
Originariamente Scritto da
Fenris
SISMA DEVASTANTE PREVISTO PER L’11 MAGGIO 2011 A ROMA, NEL 2012 IN TUTTO IL MONDO
30 ottobre 2010
By Web & Books
Un terremoto devastante sconvolgerà Roma l’11 maggio del 2011? Altri, a macchia di leopardo in tutta la terra tra il 5 e il 6 aprile 2012? Li ha previsti un astronomo e sismologo italiano, Raffaele Bendandi, (nella foto), nato a Faenza il 17 ottobre1893, nel quartiere tradizionalmente denominato ‘Filanda Vecchia’, da un’umile famiglia, che non poté permettergli di proseguire gli studi superiori, morì nella città natale il 3 novembre del 1979. Dopo le scuole elementari, seguì quindi un corso di specializzazione in disegno tecnico e fece l’apprendista da un orologiaio. Ciononostante all’età di 10 anni era già appassionato di astronomia e geofisica, tanto da costruirsi da solo un telescopio e diversi sismografi. In seguito al terremoto di Messina del 28 dicembre 1908, si appassionò allo studio dei terremoti e, grazie ad un lavoro non troppo faticoso di intagliatore del legno, riuscì a dedicarvi parte del suo tempo. Durante la Grande Guerra servì come meccanico in una squadriglia aerea. Bendandi fu quindi un ricercatore autodidatta: nel 1920 entrò a fa parte della Società Sismologica Italiana e negli anni successivi formulò la propria teoria «sismogenica» sulla natura dei terremoti e sulle cause che li determinano. I suoi studi e le sue previsioni, però, non sono accettate dalla comunità scientifica, perché Bendandi fu un autodidatta e non pubblicò mai una esposizione scientifica della sua teoria.Bendandi trasse ispirazione per la sua teoria dalle passeggiate fatte lungo la battigia, mentre era di guardia durante il servizio militare: nel 1919 intuì che la crosta terrestre, così come le maree, è soggetta agli effetti di attrazione gravitazionale della Luna. La sua teoria per la previsione dei terremoti (mai riconosciuta dalla comunità scientifica, anche perché egli non ne volle mai fornire un’esposizione formale) è basata sull’ipotesi che la Luna, gli altri pianeti del sistema solare e lo stesso Sole siano la causa dei movimenti della crosta terrestre che effettivamente si deforma e pulsa con tempi e ritmi dipendenti dalla posizione dei corpi celesti all’interno del sistema solare. Nei suoi studi Bendandi sfruttò anche una profonda grotta nella vallata del Rio Senio dell’Appennino tosco-romagnolo per avere la conferma dell’influsso planetario attraverso un inclinometro. Una sua prima involontaria previsione la fece per il terremoto della Marsica il 13 gennaio 1915, quando si accorse che il 27 ottobre dell’anno precedente aveva lasciato un appunto al riguardo nel suo taccuino.Il 23 novembre 1923 fece registrare ad un notaio di Faenza una sua previsione: il 2 gennaio 1924 si sarebbe verificato un terremoto nelle Marche. Il terremoto effettivamente si verificò a Senigallia e il Corriere della Sera gli dedicò la prima pagina, chiamandolo Colui che prevede i terremoti. La sua fama crebbe anche a livello internazionale. Attraverso la sua teoria tentò di spiegare la catastrofe che potrebbe aver provocato la scomparsa di Atlantide. Egli sostenne che le forze gravitazionali planetarie, sommandosi, avrebbero provocato uno spostamento del polo geografico, con conseguente spostamento del rigonfiamento equatoriale e allagamento di alcune regioni del globo. Bendandi determinò nel 10431 a.C. l’anno in cui si sarebbe verificato questo cataclisma. Un secondo cataclisma di minori proporzioni, effetto del concorso delle forze gravitazionali di un numero minore di pianeti, si sarebbe verificato nell’anno 2687 a.C. e potrebbe corrispondere al Diluvio Universale. Egli stimò che un evento analogo a quello del 10431 a.C. si sarebbe ripetuto nella primavera del 2521 d.C.Nei suoi studi si occupò anche di stelle variabili, del Sole, di pologia, di studi cosmici e atmosferici e della radioattività atmosferica in relazione a scopi atomici. Oltre all’attività di scultore del legno intraprese quella di costruttore di sismografi: riuscì a vendere alcuni dei suoi modelli anche negli Stati Uniti. Nella sua casa-osservatorio si dotò anche di una biblioteca scientifica. Durante