di Gian Maria Chiocci pg.10 de ilgiornale.it 4 febb. 2011

La storia di Ruby, tale e quale, un anno prima.
Una storia inedita, tenuta nasco*sta dagli inquirenti, da legge*re dunque con estrema atten*zione.
Dopo averla racconta*ta in dieci pagine di verbale al*la polizia di Messina, l’amica del cuore della minorenne marocchina la ripete in esclu*siva al Giornale .
Lo sfogo di Graziana Cubeta, titolare di un’agenzia di marketing e moda sullo Stretto, arriva di getto.
Tutto d’un fiato:

«In questi mesi sono arrivati a of*frirmi fino a 40mila euro per un’intervista su Ruby. E se non ho mai aperto bocca è perché credevo bastasse quel che avevo riferito, nei detta*gli, in un drammatico interro*gatorio durato 13 ore.
Col pas*sare del tempo, però, ho visto che uscivano verbali, intercet*tazioni, articoli che descrive*vano Ruby per quello che non era, e mai un accenno a quel che avevo raccontato io insie*me a quel padre di famiglia che si era preso a carico la ra*gazza per salvarla dalla stra*da.
Evidentemente la nostra verità non faceva comodo a chi vuole dipingerla per forza come una ragazzina di facili costumi.
Ora vi dimostro che Ruby non è, non può essere, una prostituta».

Da dove cominciamo?
«Dal nostro primo incon*tro, in un locale di Messina. Primi mesi del 2009.
Ruby mi viene presentata da una si*gnora che gestisce un centro estetico e che conosco per*ché le avevo curato la pubbli*cità del negozio.
Non so per*ché ma con quella ragazza nordafricana, bellissima, en*tro subito in confidenza. Par*liamo a lungo, fino a quando mi prende da parte e mi confi*da di essere terrorizzata:
“Ti devo parlare, voglio fidarmi, non ho scelta. Sento che sei una brava persona, devo rac*contarti delle cose orribili. Non conosco nessuno, aiuta*mi, ti prego”».

Che cosa le raccontò?
«L’esordio è una bugia: mi dice di essere egiziana e che è qui in vacanza. Poi, successi*vamente, si apre sempre più aggiungendo che è musulma*na, marocchina e minoren*ne. Ci resto di sasso per la mi*nore età perché le dò minimo 23-25 anni.
Mi confessa d’aver subìto molestie, violen*ze inaudite dal padre, e che per questo motivo è scappata di casa. Ammette che a tutti dice qualche bugia e di essere maggiorenne perché sennò non trova lavoro, e quel poco da fare che trova lo deve sem*pre abbandonare perché tutti le saltano addosso.
Non ha un tetto, due soli vestiti in una busta di plastica, mai un euro in tasca, a volte dorme sulle panchine o nei parchi. Insom*ma, si muore letteralmente di fame. “Aiutami, ti prego”.
Mi racconta tutta la sua vita, inti*mamente, senza freni.
Del*l’olio bollente in testa, delle frustate sulla schiena di cui esistono le foto scattate dai medici.
Delle botte prese per*c*hé ha deciso di cambiare reli*gione.
Lo stesso identico rac*conto che ha fatto nell’intervi*sta a Signorini in tv. Doman*datevi. Che motivo avrebbe avuto di mentire, in tempi non sospetti, a me che non so*no nessuno e per di più una persona che in modo disinte*ressato le sta dando una ma*no?
Non mentiva, ne sono si*curissima.
Tornando a quel periodo, mi fa subito una gran pena, giuro.
Decido di aiutarla d’accordo con mia madre e con una bravissima persona, un padre di fami*glia, che insieme a sua figlia in un secondo momento la ospita a casa».

Torniamo alla prostituzio*ne. Perché, a suo dire, Ru*by non può averla esercita*ta?
«Ci sto arrivando. Tra le la*crime Ruby confessa che la donna che gestisce il centro estetico dove lei lavora l’ha ri*petutamente invitata a prosti*tuirsi in feste e case private di gente facoltosa. Mi giura d’es*sersi sempre rifiutata di fare sesso a pagamento perché, so*lo l’idea, la fa vomitare. Prefe*risce morire di fame, come ef*fettivamente si moriva, piut*tosto che cedere. Se solo si fos*se venduta, tanto era bella e richiesta a Messina, sarebbe diventata presto miliardaria. E invece niente.
Eppoi era sot*to ricatto: perché non avendo un tetto Ruby dormiva nel centro estetico. “Aiutami a scappare...” ripeteva».

Ma lei alla polizia ha rac*contato anche queste co*se?
«Questo e quello che ora le dirò.
Basta andare a prender*si il verbale. È tutto lì».

Continui.
«Un giorno Ruby scappa dal centro e si presenta a casa mia.
Io chiedo aiuto a un ami*co dei miei genitori perché lei è minorenne. Per quello che posso fare le compro qualche vestito visto che non ha nep*pure le mutande, le offro un letto, da mangiare, la mia ami*cizia.
Presto però iniziano strane telefonate anonime e minatorie.
Ruby poi casca in un tranello teso dalla sua ex datrice di lavoro che, a sua in*saputa, l’ha denunciata per il furto di un bracciale rivendu*to, sempre a detta della don*na, per comprarsi vestiti e bor*se griffate: all’appuntamento Ruby però trova la polizia che la trascina in questura anche perché priva di documenti (che il padre le aveva seque*strato).
Da qui mi telefona in preda alla disperazione. Con l’amico dei miei genitori ci precipitiamo da lei e...».

Sembra di rivedere la Mi*netti...
«Faccia lei. La trovo in lacri*me, che trema. Quando mi ve*de mi abbraccia e non lascia la mano un secondo. Spiego a chi la sta interrogando che era impossibile quel che rac*contava la proprietaria del centro estetico, che evidente*mente aveva paura di quel che Ruby mi potesse raccon*tare sulle pressioni a prostitu*irsi.
Dimostro facilmente che la ragazza vive con un amico dei miei genitori (che firmerà anche una sua deposizione), che non ha mai avuto un cen*tesimo e che se solo avesse davvero rubato il bracciale coi soldi avrebbe potuto com*prarsi vestiti o fare la bella vi*ta, e invece vive dei 20 euro al giorno che le regalo. Alla poli*zia Ruby ha il coraggio di de*nunciare le pressioni di quel*la donna, ma al tempo stesso è terrorizzata all’idea di finire nuovamente nella comunità di delinquenti e drogati da do*ve era già scappata».

L’hanno rilasciata?
«Sì, dopo l’intervento di al*cuni politici da me interpella*ti.
L’indomani la mandano in una casa di accoglienza di ra*gazze madri, un ambiente de*cisamente più tranquillo.
Ma per lei era come stare in un carcere.
Per questo, dopo due mesi, scappa.
Senza dir*mi una parola.
Ci sono rima*sta male, ma poi ho capito la sua scelta, la sua voglia di vive*re, di emanciparsi, di diventa*re una ballerina.
Quando ho sentito il suo nome in tv per poco non cado alla sedia.
Non ci volevo credere.
Lei che rischia di far cadere il go*verno, il premier indagato per aver fatto sesso a paga*mento con Ruby?
Non scher*ziamo.
Non s’è prostituita quando stava morendo di fa*me, figurarsi se ha tradito se stessa una volta raggiunto il sogno di Arcore».

saluti