Doping: Riccò, aperto procedimento
Avrebbe ammesso autoemotrasfusione
ROMA - L'ufficio della procura antidoping del Coni, sulla base delle notizie apparse sulla stampa, ha aperto un procedimento disciplinare nei confronti del ciclista professionista Riccardo Ricco'. Ricco' e' stato ricoverato domenica in ospedale dopo un malore.
Riccò - che in passato ha già subito una squalifica per doping di 20 mesi perché trovato positivo all'Epo di ultima generazione durante una tappa del Tour de France 2008 - rischia da 8 anni alla squalifica a vita. Anche la Procura di Modena ha aperto un fascicolo conoscitivo relativo al malore che ha colpito Riccò. Il procuratore capo di Modena Vito Zincani ha specificato che l'ospedale di Pavullo, dove inizialmente domenica era stato portato il corridore, sta fornendo gli esiti dei primi esami sul corridore, che si era sentito male sabato dopo un allenamento. "Solo dopo averli raccolti potremo ipotizzare la violazione in relazione all'articolo 9 della legge antidoping", ha detto.
PM, A MEDICO HA AMMESSO AUTOEMOTRASFUSIONE - Riccardo Riccò avrebbe riferito al primo medico che lo ha preso in cura dopo il malore, domenica all'Ospedale di Pavullo, di essersi fatto un'autoemotrasfusione utilizzando proprio sangue conservato in frigorifero. Lo ha confermato il procuratore di Modena Vito Zincani. Il corridore, mentre riceveva le prime cure al Pronto Soccorso, avrebbe anche riferito al medico di aver tenuto il proprio sangue per circa venticinque giorni prima di riimmetterselo, e di temere per lo stato in cui era stato conservato.
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