Libia, i ribelli riconquistano la città di Ajdabiya
Le forze del colonnello Gheddafi sono state cacciate dallo strategico centro petrolifero. Intanto Parigi e Londra preparano una soluzione diplomatica. Obama: “La missione è un successo”
AJDABIYA - I ribelli libici hanno ripreso il controllo di Ajdabiya, strappandola alle forze fedeli al colonnello Muhammar Gheddafi. Lo riferisce un corrispondente dell’Afp, precisando che al momento i manifestanti sono in festa per la riconquista della città e gridano ”Dio e’ grande”. Lo strategico centro petrolifero libico era stato occupato la scorsa settimana dai lealisti nel corso della loro avanzata verso est. A contribuire alla riconquista di Ajdabiya l’intervento della coalizione internazionale, che nella notte ha condotto raid contro le truppe del colonnello. Dopo aver ripreso il controllo della città costiera, gli insorti libici puntano ora verso Marsa el Brega, un importante porto petrolifero più ad ovest. Lo afferma l’inviato di Al Jazira, James Bays. L’inviato ha confermato che le forze di Gheddafi sono però ancora posizionate alle porte di Ajdabiya, ad ovest. ”Le forze di opposizione mi hanno detto che potrebbero esserci alcuni governativi nascosti in città, forse dei cecchini, e ci dicono di stare attenti”, ha detto Bays, pur assicurando che Ajdabiya ”è solidamente nelle mani dei combattenti dell’opposizione”. ”La strada oltre Ajdabiya è aperta e gli insorti stanno affluendo lungo la strada… sono in strada e stanno avanzando”, ha riferito l’inviato.
Soluzione diplomatica. Intanto, Parigi e Londra preparano una soluzione politica e diplomatica per la Libia. L’annuncio del presidente francese Nicolas Sarkozy arriva nel giorno in cui si definisce il ruolo della Nato, che da domenica o lunedì, spiega il ministro degli Esteri Franco Frattini, assumerà la guida delle operazioni militari contro il regime del rais. ‘Almeno ottomila persone sono morte dall’inizio della rivolta, dice il portavoce del Consiglio transitorio libico, organo politico degli insorti. Gli Usa e i paesi alleati che pattugliano la no-fly zone hanno lanciato 16 missili Tomahawk con 153 sortite aeree nelle ultime 24 ore. Un funzionario dell’intelligence Usa ad Al Jazira: Gheddafi starebbe trattando un cessate il fuoco in cambio di un’uscita ‘sicura ‘.
Obama. “Gli Stati Uniti non possono, e non devono, intervenire ogni volta che c’é una crisi in una parte del mondo”. Lo ha detto il presidente americano Barack Obama nel discorso settimanale. “Ma credo fermamente – ha aggiunto – che quando innocenti sono brutalizzati, quando qualcuno come Gheddafi minaccia un bagno di sangue e quando la comunità internazionale è preparata ad agire insieme, è nel nostro interesse nazionale agire. E’ nostra responsabilità. E questo”, in Libia, “é uno di questi momenti”. ”Il ruolo delle forze americane” in Libia “é limitato”. Con gli alleati si è deciso che “la responsabilità della missione passasse dagli Stati Uniti ai nostri alleati e partner della Nato”. Lo ha detto sempre il presidente americano nel suo discorso settimanale. “E’ così che la comunità internazionale funziona, più paesi, non solo gli Stati Uniti, a condividere la responsabilità e il costo della pace e della sicurezza”. La missione in Libia “sta avendo successo”. “Una catastrofe umanitaria è stata evitata e le vite di civili, innocenti, uomini, donne e bambini, sono state salvate”, ha ribadito Obama.