La tragedia di un uomo ridicolo
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Scritto da Nico Spuntoni
domenica 30 gennaio 2011
Premesso che l’”uomo ridicolo” del titolo altri non è che l’onorevole Italo Bocchino, mentre la “tragedia” è la fase che la politica italiana sta vivendo da quando concede considerazione e notorietà a personaggi di tal fatta, voglio specificare che quello che state per leggere qui sotto non è il solito articolo. Mi sono limitato a raccogliere le dichiarazioni più grottesche dell’ormai celebre capogruppo di Futuro e Libertà alla Camera, cercando di non infierire troppo. Infatti, avrei potuto spulciare negli archivi delle rassegne stampe ai tempi in cui, nella legislatura ancora in corso, il finiano eletto a Casal di Principe era ancora vice capogruppo alla Camera del partito che – tanto per citare uno dei sodali di Bocchino, l’arrampicatore di tetti Fabio Granata – rappresenta “un pericolo della democrazia”.
Anche per il rispetto dovuto ai lettori, non ho ritenuto necessario tracciare un breviario bocchiniano comprensivo dell’intera legislatura. Tuttavia, il materiale riportato sarà sufficiente per calarvi nella sensazione di veleggiare sulle montagne russe più alte e tortuose del mondo: un rapido spostamento da una parte all’altra, superando i confini dell’inimmaginabile, in un mondo che vi sembrerà irreale.
Purtroppo non è così. So che può apparire illogico che un esponente delle istituzioni possa aver affermato, nel giro di soli pochi mesi, tutto quello che state per leggere; mi rendo conto che non è credibile pensare ad un uomo che dice tutto ed il contrario di tutto – a volte nella stessa giornata o addirittura nella stessa intervista – senza che qualcuno lo inchiodi alle sue contraddizioni. Insomma, la vostra incredulità è anche la mia, ma purtroppo è inconfutabilmente vero.
Un’ultima precisazione, dovuta: è noto che un giro sulle montagne russe comporta il rischio di trovarsi lo stomaco in gola e una gran confusione regnare in testa. Di conseguenza, invito i più deboli di cuore a soprassedere alla lettura.
Bocchino e la crisi di governo.
“Appare improbabile una crisi della maggioranza che noi abbiamo sempre detto non avremmo mai procurato” Italo Bocchino, 4 settembre 2010.
“La crisi di governo è all’inizio” Italo Bocchino, 9 novembre 2010.
Bocchino e il mandato degli elettori.
“Noi siamo vincolati al mandato degli elettori.” Italo Bocchino, intervistato da “Repubblica” il 1 agosto 2010, replica così al giornalista che gli chiedeva se sarebbero rimasti al governo.
“Sul programma di governo il premier avrà sempre il nostro voto […] il sostegno al programma di governo sarà indiscusso.” Italo Bocchino, intervista a “Repubblica”, 4 ottobre 2010.
"Noi votiamo la sfiducia" Italo Bocchino, tratto dalla dichiarazione di sfiducia contro il governo fatta alla Camera dei Deputati il 14 Dicembre 2010.
Bocchino e “la natura dei numeri”.
“Siamo tutti in attesa di ascoltare Berlusconi, quando in Parlamento spiegherà le ragioni per cui chiede una fiducia che oramai non ha. I numeri parlano chiaro: il premier non ha la maggioranza alla Camera e quindi non ha possibilità di avere la fiducia da tutti e due i rami del Parlamento”. Italo Bocchino, 1° assemblea marchigiana di FLI, 28 Novembre 2010.
”Non è una bufala, è la realtà dei numeri, che per loro natura sono testardi e incomprimibili e che nella democrazia parlamentare decidono le sorti di un governo […] è evidente che ci sono 317 voti per chiudere questa esperienza di governo”. Italo Bocchino esulta per la presentazione alla Camera della mozione di sfiducia del Terzo Polo. 3 dicembre 2010.
“Berlusconi non ha la fiducia alla Camera, il totale per noi è 317” Italo Bocchino 3 dicembre 2010.
“Il posizionamento è finito: da una parte ci sono 317 deputati per la sfiducia e 308-309 dall'altra. Non ci saranno sorprese. Sarà una settimana politicamente tesa, ma di scontri verbali. Berlusconi non ha più la maggioranza. Il consiglio è che vada a dimettersi e poi si sieda attorno a un tavolo con Fini e Casini” Italo Bocchino, intervista a Repubblica del 6 dicembre 2010.