il periodo fascista, dapprima fu nominato nel 1927 da Mussolini Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia; successivamente però venne diffidato dal pubblicare ulteriori previsioni sui terremoti in Italia, pena l’esilio. In realtà continuò a farlo, ma su giornali americani. Nel 1928 Bendandi suppose l’esistenza di altri quattro pianeti extra nettuniani[ sulla base dello studio dell’attività sismica, ai quali diede i nomi di Rex, Dux, Roma e Italia. Dopo averlo perfezionato, nel 1931 Bendandi affidò all’Accademia Pontificia il metodo da lui scoperto per interpretare il ciclo undecennale del Sole. In seguito riuscì autofinanziandosi a pubblicare Un principio fondamentale dell’Universo, dove descrisse la sua scoperta Nel 1972 l’astronomo americano Wood e nel 1976 quello inglese Smith approdarono a risultati simili sullo studio delle macchie solari e del ciclo undecennale dell’attività solare, ma non citarono la pubblicazione di Bendandi.Nel 1959 Bendandi sostenne di aver scoperto un nuovo pianeta all’interno del sistema solare tra Mercurio e il Sole, cui diede il nome della sua città natale, Faenza. Ipotesi simili erano già state formulate nel 1859 dal matematico-astronomo Urbain Le Verrier: all’ipotetico pianeta era stato allora dato il nome di Vulcano, ma ad oggi non esiste conferma della sua esistenza.
Sulla base della sua teoria, Bendandi predisse anche il terremoto del Friuli nel 1976: cercò inutilmente di avvisare le autorità competenti, che lo trattarono come un ciarlatano.Venne trovato morto il 3 novembre 1979 nella sua casa-osservatorio di Faenza.Solo anni dopo, grazie soprattutto all’associazione “La Bendandiana” (di cui è presidente Paola Lagorio), si iniziò a riordinare l’abbondante materiale lasciato da Bendandi, per poter maggiormente comprendere il suo lavoro ed i suoi studi. Attualmente, ricercando tra le sue carte e pubblicazioni, sono state raccolte 103 previsioni, 61 delle quali riguardanti l’Italia, tutte relative a terremoti fino al 1977. Fu eletto membro della Società Sismologica Italiana dell’Accademia Torricelliana di Scienze e Lettere e della Artis Templum. Fu nominato da Giovanni Gronchi Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana.Faenza gli ha dedicato una Scuola Media. Ha avuto l’onoreficenza di Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Tra le tante sue previsioni ce n’è una che riguarda la città di Roma che nel 2011 dovrebbe essere scossa da un terremoto di vaste proporzioni e da un altro ancor più catastrofico nel 2012, anno della profezia Maya, con cui fa coincidere. Le profezie del Bendandi si sono sempre rivelate esatte, con poco scarto. Gli scenziati non hanno mai voluto ritenere i suoi lavori degni di nota o affidabili perchè l’area che prendeva in considerazione per il sisma era ritenuta troppo vasta. Ciò non toglie che è sempre riuscito a prevederli e questo non è poco. Spesso la scienza non vuole ritenere validi studi e ricerche che seguono un metodo differente da quello canonico e qui, potrebbe essere che si sbagli. Ci sono molti misteri al mondo che ancora oggi non si sono potuti spiegare con la pura scienza. Durante la sua vita, precisamente nel 1959, Bendandi scoprì anche un nuovo pianeta all’interno del sistema solare tra Mercurio ed il Sole, cui diede il nome della sua città natale, Faenza. Solo successivamente, nel 1972 l’astronomo americano Wood e nel 1976 l’astronomo inglese Smith portarono avanti il metodo elaborato dal Bendandi per la previsione dei movimenti tellurici, andando a migliorarne l’analisi ed i risultati.Anche il terremoto del Friuli nel 1976 fu previsto dalla sua teoria; inutilmente lui cercò di avvisare le autorità competenti, le quali lo trattarono come un ciarlatano. La sua teoria era abbastanza semplice da un punto di vista concettuale: se l’attrazione lunare causa maree e spostamenti sulla Terra, immaginiamoci di cosa può essere capace l’attrazione esercitata dal Sole, congiunto alle posizioni particolari di alcuni pianeti. Queste fortissime attrazioni sarebbero in grado di spostare le masse semiliquide ubicate nelle profondità terrestri.
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