http://it.wikipedia.org/wiki/Nani_e_ballerine

La paternità dell'espressione appartiene a Rino Formica[3][1], ministro delle Finanze, ma anche esponente di spicco dello stesso partito socialista, che la utilizzò per etichettare l'ambiente umano e politico della dirigenza del suo partito, bollata, con toni spregiativi, come una «corte[4] di nani e ballerine»[1][3].

L'epiteto era riferito in particolare all'Assemblea Nazionale del Partito socialista italiano, priva di ogni potere decisionale, con cui era stato sostituito il Comitato centrale, fino ad allora vero organo politico del PSI. Quell'assise, ossequente e pletorica, era imbottita di personaggi di varia indole e provenienza, da Sandra Milo a Sergio Zavoli [3].

A fare da specchio di quella classe dirigente vi erano anche le aziende sotto controllo statale, oggetto di lottizzazione politica, con la massima visibilità offerta al fenomeno nelle televisioni di stato. Nel gruppo dirigente e nell'organico di quelle aziende, oltre ad amministratori politici e professionisti, facevano la loro comparsa esponenti di quella corte di «pupe di regime»[1] che si agitava intorno alla classe dirigente del PSI, e di cui viene considerato simbolo l'attrice Ania Pieroni[1], che fu legata da una relazione sentimentale al leader del PSI Bettino Craxi.


nani e ballerine

'sto formica nemmeno si poteva immaginare di quanto ci avesse azzeccato...

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