

Ultima modifica di dDuck; 16-02-11 alle 14:27
grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.
la libertà avanza ...........


Hillary: "Libertà digitale per tutti" - LASTAMPA.it
Il cyberpower....


Libia: scontri a Bengasi, rilasciati 110 attivisti islamici - Mondo - ANSA.it
ROMA - Decine di persone sono rimaste ferite - e secondo notizie non confermate una o due sarebbero morte - la notte scorsa a Bengasi, nell'est della Libia, quando circa duemila persone che protestavano contro l'arresto di un attivista per i diritti umani si sono scontrate con le forze dell'ordine e contro-manifestanti sostenitori di Muammar Gheddafi, mentre per domani è attesa una 'giornata della collera', convocata via internet dell'opposizione libica. Le violenze in Libia sono scoppiate mentre il resto del Nordafrica era oggi relativamente calmo. Ma proteste antigovernative sono proseguite nello Yemen, con due morti ad Aden, e nel Bahrein, dove la popolazione sciita chiede alla dinastia sunnita maggior partecipazione al potere. I disordini nella seconda città della Libia, e capoluogo della Cirenaica - a circa 1.000 km da Tripoli - hanno innescato oggi la pronta reazione del regime, con raduni a sostegno di Gheddafi in diverse città, mentre sono stati scarcerati 110 militanti del 'Gruppo islamico combattente'. Da Bruxelles l'alto rappresentante della politica estera della Ue Catherine Ashton ha chiesto alle autorità libiche di dare ascolto "alle richieste dei manifestanti e alle voci della società civile".
Secondo informazioni concordanti giunte da Bengasi - spesso focolaio di tensioni contro il regime di Gheddafi - a protestare erano in maggior parte famigliari di detenuti uccisi nella repressione di una rivolta nel carcere Abu Slim di Tripoli nel 1996 (oltre mille morti), che chiedevano la liberazione del legale che li rappresenta, Fethi Tarbel, arrestato per "aver diffuso false informazioni", e poi rilasciato dopo poche ore. A questi si sarebbero poi aggiunti altri dimostranti, che, al grido di "Gheddafi vattene", "Libia libera", "Il popolo è stanco della corruzione", hanno innescato l'intervento delle forze di sicurezza. Gli scontri hanno causato 38 feriti, ha riferito il direttore dell'ospedale Al Jalaa di Bengasi, il quale ha poi detto al giornale di Bengasi Qurina - ritenuto vicino al figlio del colonnello, Saif al Islam - che tutti sono stati dimessi e che nessuno è morto. Due siti online, Libya al Youm e Al Manara hanno invece parlato rispettivamente di una e due vittime. I due siti sono basati all'estero, come all'estero è basata la 'Conferenza nazionale dell'opposizione libicà, che con un tam tam su internet - analogo a quello che ha scatenato le rivoluzioni in Tunisia ed Egitto - ha indetto per domani una 'giornata della collera' in tutta la Libia, esortando la popolazione a scendere in piazza. Ieri tuttavia è giunta da Tripoli la notizia che Gheddafi potrebbe, sempre domani, partecipare a una manifestazione di piazza "di solidarietà con il popolo arabo".
Intanto la tv di Stato ha mostrato per tutta la giornata di oggi le immagini, da Bengasi a Tripoli, a Sirte a Sebha a Misurata, di masse di persone scese nella strade in un mare di bandiere verdi e innalzando fotografie di Gheddafi, per proclamare la loro fedeltà al regime e al suo leader. Per domani sono state comunque adottate rigide misure di sicurezza, soprattutto nella turbolenta Cirenaica, dove sarebbero state effettuate retate preventive a Bengasi e ad Al Bayda, più a ovest. Oggi poi, sono stati liberati 110 militanti dell'integralista 'Gruppo islamico combattente' libico: una scarcerazione prevista da tempo, nell'ambito di una serie di analoghi provvedimenti eseguiti nell'ultimo anno nell'ambito di un "programma di riabilitazione" della Fondazione caritatevole Gheddafi e della Lega libica per i diritti umani.
"Non abbiamo l'unione sociale ma solo quella economica e finanziaria. Finchè non capiamo questo, non capiremo perché i populisti hanno tanto successo!". Gabriele Zimmer
Gratteri: "L'Ue è una prateria per le mafie"


