I monaci-guerrieri dalle crociate in Terrasanta alle steppe dell'Europa Nord-Orientale



di Dagoberto Bellucci



Dimenticato dalla storiografia ufficiale e per certi versi spesso ignorato anche dagli storici del periodo medioevale , più inclini a focalizzare le loro ricerche e analisi soprattutto sull'Ordine dei Templari, al di là di una sorta di oblio al quale venne confinato l'Ordine Teutonico rappresenta senza alcun dubbio l'esempio più lampante di ciò che rappresentava l'ideale della Cavalleria al pari della vocazione - evidentemente non esclusiva dei templari loro "fratelli maggiori" - degli ordini cavallereschi di edificare strutture para-statali ed istituzioni che sono alla base dell'idea di nazione e nazionalismo dell'Europa.

Impossibile infatti comprendere nel loro percorso storico una realtà quale quella dell'Ordine Teutonico: monaci-guerrieri, crociati in Terrasanta, difensori della cristianità ma anche saggi diplomatici e affaristi nel Vicino Oriente e successivamente civilizzatori delle regioni baltiche e della Prussia dove combatterono con spietata crudeltà ma spirito di sacrificio inimitabile le popolazioni slave dell'Europa orientale creando i fondamenti dell'identità nazionale germanica.

Per capire l'evoluzione storica di quest'ordine militar-religioso creato nel XIIImo secolo occorre effettuare preliminarmente un viaggio a ritroso nell'anima tedesca, un ritorno alle origini della civiltà germanica, senza il quale difficilmente riuscirebbe facile esaminare e comprendere le successive vicende che portarono l'Ordine Teutonico a edificare un vero e proprio Stato di monaci-combattenti nel cuore dell'Europa nord-orientale.

"I germanici sono dei maschi. Essi sono perfino così virili che, presi isolatamente, sfuggono ad ogni influenza del governo. - dichiarò il cancelliere Bismark a Bluntschli nel 1868 - Ciascuno d'essi vuole conservare intatto il proprio individualismo..." ribadendo quale fosse la vera anima del tedesco durante un discorso tenuto nel 1895 ad una delegazione della Stiria nel quale osservò che "Il germanico ha un carattere da monaco in perpetua disputa con tutti i suoi simili."

Occorre pertanto comprendere a fondo le parole del Cancelliere di Ferro considerando che la mentalità eccessivamente individualista dei principi e dei signori feudali tedeschi che amministrarono gli stati del Sacro Romano Impero Germanico derivava interamente dai loro antenati: erano i capi delle Mannerbunde germaniche e la loro autorità. Un'autorità che opponeva costantemente il principio delle "libertà germaniche" alla politica d'unificazione imperiale romana prima e tedesca successivamente.

Le mannerbunde possono definirsi come sorta di confraternite di uomini liberi uniti dal vincolo del sangue e raccolte attorno ad un capo.

"Gli storici - scrive René Alleau - hanno spesso denunciato il comportamento servile del "soggetto" tedesco (Untertan) riguardo la superiorità sociale incarnata dai capi (Obrigkeit) , senza ben comprendere , sembrerebbe, che questo eccesso di disciplina e di virtù d'obbedienza provengono da miti lontani e oscuri, principalmente, dalla dipendenza sacrificale del fratello d'armi delle Mannerbunde, attraverso il rapporto con il "capo" e il "signore". Costui incarnava così la presenza e l'esempio del maestro dell'iniziazione cavalleresca nella "comunione attraverso il ferro, il fuoco e il sangue" rappresentante simbolicamente ogni forma di lotta, nelle antiche tradizioni pagane, germaniche e nordiche, come nella regione indoeuropea degli Ariani. Davanti alle porte della morte , il guerriero ariano (il cui prototipo resta Arjuna nella Bhagavad-Gità) non si trovava impegnato solamente in una battaglia esteriore , ma nelle prove interiori di un processo iniziatico." (1)

Come si ricorderà Arjuna , il guerrierio ario, si interroga prima della battaglia nella quale dovrà affrontare i propri parenti: è una prova iniziatica di fedeltà alla propria natura quella che vede impegnato l'eroe mitologico che , archetipo del combattente di 'razza', sarà d'esempio per i cavalieri degli ordini militari religiosi nati con le crociate in Terrasanta ( i cavalieri del Tempio, gli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme ed i Teutonici) i quali eserciteranno una profonda influenza , sia nel Vicino Oriente che nell'Europa cristiana, fino all'epoca del Rinascimento.

