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Migliaia di metalmeccanici in sciopero. Ieri manifestazioni in tutto il paese


Cassino

Sono state massicce le adesioni allo sciopero generale dei metalmeccanici del 28 gennaio contro gli accordi separati alla Fiat convocato da Fiom, USB,Cobas. Dopo l'anticipo del 27 in Emilia-Romagna, la protesta si è estesa al resto d'Italia con manifestazioni nelle città degli stabilimenti Fiat (Torino, Cassino, Pomigliano, Termini Imerese, Melfi e Lanciano) e di altre aziende come la Eaton di Massa in Toscana. Sommando i dati delle 18 manifestazioni regionali e delle quattro provinciali si può affermare che decine di migliaia di lavoratori, non solo metalmeccanici, sono scesi in piazza, anche se è impossibile fornire cifre esatte sulla partecipazione.

Importanti e significativi anche i dati sulle adesioni allo sciopero (media superiore al 70%) che sono andate ben oltre la percentuale delle tessere Fiom. È il caso delle della meccaniche di Mirafiori, stabilimento simbolo della vertenza Fiat, dove la percentuale di astensione dal lavoro ha toccato quota 80%, e della Iveco (70%). Anche in situazione non facili come negli stabilimenti di Cassino e Melfi ha aderito allo stop la metà dei dipendenti.

Nelle piazze è stato richiesto a gran voce lo sciopero generale e non solo dai metalmeccanici. Tanti i giovani e gli studenti che hanno scelto di partecipare alle manifestazioni.

Alcuni momenti di tensione si sono registrati a Milano e Genova. Nel capoluogo lombardo, un centinaio di giovani, staccatosi dalla manifestazione in piazza del Duomo, si è scontrato con la polizia schierata a presidio della sede di Assolombarda. Situazione analoga a davanti alla sede della Confindustria ligure. Atti di violenza da cui la Fiom di Genova si è immediatamente dissociata: "Chi viene al corteo deve rispettare la Fiom, le sue regole e i lavoratori metalmeccanici. Chi non lo ha fatto se ne assume la responsabilità. Noi non siamo disponibili a iniziative di questo tipo. Se altri vogliono prendere altre strade non vengano ai nostri cortei".