
Originariamente Scritto da
MisssUniverso
Io non parlo di diatribe teoriche, che appunto, rimangono tali.
Io parlo per me personalmente... La differenza sta nel comportamento, nel modo in cui io mi relazionerei alle altre persone, ai fatti belli o brutti che possono capitare nella vita di ognuno di noi. Se fossimo il frutto di un caso o della selezione naturale (come l'hai chiamata tu), io non biasimerei il comportamento dei criminali, nè dei ladri, nè delle prostitute, nè di B. Perchè dovrei obbedire ad un insieme di regole che ha fatto un gruppo di miei simili, perchè si sono trovati un giorno al potere (sto molto banalizzando la cosa ovvio). Mi limiterei a vivere la mia vita come meglio credo, senza guardare il bene degli altri, o come dice la Costituzione: "senza ledere... " ecc...
Ma siccome io credo nel Grande Architetto, ripeto non ne faccio una questione teorica ma semmai piuttosto pratica, legata al mio comportamento. Se penso che questo Architetto ha "programmato" il tutto per far si che un gruppo di persone (più o meno grande) potesse coesistere in maniere civile, ma anche più che civile, proprio volendosi bene (utopia allo stato puro, visto come gira il mondo). Allora il mio comportamento cambia, allora devo biasimare chi ruba e chi uccide, devo biasimare B. ecc... Perchè pensare che Qualcuno è stato così generoso diciamo, da voler creare tutto per me, io non posso vivere una vita priva di valori e principi e soprattutto non posso guardare senza fare nulla per cambiare le cose, è una sorta di dovere civico.
