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el cuntadin
La Marca Adriatica, vero federalismo
Spacca a Teramo: “Grande opportunità di sviluppo la collaborazione con Abruzzo, Molise e Puglia”
Teramo Dal 2014 l’Unione europea non finanzierà più le regioni ma solo le macroaree, ovvero parti di territorio costituite insieme. E proprio nel 2014 l’Italia assumerà la presidenza europea. Non c’è quindi tempo da perdere e le regioni devono mettersi assieme in una sorta di federalismo progettuale se vogliono aspirare a quei finanziamenti che purtroppo il governo nazionale non è più in grado di assicurare per la crisi economica. Protagonista di questa ambasciata della Marca Adriatica è il governatore delle Marche, Gian Mario Spacca, che proprio ieri, di ritorno da Bruxelles dove è stato relatore della proposta di parere su questo specifico argomento, ha illustrato i contenuti dell’iniziativa al Parco della Scienza di Teramo su invito del Pd abruzzese.
Spacca ha ripercorso a grandi linee perché è stata ideata la Marca Adriatica partendo dal presupposto come, dopo la regione Baltica, ora Bruxelles abbia capito che è giunto il momento di aiutare il sud-est dell’Europa. “Le macroaree e in particolare la Marca Adriatica sono una straordinaria opportunità di sviluppo economico - ha rimarcato il presidente della giunta marchigiana - nel quale non solo le regioni ma anche le Camere di commercio, le università, le città devono essere coinvolte. Le macroaree significano anche possibilità di finanziare le infrastrutture con il Corridoio Adriatico mettendo a sistema i porti, la pesca, la piccola e media imprese, potenziando i collegamenti autostradali e ferroviari. Finora la dorsale adriatica non è stata inserita nei progetti strategici come l’alta velocità ma ora c’è la possibilità di recuperare terreno proprio grazie alla Marca Adriatica”.
Ma per raggiungere questo ambizioso obiettivo ci vuole un cambio di marcia culturale. Su questo concetto ha insistito moltissimo il governatore delle Marche sottolineando l’importanza di concordare fin da adesso iniziative in comune con Abruzzo, Molise e Puglia.
“Ci unisce il mare e abbiamo di fronte un mare di opportunità” ha concluso Spacca il quale rispondendo ai presidenti di Confindustria Abruzzo, Mauro Angelucci e Molise, Michele Scasserra che considerano le Marche una stella polare, ha spiegato come l’internazionalizzazione delle imprese e l’innovazione di prodotto hanno reso competitiva la nostra regione alleviando gli effetti della crisi economica.
Le Marche sono un modello di sviluppo al quale l’Abruzzo tende. Lo ha ribadito nel suo intervento il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Camillo D’Alessandro: “Abruzzo, Marche e Molise devono federarsi per essere grandi in un contesto più grande quale quello europeo. In queste tre regioni vivono circa tre milioni di persone ma sono quasi dieci milioni quelli che potrebbero essere interessate a tornare in queste terre. Ci sono progetti come la Pedemontana e il sistema portuale che andrebbero condivisi” ha aggiunto D’Alessandro ricordando come già nell’anno Mille sotto Roberto d’Altavilla le tre attuali regioni collaborarono. D’Alessandro ha preso a modello anche la promozione del territorio marchigiano con la sponsorizzazione di Dustin Hoffman “se è vero che milioni di americani ora vogliono visitare quella regione”. Il consigliere regionale abruzzese Giuseppe Di Luca ha sottolineato le affinità sociali ed economiche che accomunano il Teramano e il Piceno mentre il segretario provinciale del Pd teramano, Robert Verrocchio, ha sostenuto l’esigenza di rafforzare il legame con le Marche per unire le forze in ottica di finanziamenti comunitari. Al convegno hanno preso parte anche Italo Lupo, presidente regionale della Cna Abruzzo, l’ex sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso, Gabriele Marchese della “Tela dei sindaci” mentre il dibattito è stato moderato dal consigliere regionale del Pd Claudio Ruffini.
mario paci,
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