, poi, a che pro? Mettiamola, allora, per un momento, sul paradosso. Personalmente, non ho alcuna familiarità con Silvio Berlusconi, non sono mai stato invitato in una della sue abitazioni; tanto meno in compagnia di ragazze di bella presenza. Ma, dopo quanto ho letto sui media, dico subito che se, per una qualsiasi ragione, il presidente del Consiglio mi volesse vedere, lo pregherei di incontrarci a Palazzo Chigi, magari in presenza del mio vecchio collega e amico Gianni Letta, o lo inviterei io stesso in qualche ristorante milanese dove vado con mia moglie e i miei nipotini. La prospettiva di finire sui giornali, dopo un incontro ad Arcore, come partecipe di un rito «bunga bunga» – che, a dire la verità, non ho neppure ancora capito che diavolo voglia dire; i lettori mi perdoneranno, sono un uomo all’antica – la trovo francamente surreale e inaccettabile.
    Per essere ancora più chiaro. Di fronte a un’ipotesi di reato – e soprattutto un’ipotesi di reato che riguardi la prostituzione di una minorenne – è legittimo che la magistratura chiami Berlusconi a risponderne ed è, altresì, sperabile che lui vada a difendersi in un’aula di tribunale (invece di farne una questione politica) come ogni altro cittadino, fatte salve le prerogative proprie del suo ruolo, come ha riconosciuto la stessa Corte costituzionale. Non mi pare, invece, né consono a uno Stato di diritto né, tanto meno, a un Paese di democrazia liberale, diciamo pure, civile, che – per suffragare le accuse nei suoi confronti – si siano monitorate centinaia di altre persone, finendo con infangarne la reputazione, quale essa sia o si presuma che sia. L’idea che, d’ora in poi, sul bavero delle giacche di un certo numero di cittadini sia stato applicato, ancorché metaforicamente, un marchio quasi razzistico – ai maschi, il distintivo delle proprie senili debolezze; alle donne, quello della propria (supposta) disponibilità a soddisfarle – per il solo fatto di aver frequentato certe abitazioni, dovrebbe essere, per la coscienza di ciascun italiano, una mostruosità non solo giuridica, ma morale. Il Paese dovrebbe rifletterci se non vuole precipitare definitivamente nella barbarie.
    L’agenzia inglese Reuters – si badi, inglese, un Paese dove la presunzione di innocenza è scritta nella tradizione, nel costume, nella storia, prima che nella legge – nel dare la notizia delle accuse a Berlusconi, ha rivelato anche la fonte dalla quale le aveva apprese: ambienti vicini agli stessi inquirenti. Anche qui non voglio entrare nel merito delle accuse. Mi limito a segnalare che, per ora, in attesa che la magistratura ne precisi la natura attraverso una serie di prove fattuali in sede di giudizio, tutto ciò che appare dai media è che anche al bavero della giacca dell’«inquisito» Silvio Berlusconi è stato applicato un marchio di infamia morale e che ciò, quale sia poi l’esito di un eventuale processo, è già sufficiente ad averne infangato l’immagine e la reputazione.
    Questa non è una difesa del capo del governo, cui già provvedono lui stesso e i suoi avvocati, ma di alcuni principi che dovrebbero presiedere a ogni inchiesta giudiziaria e al giudizio di ciascuno di noi. Berlusconi ne risponda in un’aula di tribunale, dove, i suoi legali – che, finora, non hanno di certo goduto degli stessi mezzi di indagine, per non dire della complicità di certi media, di cui ha goduto la magistratura inquirente – sarebbero finalmente su un piano di parità con l’accusa.
    Contemporaneamente, però, la domanda alla quale forze politiche, media, opinione pubblica, perché no, la stessa magistratura, mi piacerebbe volessero rispondere è se lo spettacolo cui stiamo assistendo sia quello di cui andare fieri come cittadini di un Paese appena normale. Tanto dovevo, non a Berlusconi, ma a quello straccio di verità cui dovrebbe sempre tendere ogni spirito libero.
    Piero Ostellino
    17 gennaio 2011

    L'attacco alle libertà individuali - Corriere della Sera
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  6. #66
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    Predefinito Rif: Berlusconi

    THE EXTREME LIE
    Postato il Martedì, 18 gennaio @ 10:00:17 CST di davide

    DI GIULIETTO CHIESA
    megachipdue.info

    Attenzione a non prendere lucciole per lanterne.