«Quando Pajetta occupò la prefettura contro Scelba, Togliatti gli disse: bravo, ora che ci fai? Ecco, a Berlusconi bisogna dire: e mo' che hai preso la fiducia per tre voti in più, che ci fai?» (ANSA) Italo Bocchino, dopo la sconfitta della mozione di sfiducia alla Camera. 14 dicembre 2010.
“Se Berlusconi pensa di poter risolvere i problemi del Paese passando da un vantaggio di tre a uno di sei o dieci deputati, auguri, prosegua pure con la campagna acquisti.” Italo Bocchino, 16 dicembre 2010.
Bocchino e le elezioni.
"I gruppi parlamentari di 'Futuro e Libertà per l'Italia' hanno detto con chiarezza che garantiranno la fiducia al governo per l'intera legislatura e che voteranno tutti i provvedimenti facenti parte del programma elettorale" Italo Bocchino, 18 agosto 2010.
“[le elezioni]…sono un rischio oggettivo, ma noi non le vogliamo”, Italo Bocchino 1 agosto 2010.
"Tutto il gran parlare che si è fatto di elezioni risulta ingiustificato: andremo avanti tranquilli per tutta la legislatura" Italo Bocchino, 20 agosto 2010.
“Noi non vogliamo elezioni perché la crisi economica è grave.” Italo Bocchino, 6 dicembre 2010.
“Siamo coscienti che le elezioni servano a poco in questo momento.” Italo Bocchino, conferenza stampa FLI Abruzzo, 22 gennaio 2011.
“Se Silvio Berlusconi vuole liberarsi di Gianfranco Fini, c'e' un modo semplice: avere il coraggio di andare al voto. Andiamo subito al voto.” Italo Bocchino, 27 gennaio 2011.
“Berlusconi non andrà alle elezioni perché ha una paura fottuta.” Italo Bocchino, convention veneta di Fli, 29 Gennaio 2011.
Bocchino e l’avanzata di Fli.
“L'impressione è che Berlusconi abbia fatto un errore di calcolo sui parlamentari. Pensava fossimo al massimo 20 alla Camera e di sfiancarci magari alla lunga distanza. Non è andata così. Siamo 33 e diverremo almeno 40.” Italo Bocchino, 1 agosto 2010.
“In tre ci hanno lasciato. Spiace solo che siano stati determinanti per tenere in vita il governo". Italo Bocchino, 16 dicembre 2010. (Oggi Fli può contare su 32 deputati e 10 senatori).
Bocchino e l’allargamento della maggioranza.
“È velleitaria l`idea di qualcuno dell`entourage di Berlusconi di voler sostituire Fini con Casini e va contro la volontà dell`elettorato. “ Italo Bocchino, 25 agosto 2010.
“Nel caso Berlusconi volesse allargare la maggioranza senza rinunciare a chi è stato votato dall'elettorato, se ne può discutere” Italo Bocchino, 25 agosto 2010.
"Berlusconi aveva corteggiato Casini in passato e se non accetta l'idea di allargare a Casini adesso significa che c'e' qualcosa che non va, e cioè che Berlusconi vuole ribadire la vocazione singolare e non plurale del suo governo. La proposta fatta da Fini, di allargare la maggioranza all'Udc, è ragionevole anche per il Premier" Italo Bocchino 8 Novembre 2010.
Bocchino e l’alleanza con la sinistra.
“Non ci sono ragioni per elezioni anticipate - scandisce Bocchino - e non ci sono ragioni politiche e culturali per alleanze di Futuro e libertà con la sinistra” Italo Bocchino, 3 settembre 2010.
D: Quali dovrebbero essere le forze di governo che dovrebbero realizzare questo programma?
R: “Una nuova maggioranza. Penso non solo a Fini e all’Udc, che culturalmente e politicamente è una costola del centrodestra italiano. Ma dobbiamo guardare senza pregiudizi e con una mentalità aperta all’opposizione, che va coinvolta sì in un governo di responsabilità nazionale”. Italo Bocchino, 15 Novembre 2010, intervista al”La Stampa”.
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