
Originariamente Scritto da
Edmond Dantes
Quoto Kobra ma volevo anche reputarlo, cosa che non mi è ancora consentita dal sistema. Lo farò.
Osservo incidentalmente una sospetta salomonicità tra le due posizioni che fanno capo alla medesima Procura di Roma.
Da un lato abbiamo la richiesta di archiviazione relativa alle indagini sulla casa di Montecarlo perchè, a dire della Procura, il fatto non integrerebbe gli estremi della truffa da parte dell'indagato Fini.
Dall'altro, i documenti che accertano la proprietà di quell'appartamento che viene identificata in Giancarlo Tulliani - cognato di Fini - e che risultano correttamente trasmessi da S. Lucia al Ministero degli Esteri, tanto da meritare la richiesta di archiviazione in ordine al reato di abuso di ufficio ipotizzato contro Frattini, vengono ritenuti, dalla Procura di Roma, ininfluenti ai fini della valutazione penale per la Truffa.
Se la Truffa, è costituita da quella condotta la quale viene punito
"chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno...", viene da chiedersi come mai la Procura di Roma ritiene ininfluenti documenti che dimostrano tutta la consistenza di quegli artifizi (costituzione di società off shore finalizzate a quell'acquisto) e che provano tutta la solidità del raggiro posto in essere (prezzo di acquisto decisamente inferiore a quello che il mercato stabiliva al momento della compravendita ed a quello, sembra, offerto - 1.000.000,00 di Euro - dal terzo esautorato dalla trattativa)?
L'atteggiamento della Procura sembra salomonico. Pari e patta nell'auspicio che il tormentone mediatico-giudiziario cessi.
Promuoviamo l'archiviazione per Frattini perchè nell'acquisire quei documenti ha esercitato correttamente le funzioni di Ministro, ma promuoviamo altresì l'archiviazione per Fini e Tulliani respingendo quelle carte che, ove acquisite, ne dimostrerebbero tutta la responsabilità.
Mi piacerebbe conoscere l'opinione degli iscritti di An che sono stati danneggiati nel patrimonio da questa condotta e che potrebbero costituirsi parte civile nell'eventuale processo.

Forse, dovremmo chiedere anche ai cittadini dello Stato Italiano, magari a quelli che agitano le manette per gli evasori, cosa ne pensano relativamente al fatto che mediante quegli artifizi qualcuno ha glissato il sistema fiscale non corrispondendo alla agenzia delle entrate quanto dovuto se, un cittadino Italiano oppure una società Italiana, avesse corrisposto il prezzo reale.