    Decine di milioni di persone assistono in queste ore – e assisteranno – a una straordinaria operazione mediatica. Straordinaria non perché è nuova, essa è in atto da alcuni decenni, ma perché non è mai stata così massiccia e potente come deve esserlo adesso.

    Ma queste decine di milioni di persone non sono tutte uguali. Chi legge queste righe è sicuramente parte di una infima minoranza (infima significa attorno al 3%) che legge i giornali e si informa su Internet.

    La stragrande maggioranza non legge i giornali e guarda soltanto le tv. Dunque non leggerà nemmeno una riga di ciò che scrivono i giornali, non conoscerà quindi gli argomenti dei magistrati che hanno messo sotto processo Silvio Berlusconi.

    Cosa vedono queste decine di milioni di spettatori italiani? Vedono e ascoltano due versioni, opposte ed equivalenti. Affermazioni le une e le altre. A noi (infima minoranza) le due argomentazioni paiono, e sono, diverse. Anzi, ci sembra che la disparità tra verità e menzogna sia gigantesca.



    Ma alla grande massa non parrà così.

    Il Padrone ha sguinzagliato tutte le sue lingue e le sue facce perché neghino tutto, facciano le vittime per conto suo, confondano le carte, mentano spudoratamente, affermino il contrario dell'evidenza. Lui e loro sanno perfettamente che, dagli schermi televisivi, verità e falso appariranno identici. Lui sa perfettamente che, nella società dello spettacolo, il vero è una componente del falso, e viceversa.

    La qualità nuova della situazione è che, anche sui suoi media (su quelli con i quali ha condizionato la grande massa dei suoi sudditi), tracima adesso una grande quantità di cose per lui sgradevoli. Lui e i suoi le compensano come sanno e possono. Ma forse non basta. Loro temono che non basti Perché troppe cose arrivano alle orecchie e agli occhi anche del suo pubblico. E, per quanti sforzi lui e loro facciano, c'è un limite alla loro possibilità di sbandierare la menzogna e di farla apparire analoga alla verità.

    Ecco la novità: che, per fermare la valanga, le loro bugie lasciano anch'esse tracimare il fango. Come andrà a finire non so. Ma siamo di fronte a un evento sociologico di menzogna estrema. Se vincono loro questa generazione umana non avrà più chances di riscatto. Per molto tempo.

    Giulietto Chiesa
    Fonte: Megachip - Democrazia nella comunicazione

    Link: The Extreme Lie
    18.01.2011

    ComeDonChisciotte - THE EXTREME LIE
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  7. #67
    Blut und Boden
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    Predefinito Rif: Berlusconi

    Ho la vaga sensazione che questa volta il porcone non la passa liscia.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  8. #68
    Lumbard
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    Predefinito Rif: Berlusconi

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Ho la vaga sensazione che questa volta il porcone non la passa liscia.

    ma no ... la maggioranza gli itaglioti e dei beoti padioti lo voglio perchè lui incarna l'italiano perfetto: furbo, scaltro, trafficone, maschilista, mafioso, intrallazzone, corrotto e corruttore, falso, parolaio, irrispettoso della legge ... c'è la coda per entrare nel suo entourage ed accedere alle sue ricchezze anche se di dubbia provenienza

    silvio berlusconi è il fabrizio corona della politica

  9. #69
    Carolingio
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    Predefinito Rif: Berlusconi

    Io sto leggendo le 389 pagine di intercettazioni. La cosa che mi domando è: ma come fanno ad avere le intercettazioni della sera stessa in cui si sviluppavano i fatti. Di solito si fanno ex-post. E perchè era sotto controllo il cellulare del giudice del tribunale dei minori, D.ssa Fiorillo?
    Sono Cristiano, Bianco, Etero, Insubre, Favorevole al porto d'armi. Domande?

  10. #70
    email non funzionante
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    Predefinito Rif: Berlusconi

    Citazione Originariamente Scritto da NoNickNAme Visualizza Messaggio
    Io sto leggendo le 389 pagine di intercettazioni. La cosa che mi domando è: ma come fanno ad avere le intercettazioni della sera stessa in cui si sviluppavano i fatti. Di solito si fanno ex-post. E perchè era sotto controllo il cellulare del giudice del tribunale dei minori, D.ssa Fiorillo?
    non sono intercettazioni quelle.
    Sono le registrazioni che le Questure devono fare e tenere delle comunicazioni delle volanti
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

    DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
    OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!

 

 
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