LA SPIA CHE VENNE DAL CALDO
Scritto da Gianluca Freda
Giovedì 20 Gennaio 2011 17:48
RUBY E’ L’AGENTE DEL MOSSAD KARIMA?
di Alessandro Lattanzio
da Aurora – Sito d’informazione internazionalista
Ruby, alias Karima Heyek, alias Karima El Mahroug è l'agente del Mossad 'Karima' di cui parla l'ex agente reclutatrice marocchina del Mossad Nabila F. (Nabila Flika)?
Secondo Nabila F., Karima è ebrea ma si spaccia per araba. Provenendo dal Marocco non ha difficoltà di comunicazione. È stata assegnata recentemente a un cittadino americano-arabo interno a un'istituzione di Washington. Presentando molte contraddizioni nella sua storia, è stata scoperta e ha dovuto abbandonare la sua missione.
Fonti:
Aurora - Le donne del Mossad
Women of the Mossad An Exclusive Revealed by Joanna Gawlik Melissa Carlson Jocelyn Baini NABILA FLIKA ASMAA BOUBARI
Marocco – Israele: marocchine reclutate dal Mossad | Aurora
E' solo una somiglianza? E se non fosse così, Karima/Ruby dovrebbe essere maggiorenne da un bel pò di anni.
MAROCCO-ISRAELE: MAROCCHINE RECLUTATE DAL MOSSAD
Algerie-Monde.com, sintesi dell’articolo dal Quotidien Oran, Hamid Guemache, 1° luglio 2007.
Dobbiamo diffidare delle donne marocchine? Il sospetto pesa principalmente su soggetti di sesso femminile di Sua Maestà Re Mohamed VI, che avrebbero lavorato per il Mossad, il potente servizio d’intelligence israeliano.
Secondo Maroc Hebdo, una rete di 12 agenti segreti in gonnella, tutte provenienti dal Marocco, hanno lavorato per anni per il Mossad. Alla sua testa, la misteriosa Nabila F. (Nabila Flika. NdT), bella quarantenne, carnagione dorata, graziosa e dalla dizione perfetta. Una donna non proprio come le altre in Marocco.
Del genere che spesso si incontra nelle riunioni sociali che attraggono gli uomini d’affari, politici e funzionari. L’alta società che non frequenta locali e festival. E’ stato durante un party elegante a Casablanca, che l’intelligence israeliana aveva reclutato la bella e intelligente Nabila F.
Intelligente perché è riuscita a passare da donna normale a formidabile agente segreto, in viaggio da un paese all’altro, conoscendo perfettamente i dialetti, dal Maghreb arabo all’estremo Oriente musulmano. Laureata in scienze politiche e lingue straniere, Nabila è stata assunta nel dicembre del 2001, diversi mesi dopo gli attentati anti-USA dell’11 settembre dello stesso anno. Venne individuata da Albert M., assegnato come agente dormiente del Mossad in Marocco.
Questi la presenterà pochi mesi dopo a Parigi, a un certo Joseph B., reclutatore per il servizio segreto israeliano. Un cacciatore di teste di nuove spie. Per convincere Nabila, il Mossad non ha lesinato sulle risorse. Un salario annuo di 70.000 euro, escluse le gratifiche per le operazioni a rischio, passaporti e viaggi gratuiti in tutto il mondo, auto, appartamento personale nella città di scelta, un conto bancario in Svizzera, gioielli preziosi, vacanze dorate. Più una carriera e una retribuzione in funzione dell’esperienza e della competenza.
La sicurezza di Israele non ha prezzo. L’ambiente globale è scosso dagli attacchi anti-USA dell’11 settembre e dalle nuove minacce poste dalla rete di al-Qaida di Usama bin Ladin. Reclutata, Nabila F. si è affrettata a diventare una spia modella, utilizzando i metodi del servizio segreto israeliano. Secondo Maroc Hebdo, la marocchina è stata addestrata alle tecniche nell’uso delle armi, resistenza alla tortura, lotta, sorveglianza. In pochi mesi ad Haifa, in Palestina, Nabila F., ha imparato tutto, o quasi: corso di lingue, spionaggio, informatica. Immediatamente, Nabila è stata inviata sul fronte dello spionaggio.
Come un camaleonte, imitando perfettamente i molteplici accenti orientali, Nabila F., cambio funzioni a seconda delle missioni: giornalista marocchina, volontaria umanitaria, insegnante tunisina di arabo classico, attrice belga di origine libanese, segretaria libica. O ancora organizzatrice di eventi artistici emirota… Caratteristiche mirate a soddisfare le elite, i leader arabi. Meglio, Nabila F. è in grado di soddisfare il Mossad, che le assegna l’ennesima missione: reclutare giovani spie marocchine. Nabila F. costituisce il suo team di 12 agenti di sesso femminile pronte a tutto per servire Israele.
