Rif: Acquisti dall'estero
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Gauss
ma che utilità ha una cosa del genere ?
La creazione di un registro di partite IVA autorizzate è funzionale alla razionalizzazione dei controlli, e alla loro maggiore incisività. Ciò che stupisce è che effettivamente è un formidabile ostacolo di natura amministrativa alla creazione di un mercato comune europeo, e per di più sembra un intervento dello Stato non-orizzontale.
Non riesco a cogliere la logica di fondo, hanno preferito creare una strozzatura al commercio comunitario di beni e servizi - più o meno grande a seconda dei criteri di autorizzazione - e non adottare altre misure che a prima vista sembrerebbero più efficienti e meno anti-integrazioniste.
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giacomo
Ops si, giusta precisazione, è per operazioni intracomunitarie. L'autorizzazione è automatica nei seguenti casi, altrimeni bisogna fare richiesta. Secondo me è la solita cagata burocratica e non negheranno l'autorizzazione...
Vige la tabella:
http://img545.imageshack.us/img545/7779/immagine2b.png
Capito, ma chi non è autorizzato? Ci dovrebbero pur essere dei criteri da soddisfare. E se daranno l'autorizzazione - de facto - su mera richiesta è più che altro un esempio di inutile proliferazione di burocrazia e di intimidazione al commercio europeo.
Rif: Acquisti dall'estero
Dall'articolo si dovrebbe dedurre che non è obbligatoria la richiesta di autorizzazione per ogni singolo acquisto, ma solo per entrare nella lista di chi può fare acquisti intraeuropei.
E' una menata, ma è fatta per contrastare l'evasione IVA su acquisti fuori dai confini nazionali... e dunque... giustificata. :D
Rif: Acquisti dall'estero
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giacomo
Secondo me? nessuna. Ma io sono sulla via dell'anarco capitalismo quindi faccio poco testo.
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Defender
La creazione di un registro di partite IVA autorizzate è funzionale alla razionalizzazione dei controlli, e alla loro maggiore incisività. Ciò che stupisce è che effettivamente è un formidabile ostacolo di natura amministrativa alla creazione di un mercato comune europeo, e per di più sembra un intervento dello Stato non-orizzontale.
Non riesco a cogliere la logica di fondo, hanno preferito creare una strozzatura al commercio comunitario di beni e servizi - più o meno grande a seconda dei criteri di autorizzazione - e non adottare altre misure che a prima vista sembrerebbero più efficienti e meno anti-integrazioniste.
Ah, ho capito.
Fará parte del programma per la semplificazione normativa.
Rif: Acquisti dall'estero
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gigionaz
Dall'articolo si dovrebbe dedurre che non è obbligatoria la richiesta di autorizzazione per ogni singolo acquisto, ma solo per entrare nella lista di chi può fare acquisti intraeuropei.
E' una menata, ma è fatta per contrastare l'evasione IVA su acquisti fuori dai confini nazionali... e dunque... giustificata. :D
Giustificata solo in parte: per rompere una noce non hai bisogno di usare la sega circolare anche sul tavolo sottostante.
Rif: Acquisti dall'estero
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Defender
Capito, ma chi non è autorizzato? Ci dovrebbero pur essere dei criteri da soddisfare. E se daranno l'autorizzazione - de facto - su mera richiesta è più che altro un esempio di inutile proliferazione di burocrazia e di intimidazione al commercio europeo.
Allora per me è la classica inutile gabella burocratica (anzi mi stupisco che non ci abbiano messo già qualche bollo per fare un po' di grano). Detto questo è un modo per dire "se fai operzioni iva intracomunitare e non paghi in regola, ti revochiamo il permesso". E' per dare un potere 'coercitivo' maggiore all'agenzia entrate. Come se poi se uno ha bisogno di qualcosa se ne sbatta dei permessi o meno. Classica manovra antiliberale.