Ritornando all'origine della cavalleria germanica questa si ritrova sicuramente nelle Mannerbunde, società come detto di uomini liberi che Tacito ha descritto in questo modo: "Ciascun capo ha la sua banda che deve armare e nutrire , con la quale marcia in battaglia. I fedeli sono uniti da intimi legami e vi è infamia per il guerriero che sopravvive al suo capo morto in battaglia."

"Il signore o il 'capo' della Mannerbunde incarnava la potenza di vita della terra, sacra e ancestrale, cui ritornavano i caduti e che essi bagnano e fecondano magicamente del sangue versato. Questo sangue, per così dire, ritorna su sè stesso ed a se stesso come testimonia il celebre grido di battaglia dei Beaumanoir de Lavardin: "Bois ton sang, Beaumanoir!" Questa struttura mitica "chiusa" della Mannerbunde feudale , risponde, esattamente, a tutto ciò che si conosce degli ordini cavallereschi e delle società segrete. Così , giustamente, il miglior specialista tedesco delle società segrete , Eugen Lennhoff, ricorda quei "caratteri essenzialmente aristocratici di queste organizzazioni , per paradossale che possa sembrare". (2)

Un'organizzazione a carattere aristocratico, con una tendenza naturale a difendere i propri privilegi contro l'autorità, che accrebbe l'istinto di questi uomini-liberi a costituirsi in organismi militari , ordini cavallereschi ante litteram, che avevano la finalità di protezione della comunità, di garantire i diritti dei suoi appartenenti e sviluppare quelle che erano le prime forme sociali nate in territorio tedesco.

"Legati tra loro , sia dal mistero dei riti, sia dal giuramento d'obbedienza o di segreto, per la forza dell'idea o , semplicemente, dal timore di cadere in qualche Vehme sollevata contro loro, gli iniziati vivono e agiscono senza contatti immediati con la folla dei profani. Se aspirano ad espandersi, questo avviene nel più lungo tempo possibile e nella misura in cui sia utile procurare il contributo di forze nuove o sperimentate. Da questo bisogno di estensione deriva spesso la necessità di costruire all'interno dell'organizzazione un tipo di sistema gerarchico , la cui struttura diviene a sua volta il segreto di qualcuno di loro." (3)

E' da queste organizzazioni iniziatico-guerriere che si sviluppa l'ideale della cavalleria in seno all'anima tedesca realizzando un'efficace trasmissione di insegnamenti esoterici, organizzazione sociale e comunitaria, valori e norme generali che costituiranno quel fil rouge che lega le Mannerbunde del germanesimo originario alle confraternite dei monaci-guerrieri nate in epoca medioevale.

"Tra il rituale germanico ed il rituale della Cavalleria , la continuità non è dubitabile" scrive Marc Bloch (4). Una realtà che avrebbe influenzato in modo straordinario sia i Templari (sviluppatisi però maggiormente nel solco della cristianità latina) che i Teutornici per i quali esisteva esclusivamente la "via" indicata dai principii ispiratori dell'Ordine: le armi, la fede, l'onore, la dignità erano sufficienti a garantire al combattente la garanzia di appartenere ad un'autentica confraternita di sangue e d'ideali, una sorta di avanguardia della Cristianità votata all'estremo sacrificio e pronta a servire le direttive dei suoi Gran Maestri. L'Ordine cavalleresco era una sorta di elitè combattente di monaci-guerrieri (sul modello degli ordini cavallereschi islamici) , dei "commandos speciali" per utilizzare una formula moderna indicante la 'crema' di ogni esercito moderno.

Lo spirito cavalleresco (5), che si uniformava a rigide regole monastiche unite a esercizi militari, 'scolpiva' il monaco-combattente dell'Ordine: sul modello degli antichi spartani e delle città-stato elleniche nasceva una macchina bellica che avrebbe affascinato e conquistato la miglior gioventù e l'aristocrazia europea del periodo medioevale dando un sigillo di autorità alle aspirazioni dei rampolli delle monarchie, ordinando sacerdoti-guerrieri capaci di conquistare il mondo e volontari per le crociate che interessarono la Cristianità e l'Europa in armi (si vedrà come la spinta ad Est dei Teutonici che avrebbe contrassegnato fino alla 2.a Guerra Mondiale lo spirito tedesco

sia da intendere proprio come un'autentica "crociata" contro le popolazioni infedeli del mondo slavo e i baltici pagani dell'epoca così come , non casualmente, lo slogan della "crociata antibolscevica" sarà ripresa da Hitler nel corso dell'ultimo conflitto mondiale come necessaria ad assicurare lo 'spazio vitale' a Oriente per il popolo tedesco).

Uno spirito quello dell'Ordine cavalleresco che si nutriva di riti e formule segrete, di iniziazioni, di onore e fedeltà, di restare "fedeli alla propria natura" di volontari-combattenti , alimentando una pratica di trasmissione di una serie di ideali e valori che erano visibili al novizio proprio attraverso una vera e propria iniziazione occulta.

"...una iniziazione che ricorda con i suoi gesti e le formule appropriate l'iniziazione ai Misteri d'Eleusi o a quelli del culto di Mithra, quelli dei muratori costruttori di cattedrali e, in maniera più generale, le confraternite, i mestieri o corporazioni." (6)

L'Ordine Teutonico o per essere più esatti l'Ordine Teutonico di Santa Maria di Gerusalemme, nacque dall'esigenza di assicurare una valida protezione per i pellegrini d'origini tedesche che si recavano nella Terrasanta conquistata dalle armate crociate. Per molto tempo questa presenza fu molto modesta. Gli storici considerano che fu attorno al 1198 che avverrà la vera trasformazione in ordine militare di una preesistente istituzione religiosa a carattere ospedaliero creata nel XIImo secolo con il nome di Ospedale di Santa Maria di Gerusalemme e sul modello di quanto già creato nei territori della Palestina dall'Ordine del Tempio e soprattutto dagli Ospitalieri di San Giovanni (divenuti Sovrano Militare Ordine di Malta nel corso dei secoli).

L'istituzione dell'ordine ospitaliero di S.Maria di Gerusalemme rimonterebbe alla prima crociata , intorno al 1100, per l'opera di un di mercante di Brema o forse Lubecca e di sua moglie che avrebbero accolto un cavaliere tedesco ferito cominciando così un'attività di soccorso e aiuto che interessò principalmente pellegrini e successivamente cavalieri provenienti dalle zone germanofone.

Un documento pontificio , di incerta autenticità, avrebbe posto in data 9 dicembre 1143 l'autorità dell'ospedale 'tedesco' sotto l'autorità dell'Ordine degli Ospitalieri di San Giovanni fermo restando che l'istituzione doveva rimanere diretta da un priore di origini tedesche. Altri storici parlano del 1118 tuttavia restano piuttosto oscure le origini della fondazione iniziale dell'ordine di Santa Maria dei tedeschi di Gerusalemme. Verosimilmente comunque appare certo che la trasformazione da ordine ospitaliero a ordine militare sia avvenuta su imitazione dell'Ordine del Tempio che, nonostante le sue origini mal conosciute e misteriose, comparve come ordine militare attorno al 1118-19. Tant'è per i primi decenni della sua esistenza la storia dell'Ordine Teutonico fu abbastanza insignificante continuando ad adoprarsi per aiutare pellegrini e cavalieri di origini germaniche molto meno numerosi di quelli provenienti da Italia e Francia.

Fu con la Terza Crociata (1187-1191) che i tedeschi si insediarono stabilmente in Terrasanta: bandita da Gregorio VIII e organizzata sotto la spinta del suo successore, Clemente III questa nuova spedizione militare verso la Terrasanta vedrà l'Imperatore Federico I Barbarossa allestire un'armata che via terra avrebbe dovuto portare oltre sessantamila cavalieri e trecentomila fanti d'origini tedesche a marciare verso Gerusalemme attraversando l'Ungheria e i territori dell'Impero bizantino, attraversando lo stretto del Bosforo e penetrando in Asia Minore. L'imperatore non giunse mai in Palestina: annegò attraversando il fiume Kalykadnos (Salef) in Cilicia. Fu Federico di Svevia a guidare il resto dell'armata verso Acri dov'era sbarcato nell'autunno 1189 un'altro contingente germanico.

Dopo la conquista di Acri, avvenuta il 13 luglio del 1191, al termine di un assedio di quasi due anni l'ospedale tedesco venne trasferito all'interno della città dove avrà la sede l'Ordine fino alla caduta avvenuta nel 1311. A differenza di quanto avvenne per i templari i Teutonici manterranno da allora e in avanti una sostanziale simbiosi con l'Impero germanico e ottimi rapporti con la Santa Sede dalla quale , come ordine religioso, dipendevano.

Fu papa Innocenzo III (1198-1216) a definire con uno statuto speciale la natura militare dei Teutonici: sottoposti alla regola degli ospitalieri per tutto quanto concerneva l'azione caritatevole e di soccorso, indicava per i fratelli-cavalieri dalla croce nera una identica regola monastica simile a quella dell'Ordine del Tempio. In quel periodo l'Ordine contava , oltre alla sua sede ad Acri, cinque case in Terrasanta a Gaza, Giaffa, Ascalona, Rama e Zamsi. Nel 1197 l'Ordine Teutonico si stabilì a Palermo e a Barletta i due porti dove si imbarcavano la maggioranza dei pellegrini tedeschi diretti in Palestina.

In breve tempo l'Ordine aumentò i suoi possedimenti con la creazione di una commenda a Sonntag in Stiria e di diversi ospedali: ad Halle in Turingia (1200), Bolzano (1202), Praga (1204) Reichenbach in Assia (1207). Vennero create nuove commende a Vienna (1207), Norimberga (1209), Aichach e Ratisbona in Baviera (1210). Nel 1206 venne fondata una seconda casa in sicilia, a Polizzi, e dal 1209 a causa della quarta crociata i teutonici si stabilirono in Grecia nel sud del Peloponneso. (7)

La nomina di Hermann von Salza alla guida dell'Ordine di cui sarà Gran Maestro per un trentennio (1209-1239) suggellerà l'alleanza con l'Impero. Abilissimo diplomatico, uomo di guerra e valente organizzatore von Salza impremerà una svolta importante nel destino dei cavalieri teutonici dando inizio ad una collaborazione proficua con la famiglia degli Hohenstaufen per la quale più volter sarà chiamato a fare da intermediario nelle dispute tra Federico II e il Pontefice.

Von Salza sarà anche il principale artefice del progetto per la costituzione in Ungheria di un'entità territoriale amministrata e inquadrata nell'ordine teutonico manifestando così una prima inclinazione - che avrebbe suscitato e contrassegnato l'Ordine nei secoli successivi - ed un interesse per l'Europa ed i territori ancora sotto il dominio di popoli pagani quali erano i Carpazi. Più tardi, come vedremo, i teutonici fronteggiarono e civilizzarono le popolazioni indigene al di là dell'Oder e della Vistola, scontrandosi con i prussiani e i popoli del Baltico vale a dire nelle regioni in cui erano fortemente in gioco gli interessi del Sacro Romano Impero.

Nel 1217 il Gran Maestro rientrò in Palestina dove prese parte alla quinta crociata indetta da Innocenzo III. Le operazioni militari cominciarono nel novembre con una cavalcata in Galilea quindi i crociati andarono a porre l'assedio davanti al monte Tabor. Nel novembre 1219 cadde in mani crociate Damietta: il Gran Maestro dei Teutonici sarà in prima fila nelle trattative diplomatiche con il sultano dell'Egitto Malik al Khamil che offriva Gerusalemme in cambio della restituzione di Damietta. L'intransigenza del legato papale fece saltare l'accordo che comunque sarebbe stato realizzato un decennio più tardi all'indomani della nuova crociata alla quale partecipò direttamente Federico II accolto come un trionfatore dai principi cristiani d'Oriente e come principale alleato, protettore e sovrano dai cavalieri teutonici. La sede dell'Ordine venne trasferita presso il castello di Montfort e Federico II sarebbe stato incoronato a Gerusalemme tra l'esultanza dei suoi cavalieri teutonici che ripeterono il cerimoniale simbolico della proskynesi come già avevano fatto in occasione dell'arrivo dell'imperatore ad Acri.

L'Ordine Teutonico antepose sempre , a dispetto del legame che li univa alla Santa Sede, la fedeltà all'imperatore e l'ubbidienza alla casa regnante Hohenstaufen. Un connubio che avrebbe portato vantaggi per entrambe le due istituzioni e rafforzato l'unità imperiale e il sentimento nazionale tedesco.

La fine della presenza teutonica in Palestina , come quella dei loro fratelli maggiori templari, coincide con l'ultimo sforzo della cristianità in terra d'Oriente di resistere alle intemperie e ai disordini che avevano contrassegnato l'intero XIIImo secolo nella regione. Costretti ad affrontare sia l'invasione mongola che la tenaglia musulmana le truppe cristiane sbandarono progressivamente non approfittando nè dei dissidi che esistevano in campo avversario nè delle numerose offerte di negoziati provenienti dai sultani. L'ultima roccaforte crociata , Acri, cadde nel maggio 1291. La resistenza dei templari, dei teutonici e dei cavalieri di San Giovanni venne spezzata dalle truppe del nuovo sultano Al Ahraf Khabil: finiva l'epopea crociata e la presenza militare dei cristiani in Palestina. Oltre trentamila cristiani persero la vita nel corso dei combattimenti per la difesa finale mentre i Teutonici rimasti con altri cavalieri superstiti raggiunsero Cipro e da lì Venezia dove nell'aprile 1292 venne eletto nuovo Gran Maestro Konrad von Feuchtwangen. Il grande sogno di un oriente latino e cristiano svaniva: i restanti possedimenti (Tiro, Sidone, Beirut, Chatel-Pelerin) vennero abbandonati l'estate seguente. La sede dell'Ordine venne trasferita a Marienburg nel 1309 e tale rimarrà fino al 1457 quando passerà a Konigsberg. Iniziava per l'Ordine Teutonico una nuova era: quella della spinta civilizzatrice verso Est.

I territori che si apriva a oriente del Sacro Romano Impero Germanico erano abitati da popolazioni pagane. Dalle foci dell'Oder fino al golfo di Finlandia nelle steppe gelide che venivano bagnate dal corso di fiumi poderosi l'Ordine dei cavalieri teutonici avrebbe portato la sua missione civilizzatrice spingendosi ai confini con la Russia e nei settori settentrionali della Polonia. Dalla Vistola al Niemen si estendevano le zone abitate da popolazioni vetero-prussiane , provenienti da nord e insediatisi in quell'area fin dal IV secolo d.C. A nord e a sud-est del territorio dei vetero-prussiani si estendeva il paese dei lituani, dei lettoni e degli estoni. I primi due erano popoli indoeuropei mentre gli estoni (eestlased) simili per lingua ai loro vicini che vivevano oltre il golfo di Finlandia (ugro-finnici), abitavano quelle zone fin dal I millennio a.C.

Guerre e faide di tribù, scontri, battaglie e cambi di alleanze contrassegnavano questa impervia regione d'Europa dove avevano interessi sia i re di Danimarca che quello di Polonia, numerosi principi tedeschi ma anche russi e dove le popolazioni locali si ribellavano con frequenza seminando il terrore tra le popolazioni tedesche della Livonia e della Pomerania ma anche per i principati della Polonia settentrionale. Nel 1225-26 venne invocato dal duca Conrad di Mazovia l'aiuto dei Teutonici. Fallita l'esperienza del Burzenland creato anni prima in terra di Transilvania l'Ordine Teutonico poteva ora dimostrare tutto il suo valore nella conquista dei territori a Est dell'Impero. La conquista della Prussia durerà una sessantina d'anni (1226-1283) nei quali , tra alterne fortune, i cavalieri si assicurarono il territorio di Kulm in Prussia nel quale vennero fondate le prime città creando un validissimo e agevole sistema di difesa che avrebbe garantito l'espansione tedesca a Oriente: Thorn, Nessau, Thorn furono i primi avamposti teutonici e le prime città nate fin dal 1230.

La campagna del 1233-34 vedrà i crociati scontrarsi con i prussiani lungo le rive del fiume Sigurna vicino a Christburg sul territorio in cui i teutonici costruiranno le fortezze di Kulmsee e di Rehden controllando l'intera Pomesania e partendo da lì, in rapide campagne militari, negli anni successivi per attaccare la Pogesania sottomessa non senza fatica nel 1237. Due anni più tardi vennero conquistati anche i distretti di Warmia, Natangia e Bartonia dove l'Ordine iniziò la costruzione di nuovi castelli e fortezze (a Kreutzberg, Heilsber, Braunsberg, Bartenstein, Rossel e Weissenburg). Qualche anno dopo i teutonici intervennero anche in Livonia per contrastare le ribellioni delle tribù pagane dei lituani che minacciavano da sud-est i confini dello Stato teutonico che andava oramai palesandosi come una realtà di fatto.

