Quindi, cerco di rispondere ai vari post, sempre cercando di mettere in fila i concetti.
Se mi dimentico qualcosa, o risulta poco chiaro qualche punto, fatelo presente e vedrò di rimediare.
1. La risoluzione dice chiaramente che sono autorizzati interventi atti a neutralizzare ogni minaccia nei confronti della popolazione civile libica. Tutti, tranne un'invasione della Libia. Colpire obiettivi a terra è consentito. E facciamo attenzione, è consentito colpire anche obiettivi diversi dalle postazioni di difesa aerea: aeroporti, colonne di mezzi e via dicendo. Qualunque cosa minacci i civili, può essere colpita da mezzi aerei o navali.
2. Va imposta una no-fly zone. Ora, per imporla dobbiamo acquisire la superiorità aerea sulla Libia. Quindi le postazioni di terra vanno colpite. Come minimo, ripeto, i radar di scoperta. Ma ritengo si deciderà di attaccare anche le batterie di missili S-200. Batterie che vanno cercate, trovate ed illuminate. Per cui servono ricognitori, forze speciali e missili anti-radar, i vari HARM, ALARM e compagnia. E qualcuno dovrà lanciarli. Quel qualcuno potremmo anche essere noi, questo è chiaro.
3. I 1500 km di costa possono essere tenuti d'occhio. Gli E-3 Sentry della NATO sono fatti apposta. In Sicilia sono schierati, non ricordo se a Trapani o Sigonella; sempre a Sigonella, credo siano già operativi i Global Hawk dell'USAF, ma questo prendetelo con le pinze. Vedrò di aggiornarmi a breve.
4. Potrebbe anche muoversi una squadra navale italiana, ma la vedo difficile. In teoria, sarebbe opportuno dal punto di vista squisitamente militare; in pratica, per lo stesso motivo per cui non schieriamo gli Ariete in A-Stan (che pure servirebbero), probabilmente non verrà schierata una squadra di grosse dimensioni e comprensiva di portaerei. Costa un botto, e pone diversi problemi d'immagine, per dirla così.
Per imporre un divieto di volo non basta far decollare gli intercettori. Devi anche garantire ai piloti una certa cornice di sicurezza. Anche perchè l'opinione pubblica difficilmente ti perdona immagini come quelle di Cocciolone durante Desert Storm. Bisogna fare in modo che l'antiaerea non tiri giù nessuno. E per farlo, bisogna neutralizzarla.
Tutto questo richiede lo schieramento di forze cospicue, aeree, navali e terrestri.
Per terrestri intendo unità per l'acquisizione di obiettivi e unità Combat SAR per il recupero di eventuali piloti abbattuti.
Il grosso di questi assetti lo forniranno UK e Francia; il coinvolgimento italiano sarà sicuramente importante, come pure quello statunitense.
Con la differenza che questi ultimi sembrano orientati a tenersi alla larga e fornire supporto solo qualora la situazione dovesse diventare davvero pesante.
Dico questo perchè di norma la proiezione di potenza gli USA la fanno sempre e solo muovendo le portaerei. Ora, sebbene la USS Kearsage venga classificata come tale, in realtà per gli USA quella è una portaerei al servizio dello USMC. I reparti di volo imbarcati sono quelli dei Marines, e i mezzi pure. Hanno capacità decisamente ridotte rispetto a quelle delle portaerei statunitensi vere e proprie.
Visto che il grosso dovranno farlo gli europei, aspettatevi un coinvolgimento italiano diretto e abbastanza corposo.




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