No Berlusconi, no party

Piccolo vademecum sul caso Ruby. Siccome molte sono le cose da dire, ci perdoni il lettore se saremo schematici, più che letterari:

di Alfonso Piscitelli

1. L'anno scorso di questi tempi l'accusa eclatante contro il premier era quella di essere il grande vecchio della mafia italiana, il mandante delle orribili stragi del 1993. Queste accuse hanno fatto la fine che si meritavano: quella delle buffonate di dubbio gusto, delle arlecchinate in tempo di quaresima.

2. Ma nel frattempo si scoperto che dei “galantuomini” di sinistra, tra i quali addirittura due padri della patria avevano fatto proprio nel fatidico 1993 ciò che si imputava a Berlusconi: essi tolsero seicento mafiosi dal regime di carcere duro. Ciò che la mafia voleva Scalfaro, Ciampi e Conso hanno fatto. Viceversa Berlusconi storicamente ha rafforzato il carcere duro e sequestrato fior di quattrini alla mafia.

3. Già ma a noi cittadini onesti rimane la legittima curiosità perché due padri della patria ed altri fior di galantuomini di sinistra hanno avallato i desiderata della mafia? Ingroia dove sei? Ruotolo e Santoro perché non inquadrate con la telecamera? Saviano perché non scrivi, Travaglio perché taci? La verità è che se non c'è Berlusconi di mezzo non c'è festa per certi giudici. No Berlusconi, no party. Se non c'è Berlusconi la macchina del partito giudiziario armato non parte, non mette in moto i suoi mezzi cingolati.

4. Viceversa i giudici hanno impiegato più di un milione di euro per inchiodare il cavaliere al suo clamoroso reato: reato di festa in villa.

5. Qui perle interpretazioni diventano simmetriche. C'è chi dice: finalmente il topo è stato inchiodato con la zampetta sul formaggio. Ma c'è pure chi dice che dalle bombe di mafia ai fondoschiena di Ruby la discesa del livello delle accuse è verticale. Siamo forse alle comiche finali del partito giudiziario armato?

6. Intanto però la rivoluzione islamica all'italiana impazza. Nicky Vendola, quello del sesso lecito tra bambini e adulti (tra bambini!!! e adulti) è diventato fra Nicola da Scasazza. La Bonino quella degli aborti con la pompa di bicicletta nei collettivi de “l'utero è mio e lo gestisco io" riscopre il valore della castità insieme alla Bindi. Qui forse però si fa davvero di necessità virtù Le nostre prozie possono essere soddisfatte: il vento della moralità puritana spira tra le pagine di giornali che della liberazione sessuale in passato avevano fatto la loro bandiera.

7. In tutto ciò sarebbe il tempo di tornare a parlare di cose serie. Serissimo il risultato del sondaggio che dice che la fiducia in Berlusconi non cambiata. Gli Italiani sono persone più serie di quanto si immagini. Magari si divertono ascoltando il gossip poi evidentemente votano facendo riferimento a cose serie, a ciò che Marx chiamava “gli elementi strutturali”.

Per qualche giorno in Italia si parlato è di cose serie: il referendum di Mirafiori è stato un momento di notevole consapevolezza politica. Gli operai hanno bocciato storicamente la linea dei sindacati veterocomunisti. I politici hanno dovuto prendere atto che anche nelle fabbriche il vento è cambiato. Ora ci sarebbero motivi stimolanti di dibattito politico: dall'Ageria, alla Tunisia all'Albania la crisi ci balla intorno, ed è un balletto spesso macabro.

Silvio, ora ci aspettiamo che tu per primo riprenda la parola per fare un ragionamento programmatico e chiudere la crisi del gossip.

No Berlusconi, no party