Una nuova minaccia, stavolta proveniente da Oriente, fu qualche anno dopo rappresentata dall'invasione tartara che nell'inverno 1236-37 aveva portato i mongoli in Russia. Lo scontro tra le forze crociate e i nuovi invasori orientali avvenne a Liegnitz nella Slesia il 9 aprile 1241. Malgrado l'afflusso di combattenti provenienti dall'Italia (la notizia non suscitò infatti alcun clamore tra i principi francesi) e inviati da Federico II a dar manforte al re di Polonia e ai suoi fedeli teutonici il campo cristiano venne sbaragliato. Ma i tartari avevano anch'essi subito perdite pesanti e dopo una breve incursione distruttrice in Ungheria si ritirarono in Russia rinunciando ai loro progetti espansionistici.

L'invasione dei tartari ebbe ripercussioni nella stessa Prussia dove le popolazioni indigene si sollevarono occupando numerose fortezze e massacrando migliaia di abitanti. Il papa predicò allora una crociata contro il duca di Pomerelia alleatosi con i vetero-prussiani e nel 1242 i cavalieri teutonici ripresero il controllo della fortezza di Sartowitz e di Nakel mentre nell'aprile di quell'anno in Livonia per fermare l'avanzata dei russi verso il Baltico si sacrificarono in un'epica battaglia perduta sulle rive gelate del lago Peipous. Due anni più tardi ripresero i combattimenti che videro ancor più estendersi il dominio teutonico nelle regioni prussiane anche attraverso nuovi accordi e ampie donazioni concesse dai lituani tra il 1251 e il 1257.

Il nuovo Gran Maestro dei teutonici, Popon d'Ostierna, che era stato antico Maestro provinciale di Prussia, conosceva le insidie che rappresentavano quelle popolazioni bellicose ai confini del nuovo organismo statale retto dall'Ordine così una nuova campagna militare tra il 1254-55 assicurerà il controllo della Sambia dove venne costruita una nuova città Konigsberg. Due anni più tardi fu il turno della Nardrovia e della Scalovia che ancora resistevano. Nel 1259 infine l'Ordine riprese le ostilità contro i lituani che , in superiorità numerica, riportarono una vittoria sulle truppe teutoniche a Durbe nel luglio 1260. Davanti all'insurrezione generale in Livonia e Lituania il nuovo papa, Alessandro IV, predicò una nuova crociata: i lituani alleatisi con i samogiti attaccarono l'anno dopo la Mazovia assediando le principali città dell'Ordine nella Warmia.

La situazione si raddrizzò soltanto nel 1262 quando venne nominato nuovo Gran Maestro Anno di Sangershausen al quale spetterà il compito di riportare ordine manu militari nelle zone devastate che subirono nuove incursioni avversarie fino al 1265. Una pace venne sancita tre anni più tardi - dopo l'arrivo di un contingente di crociati accorsi a dar manforte dal Brandeburgo, dalla Turingia e dalla Boemia - e costò al nuovo duca di Pomerelia la cessione ai teutonici del territorio di Mewe sulla riva sinistra della Vistola. Nel 1272-73 i teutonici ripresero l'offensiva in Natangia e Pogesania e gli abitanti della Warmia, della Natangia fecero atto di sottomissione.

In Livonia tuttavia rimaneva una situazione di generale incertezza: i trattati erano continuamente rimessi in discussione da alleanze spesso di convenienza tra lituani e russi, vetero-prussiani e estoni, lettoni e polacchi. Nel decennio successivo l'Ordine ristabilì la calma e pacificò la zona. All'inizio del nuovo secolo un'alleanza con i polacchi assicurò ai teutonici il controllo di Danzica (1309) e due anni più tardi l'Imperatore Enrico VII diede come feudo ai teutonici l'intera Pomerelia. L'insediamento teutonico in quella regione toglieva ai polacchi qualsiasi accesso diretto al mare e li condannava a restare una potenza continentale: fu questo il motivo principale per cui incominciarono le prime scaramucce nel 1316 e successivamente nel 1328 quando si trasformarono in guerra aperta. Le forte dell'Ordine vennero assediate, i villaggi incendiati e nel conflitto tra Polonia e Teutonici si inserì anche una lotta intestina per la corona polacca che vide sollevarsi il re di Boemia. Trattati e alleanze successive calmarono comunque la situazione che rimaneva comunque sempre tesa e si inasprì per la scomunica emessa dal tribunale pontificio che colpì il Gran Maestro e tutti i partecipanti al conflitto con la Polonia (1339).

