Milano, 4 giu. - (Adnkronos/Ign) - "L'indagine è risibile e pubblicata perché c'è stata una denuncia. L'archiviazione sarà certa. E' un caso che dimostra la meschinità delle persone che ci contrastano". Intervistato da Claudio Brachino e Maurizio Belpietro a 'Mattino cinque',
Silvio Berlusconi torna a parlare della vicenda dei voli di Stato assicurando che l'aggravio per le casse dello Stato legato ai viaggi aerei fatti è pari "a zero". Secondo indiscrezioni, l'inchiesta che vede indagato il premier e che verrà trasmessa nei prossimi giorni per competenza al Tribunale dei Ministri, riguarda un volo che portò un cantante e una danzatrice in Costa Smeralda, in Sardegna, per partecipare a un evento nella sua villa.
Il premier è un fiume in piena: ''Vorrei far vedere i conti per ricevere il presidente egiziano Mubarak'' o il ''primo ministro ceco Topolanek'' o il leader russo Vladimir Putin. ''Sono tutti costi che pago io. Dispiace di doverlo dire, ma adesso faccio vergognare i signori della sinistra per le loro meschinità''. E precisa: ''I signori della sinistra fanno critiche ridicole che dimostrano la loro pochezza e invidia personale.
Questi voli costano zero. Se dovessimo, invece, parlare delle cose che costano, allora vorrei far vedere i conti per ricevere Mubarak, che sta in Sardegna una settimana con la moglie e i figli...''.
Berlusconi spiega che l'accoglienza dei capi di Stato e di governo stranieri nella sua villa in Sardegna non è costata un euro alle casse dello Stato, perché tutte le spese sono state a carico del presidente del Consiglio italiano. ''Porto io i cuochi da Roma. C'è una brigata di camerieri che sposto da Roma'' quando ci sono molti ospiti. ''Voglio aprire una parentesi: se Senato, Camera e la presidenza della Repubblica hanno un esercito di cuochi e camerieri, palazzo Chigi ha una cuoca e due camerieri in totale''.
Il leader del Pdl continua: ''Poi normalmente, dopo la cena, per gli ospiti stranieri c'è uno spettacolo e gli artisti non vengono gratis, così come i tecnici. Poi ci sono i regali che si danno e certo non puo' un leader che è anche di suo un tycoon regalare un foulard alla moglie di un capo di Stato o di governo e dunque offre loro cose che girano intorno ai 10mila euro per volta... Tutte queste cose sono fatte a spese di Silvio Berlusconi. Poi, c'è quello che si spende per il vitto anche agli uomini della scorta e della delegazione, per cui c'è una casa a disposizione. I leader, si muovono con 20-25 persone, ricevute alla Certosa senza un euro di costi per lo Stato. Venire a fare scandalo e costringere la magistratura ad aprire un'inchiesta sul presidente del Consiglio che va in Sardegna ad adempiere alla politica del cucù come hanno definito la mia politica, è ridicolo''.
A questo proposito Berlusconi torna a difendere la politica estera del suo governo dalle critiche dei ''parrucconi'' del centrosinistra precisando che ''il cucù non l'ho inventato io me lo ha fatto Putin ricevendomi a San Pietroburgo. Questo significa che c'è una simpatia e una cordialità tra due persone che porta a risolvere i problemi".
Quindi un affondo sule riforme: "Non so se sarà possibile avere la sinsitra a lavorare con noi. Finora non ha voluto farlo. Ma le riforme noi le faremo, perché abbiamo avuto un mandato dagli elettori. Abbiamo i numeri alla Camera e al Senato per farle da soli".
Il Premier si dice poi fiducioso sulla crisi economica: "Ci sono segnali di non aggravamento e anche di miglioramento di certi settori. Basta con la canzone del disfattismo, perché così facendo si produce paura e c'è una modifica degli atteggiamenti e dei consumi da parte dei cittadini. E' un circolo vizioso -avverte- contro cui si deve combattere. Non c'è nessun motivo per abbassare i consumi. Ora c'è bisogno di avere fiducia". E sottolinea: ''Io sono un missionario per uscire dalla crisi, è il mio dovere come capo del governo''.
Il premier ha parlato anche delle prossime elezioni per il Parlamento europeo, sottolineando che ''votando per il Pdl abbiamo la possibilità di avere un'Italia che conti in Europa. Se invece votiamo per i piccoli partiti che devono raggiungere il 4% e per il Pd si andrà a contare zero''. Il Cavaliere ribadisce quelle che sono le sue previsioni raccolte direttamente ''da alcuni protagonisti e personaggi importanti della sinistra'': ''Insisto, perché ho avuto sicuramente informazioni vere da membri del Pd: una parte andrà con Casini, Rutelli farà un suo partito. Loro smentiscono ma questa è la realtà. Una parte, invece andrà con Bertinotti e Rifondazione comunista''. Il Cavaliere spiega: "Ho avuto il coraggio di presentare la mia faccia, evidentemente l'opposizione non ha un leader con una faccia da spendere né che abbia coraggio". ''A parte questo -continua il premier- con il Pd si è tornato ai vecchi vizi della prima Repubblica, perché ancora non dice ai suoi elettori che cosa farà in Europa e in quale gruppo si collocherà. Alla fine faranno un gruppo a sé stante, che non conterà assolutamente nulla''. Quindi alcuni suggerimenti per chi andrùà a votare: "Non basta per votarmi mettere la croce sul simbolo Berlusconi presidente ma bisogna che venga aggiunto anche il nome Berlusconi in bella calligrafia".
Quanto alle sue vicende personali, il premier, in collegamento telefonico con Telelombardia, ha affermato di non leggere ''nulla, perchè la mia vita privata la conosco e non ho bisogno di essere informato, o disinformato, dai giornali. Leggo i titoli della prima pagina e basta. Purtroppo -ha detto Berlusconi- abbiamo una carta stampata e anche un televisione in generale che rappresenta un'Italia diversa da quella che è veramente".
Rispondendo poi a una domanda sui suoi rapporti con la Lega, il Cavaliere ha chiarito che "C'è ormai una consolidata e profonda amicizia tra me e Umberto Bossi. Ci vogliamo veramente bene sul piano dell'amicizia. C'è un rapporto di amicizia e collaborazione anche con i ministri Calderoli, Maroni e Zaia. Lavoriamo insieme come un'unica squadra". "Ho al mio fianco nel Consiglio dei Ministri -ha continuato- dei ministri della Lega e non c'è mai stata una sola occasione in cui il giudizio che dovevamo dare su questo o quel provvedimento ci abbia divisi".
Poi "in campagna elettorale -ha aggiunto Berlusconi- c'è una competitività per cui ciascuno cerca di portare a casa il numero maggiore di voti, ma dovunque vadano i voti saranno tesi nella realizzazione di un'unico programma". In caso di sorpasso della Lega sul Pdl, ha continuato Berlusconi, "non succederebbe niente, ma spero che non avvenga e che anche in Veneto si possa continuare ad avere un presidente che esca dalla nostre file. Al contrario la Lega avrebbe il totale diritto di chiedere un proprio presidente''. Ma tutto, ha spiegato, "dipende dal risultato elettorale. E' uno stimolo per tutti coloro che vogliono che si continui con la gestione del Pdl a votare Pdl, per non farci bagnare il naso dalla Lega".