Queste donne hanno come obiettivi leader arabi, personaggi arabi e musulmani che contano nei paesi occidentali, soprattutto quelli che hanno una chiara posizione in favore del processo di pace in Palestina. Le persone che potrebbero aiutare la resistenza palestinese e libanese sono prese di mira. Influenti giornalisti, parlamentari, alti ufficiali dei servizi di sicurezza, giudici, uomini d’affari, attivisti musulmani, diplomatici, esperti di terrorismo… Tutti quelli che contano nei paesi musulmani.
Per avvicinarsi a loro, non c’è nulla di complicato per le piccole spie. Tutte le strade portano alla sorgente. Le intelligenti sono inviati nelle ONG internazionali, le più belle e le più agili prendono posizione nei locali notturni e nei cabaret, frequentati dai loro obiettivi. Le meno istruite sono impiegate come domestiche. Utilizzando il loro fascino le spie in gonnella si interessano a tutte le informazioni vitali per i paesi arabi e musulmani.
I loro obiettivi sono chiari: ottenere le informazioni volontariamente o con la forza, con il ricatto sessuale. Le ragazze del gruppo di Nabila F., per esempio, sono responsabili della compromissione di personaggi arabi che vivono negli Stati Uniti, attraverso il loro coinvolgimento in scandali sessuali filmati. Maroc Hebdo fa l’esempio di Asmaa (Asmaa Boubari. NdT) che è riuscita, con quattro delle sue seguaci, ad approccio George Frem (morto nel 2006), Vice Ministro dell’Industria nel governo Hariri (ucciso in un attentato con un’auto bomba).
L’incontro è avvenuto in un night club di alto livello a Beirut, la capitale del Libano. Asmae ha incontrato anche un israeliano di nome Berel e un siriano, Marwan. Questi due uomini gli hanno affidato un lavoro: trovare belle ragazze per vivacizzare le serate in un grande hotel di Beirut, conosciuta come la roccaforte dei trafficanti di armi e luogo preferito per gli agenti segreti di tutto il mondo. Un’altra ragazza, Karima, del gruppo di Nabila F., è responsabile per la sorveglianza di un cittadino arabo-americano vicino all’amministrazione Bush, a Washington.
Le ultime notizie, riferisce il settimanale marocchino, su Nabila dicono che sia sulle tracce di ricchi uomini d’affari arabi-americani, sostenitori della causa palestinese. Le preziose informazioni raccolte dalle piccole spie sono, quindi, trasmesse alla divisione specializzata del Mossad, che a sua volta presenta una relazione al Primo Ministro di Israele. Il potere politico dello stato ebraico può quindi prendere le decisioni necessarie! Maroc Hebdo s’interroga sulla partecipazione di Nabila nelle operazioni paramilitari e all’eliminazione fisica di obiettivi sensibili, e sul futuro di questa donna che avrebbe potuto restare anonimo per tutta la vita!
Come la CIA, il Mossad ha perso la sua efficienza negli ultimi anni. In ogni caso, i giorni di Nabila F., sembrano contati. Neanche il suo gruppo non è più protetto. Ricercata dall’Interpol e dai servizi di intelligence di diversi paesi, la spia marocchina del Mossad non ha più alcuna libertà di azione. Per i servizi segreti israeliani, il serbatoio di spie in Marocco si esaurisce. Al contrario. Soprattutto perché gli agenti segreti israeliani non sono avversi al Marocco che spesso frequentano.
Tra il Regno di Mohamed VI e il Mossad, i rapporti sono vecchi quanto lo Stato ebraico. La presenza di una forte comunità ebraica in Marocco ha fatto molto per questo approccio. Nel 1948,
l’anno della nascita di Israele, questa comunità contava già 270.000 anime. Creato nel 1951, il Mossad s’è interessato al Regno del Marocco e i contatti tra i funzionari di entrambi i paesi non sono cessati mai. Maroc Hebdo cita diversi esempi di questa cooperazione segreta tra il Marocco e il nemico numero uno dei musulmani.
Iniziando dall’esodo di massa degli ebrei marocchini verso Israele dopo la sua creazione. “Alcuni addirittura vedono nel rapimento di Mehdi Ben Barka, 29 ottobre 1965 a Parigi, la mano invisibile del Mossad“, ha scritto Maroc Hebdo. Il settimanale ha detto che i servizi segreti israeliani e marocchini collaborano sotto l’egida della CIA nella lotta contro il terrorismo, dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001.
Traduzione di Alessandro Lattanzio – Aurora03.da.ru
Blogghete!




Rispondi Citando