Indebolitisi dall'estenuante braccio di ferro militare e diplomatico con i polacchi i teutonici si rifaranno contro i lituani vinti a Dablawken nell'agosto 1338 , sconfitti nuovamente davanti alla fortezza di Veliona tre anni più tardi e successivamente - con l'aiuto fornito dal re di Danimarca - assoggettati nel 1346 dopo un trattato che garantiva la maggior parte dei possedimenti dell'Estonia all'Ordine.

Nel 1348 un nuovo scontro avvenne nella piana di Anken (Oukaim) e nuove incursioni russe-lituane colpirono la Prussia e la Warmia nel 1349 e nel 1353-54. Tra nuove ribellioni sedate e territori persi e riannessi si giunse al 1370 quando furono condotte nuove campagne militari contro l'alleanza nemica che univa lituani, samogiti, russi e tartari. Il nuovo secolo segnò l'apogeo militare e politico dell'Ordine ma anche l'inizio della fine. Al massimo della sua potenza i teutonici controllavano la Prussia, la Livonia, Curlandia, la Semgallia e la città di Danzica che dava all'Ordine una potenza navale non irrilevante e provocherà malumori tra le città della Lega Anseatica che risulteranno decisivi per seminare sedizione e nuovi conflitti interni. Di questi si approfittarono sia i polacchi che i samogiti ed i loro alleati occasionali, russi e tartari , che nell'estate del 1410 infliggeranno una sconfitta rimasta storica ai cavalieri dalla croce nera: Tannenberg.

Nella notte tra il 14 e il 15 luglio 1410 a Tannenberg i due eserciti si scontrarono: sessantamila le vittime in campo polacco, almeno quarantamila nelle fila dell'Ordine cioè i due/terzi degli effettivi. "L'eco della battaglia di Tannenberg ha segnato profondamente la memoria collettiva dei tedeschi, dei polacchi e degli slavi in generale. Per i polacchi la battaglia di Grunwald - è così che essi la indicano,. dato che era a Grunwald che Ladislao Jagellone aveva stabilito il suo quartier generale - appartiene ai grandi avvenimenti della storia polacca e non c'é città polacca che, ancora oggi, non abbia la sua via Grunwald ( UIica Grunwaldska). Per i tedeschi la sconfitta di Tannenberg non fu soltanto la disfatta dell'ordine teutonico, ma di tutto il mondo tedesco alle prese con il mondo slavo. L'affronto della battaglia di Tannenberg - die Schmach der Tannenbergschlacht - non sarà lavato che negli ultimi giorni del mese di agosto del 1914 con la vittoria di Hindenburg e di Ludendorff sui russi, nelle vicinanze del villaggio di Hohenstein; e sarà proprio Hindenburg che insisterà, presso Guglielmo II, capo della casata degli Hohenzoller - e a questo titolo erede lontano dell'ultimo gran maestro dell'ordine teutonico - affinchè fosse dato il nome di Tannenberg alla vittoria che egli aveva appena conseguito." (8)

Comincerà da quel momento un lento declino alternato a momenti di rinascita che , tra alterne fortune, vedranno l'Ordine passare sotto il diretto controllo della casa regnante d'Austria-Ungheria, gli Asburgo, per la quale essi - come ordine ospitaliero - continuarono la loro opera di assistenza su tutti i fronti fino al primo conflitto mondiale.



DAGOBERTO BELLUCCI





NOTE -

1) Renè Alleau - "Le origini occulte del Nazismo - Il Terzo Reich e le società segrete" ediz. "Mediterranee" - Roma 1989;

2) Renè Alleau - ibidem;

3) Eugen Lennhoff - "Politische Geheimbunde" - Vienna-Monaco-Zurigo 1966

4) Marc Bloch - "La Societè Fèodale" - (Traduz. italiana "La società feudale" , Einaudi , Torino 1955);

5) si veda in proposito Jacques Le Goff - "Il meraviglioso e il quotidiano nell'Occidente medioevale" - ediz. "Laterza" - Bari 1983 e V.E. Michelet - "Il segreto della cavalleria" , ediz. "Basaia" , Roma 1985;

6) Gustave Cohen - "Histoire de la Chavalerie en France au Moyen Age", Paris 1949;

7) M. Tumler/ U. Arnold - "Der Deutschen Orden von seinem Ursprung bis zur Gegenwart" - Bad Munstereifel , 1992;

8) Henry Bogdan - "Cavalieri Teutonici" ediz. Piemme - Casale Monferrato (Al) 1998;