Libia: al Jazira, 6 morti in scontri - Mondo - ANSA.it
(ANSA) - ROMA, 17 FEB - Almeno sei persone sono rimaste uccise oggi a Bengasi in scontri fra manifestanti e polizia. Lo afferma l'emittente Al Jazira citando un testimone oculare. La notizia e' stata confermata da siti dell'opposizione con base all'estero. Il testimone, di nome Abdallah, ha raccontato all'emittente di aver visto uccidere alcune persone davanti ai suoi occhi durante gli scontri. Secondo la fonte le vittime sarebbero sei. I siti di opposizione Al Yum e Al Manara parlano di almeno sei morti e 35 feriti.
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Gheddafi si prepara al rimpasto. Gruppo di dirigenti chiede tregua. - Lettera43Libia, la collera fa 21 morti
Gheddafi si prepara al rimpasto. Gruppo di dirigente chiede tregua.
In Libia il 'giorno della collera', il 17 febbraio, ha causato 21 vittime. Lo hanno riferito i siti internet di opposizione, Al Youm e Al Manara, con sede all'estero, e l'associazione umanitaria Human rights solidarity.
Secondo alcune testimonianze, nella mattina di giovedì ad Al Baida sono giunti due voli provenienti da Tripoli, con miliziani assoldati per colpire i manifestanti. I picchiatori non sarebbero libici e sarebbero stati reclutati direttamente dal figlio di Gheddafi.
Intanto, per arginare il malcontento, il Colonello ha convocato una seduta speciale del Parlamento per lunedì 21 febbraio. Secondo indiscrezioni l'occasione sarà utilizzata per stabilire un rimpasto degli organi esecutivi. Ad annunciarlo il giornale di Bengasi Qurina, ritenuto vicino al figlio del colonnello Muammar Gheddafi. «Il Congresso», ha scritto la stampa, «adotterà i principali cambiamenti e le riforme che interessano il popolo e sceglierà di sostituire alcuni nomi di spicco degli organi esecutivi dello Stato».
E in serata un gruppo, presentatosi come 'Forze dei cittadini della Libia Orientale', ha chiesto una tregua fino al 2 marzo prossimo. In un comunicato inoltrato all'agenzia di stampa Reuters, il gruppo ha proposto di cessare le manifestazioni per dare modo alle autorità «di dimostrare la loro trasparenza e il loro senso di responsabilità».
Italiani, dove sono i vostri soldi? Dove sono i vostri soldi!?
Vergogna. Abbiate la decenza della vergogna per averli offerti al colluso d'Arcore
Ultima modifica di Alexan; 18-02-11 alle 01:11
"È sempre la storia di Socrate, di Cristo e di Colombo! Ed il mondo rimane sempre preda delle miserabili nullità che lo sanno ingannare" ~ G.Garibaldi
The President - mio fumetto (inglese)


"Quando crolla Gheddafi?" tu dici!! O auspichi verooo? Bene allora dopo la sua eventuale caduta preparati senza se e senza ma ad ospitare doverosamente,visto che tu auspichi al caduta del rais,3 libici 2 tunisini ed un egiziano a casa tua!!!!!Contento?Siiii?Bravo!Allora sei una persona coerente.iaociao:
Ahi serva Italia di dolore ostello,
nave sanza nocchiero in gran tempesta
non donna di provincia ma bordello!
Dante Alighieri Divina Commedia Purgatorio canto VI° anno 1304!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


Se si tratta del figlio che penso, la cosa non mi stupisce. Di esperienza nel ramo ne ha...Secondo alcune testimonianze, nella mattina di giovedì ad Al Baida sono giunti due voli provenienti da Tripoli, con miliziani assoldati per colpire i manifestanti. I picchiatori non sarebbero libici e sarebbero stati reclutati direttamente dal figlio di Gheddafi.
Questo gruppo ha tutta l'aria di non esistere. Potrebbe tranquillamente essere un orwelliano antagonista inventato di sana pianta dal governo libico per dividere l'opposizione o per qualche altro scopo simile.E in serata un gruppo, presentatosi come 'Forze dei cittadini della Libia Orientale', ha chiesto una tregua fino al 2 marzo prossimo. In un comunicato inoltrato all'agenzia di stampa Reuters, il gruppo ha proposto di cessare le manifestazioni per dare modo alle autorità «di dimostrare la loro trasparenza e il loro senso di responsabilità».
Visto che tu, invece, non ne auspichi la caduta, perché non dimostri pure tu la tua coerenza e non vai a Bengasi a fare a botte con i manifestanti? :sofico:


Io ci andrei per fare quel che fede Napoleone Bonaparte(NB non Hitler o Mussolini!!!!)per sedare una rivolta popolare,quando lui non era ancora il Napoleone che tutti poi conobbero!Ma io non sono militare e non posseggo armi.Il buon Gheddafi sa però benissimo cosa deve fare e mi auguro lo faccia senza costrizioni e senza guardare in faccia ai falsi buonisti europei e yankee!!iaociao:
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Manifestazioni in Libia, 29 morti. Due agenti impiccati dai dimostranti - mondo -Tgcom - pagina 1
Le proteste in Libia contro il colonnello Muammar Gheddafi hanno causato almeno 29 vittime. La situazione più critica è a Bengasi, la seconda città del Paese, dove i morti sono 20. Altre sette persone sono rimaste uccise a Derna, nell'Est della Libia. Violenti scontri anche ad al Baida, dove, secondo quanto riferito dal giornale online Oea vicino al figlio riformista di Gheddafi, due poliziotti sono stati impiccati dai manifestanti.
Dall'inizio delle proteste anti-Gheddafi i morti sono almeno 41 i morti in tutto il Paese. Secondo l'edizione on line del quotidiano Oea, vicino a Seif al-Islam, 20 cadaveri sono state seppelliti oggi a Bengasi, mentre a Derna, nell'est del Paese, ne sono stati seppelliti cinque e due vittime sono ancora nell'obitorio dell'ospedale.
Al Badia nelle mani dei manifestanti
Stando a una fonte di sicurezza locale, la città di Al Baida sarebbe di fatto nelle mani dei manifestanti e le forze della sicurezza hanno ricevuto l'ordine di lasciare la località. Le forze di sicurezza si sono posizionate intorno al centro e controllano soltanto le vie di accesso in entrata e in uscita. I membri della famiglia del leader libico Muammar Gheddafi residenti ad Al Baida (un cognato e i suoi familiari), avrebbero già abbandonato la città per recarsi nel sud della Libia, probabilmente a Sebha. I collegamenti telefonici con Al Baida sono interrotti da venerdì mattina.
Impiccati due poliziotti
Due poliziotti sono stati impiccati durante le proteste anti-Gheddafi a Baida. Lo ha riferito l'edizione on line del quotidiano Oea, vicino a Seif al-Islam, uno dei figli del colonnello.
Incendiata sede della radio a Bengasi
A Bengasi i manifestanti anti-Gheddafi hanno dato alle fiamme i locali della sede della radio. Lo hanno riferito testimoni.
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