Rif: Acquisti dall'estero
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Obi1Kenobi
Solo di questo potete parlare voi bananieri. Non sapete fare altro, come il vostro padrone.
i padroni ce li hanno i cani, come sta il tuo?
in 2 minuti ho risolto con un culo (vostra ossessione passiva) il quesito di gigionaz, sapresti fare altrettanto?
Rif: Acquisti dall'estero
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giacomo
Allora per me è la classica inutile gabella burocratica (anzi mi stupisco che non ci abbiano messo già qualche bollo per fare un po' di grano). Detto questo è un modo per dire "se fai operzioni iva intracomunitare e non paghi in regola, ti revochiamo il permesso". E' per dare un potere 'coercitivo' maggiore all'agenzia entrate. Come se poi se uno ha bisogno di qualcosa se ne sbatta dei permessi o meno. Classica manovra antiliberale.
Più che antiliberale, è anti-integrazionista. :conf:
Spero che qualcuno integri e precisi, allo stato attuale mi sembra una follia.
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Defender
Più che antiliberale, è anti-integrazionista. :conf:
Spero che qualcuno integri e precisi, allo stato attuale mi sembra una follia.
A me, dopo la risposta avuta con il link all'articolo, sembra meno grave. In definitiva chiedono solo di essere presente in una lista. In altre parole non sembra essere un'iniziativa ultrastatalista dal punto di vista fiscale e, in generale, di organizzazione della libertà di impresa e di commercio. Mi sembra invece una ovvia iniziativa di uno stato moderno che vuole standardizzare il controllo sulla vita del cittadino, renderlo efficiente e adeguarlo ai livelli dei competitors.
...
Io stesso avverto una volontà di ironia in quello che ho detto... :D
Rif: Acquisti dall'estero
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Defender
Più che antiliberale, è anti-integrazionista. :conf:
Spero che qualcuno integri e precisi, allo stato attuale mi sembra una follia.
Comunque questo è solo l'inizio. Ne parlavo con amici, ormai la vera frontiera è aprire aziende in comunità europea ed operare in Italia, possibilmente non solo qui, per evitare l'accusa di esteroversazione. Con la comunità europea si aprono nuove possibilità di fiscalità di vantaggio. Anche per questo è assolutamente necessario ridurre la fiscalità (e le spese ) dello stato. Qualsiasi idea di mantenimento della spesa senza abbassamento fiscale (quindi magari tentare di ridurre il deficit con la lotta all'evasione) è comunque fallimentare a medio termine.
Rif: Acquisti dall'estero
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gigionaz
A me, dopo la risposta avuta con il link all'articolo, sembra meno grave. In definitiva chiedono solo di essere presente in una lista. In altre parole non sembra essere un'iniziativa ultrastatalista dal punto di vista fiscale e, in generale, di organizzazione della libertà di impresa e di commercio. Mi sembra invece una ovvia iniziativa di uno stato moderno che vuole standardizzare il controllo sulla vita del cittadino, renderlo efficiente e adeguarlo ai livelli dei competitors.
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Io stesso avverto una volontà di ironia in quello che ho detto... :D
:D
No, vabbè, la logica c'è e funziona pure, mi piacerebbe capire il modo di entrare in lista, che dall'articolo non ho compreso.
Se sono adempimenti facili e banali, non c'è nulla di che, altrimenti l'effetto è complessivamente negativo.
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giacomo
Comunque questo è solo l'inizio. Ne parlavo con amici, ormai la vera frontiera è aprire aziende in comunità europea ed operare in Italia, possibilmente non solo qui, per evitare l'accusa di esteroversazione. Ma con la comunità europea si aprono nuove possibilità di fiscalità di vantaggio. Anche per questo è assolutamente necessario ridurre la fiscalità (e le spese ) dello stato. Qualsiasi idea di mantenimento della spesa senza abbassamento fiscale (quindi magari tentare di ridurre il deficit con la lotta all'evasione) è comunque fallimentare a medio termine.
Società di diritto europeo? :gluglu: