Bersani: «Scossa? Neppure solletico»
Da Ruby al Pil. Gli scandali portano fino al campo di competizione ideale di Pierluigi Bersani, il terreno di una sfida sui fatti: crescita delle imprese, redditi degli italiani, occupazione. Anche se il segretario del Pd parla di «un'operazione di distrazione» del premier, alla fine, è più a suo agio a parlare di liberalizzazioni, politiche industriali e incentivi per le imprese, temi di cui si è occupato per anni. Dunque, quel piano per la crescita del governo è stato per il segretario Pd come un invito a nozze. Peccato che non abbia trovato il buffet. Zero sostanza, insomma, o come dice il suo più stretto collaboratore, Stefano Fassina, «sono solo testi esaminati, nulla è stato approvato». E così la «scossa» che il premier dice sia in arrivo sul Pil italiano è solo «solletico» per Bersani e forse «nemmeno quello». Il botta e risposta corre tra due conferenze stampa, una a Palazzo Chigi in tarda mattinata e l'altra – dopo un'ora – dalla sede del Pd dove Bersani usa ancora quell'espressione «operazione di distrazione». Non servono certo le modifiche agli articoli della Costituzione per accelerare una crescita esangue ma piuttosto, spiega il leader nella sua veste di ex ministro dell'Industria «qualcosa che metta mano all'economia reale: una manovra economica, una manovra fiscale e un certo numero di riforme per la crescita». E poi una stoccatina finale, forse per irritare ancora di più il ministro Giulio Tremonti visto che Bersani attribuisce tutta l'operazione di ieri a Giuliano Ferrara: «La scossa si dà facendo le riforme e non quando un pur volenteroso Ferrara scrive un articolo per il Corriere della Sera».
E il ministro dell'Economia diventa oggetto delle riflessioni politiche in casa "democratica", proprio a sottolineare che quel consiglio dei ministri doveva avere un protagonista che invece è apparso piuttosto «defilato». Lo dice Fassina che maliziosamente racconta di aver seguito la conferenza stampa del premier ma di aver visto Tremonti «non particolarmente supporting», anzi. «In pratica ha preso le distanze da questo piano dicendo che quello vero arriverà ad aprile quando sarà lui a presentarlo con il piano nazionale di riforme che sarà sottoposto al vaglio di Bruxelles». Insomma, le smagliature dentro al governo vengono passate alla lente anche se è il merito delle proposte di ieri a finire nel mirino. Le spiega sempre Fassina che del segretario è consigliere economico oltre che responsabile del Pd: «I limiti sono tre: le proposte sulle liberalizzazioni non sono state approvate ma esaminate; la delega sugli incentivi alle imprese era già scaduta ad agosto, dunque, più che una scossa c'è un ritardo del governo; infine, si interrompe un sistema collaudato di finanziamento come il credito d'imposta per sostituirlo con un altro che creerà un vuoto legislativo e un ritardo per le aziende».
Anche la conferenza stampa del Pd non era sguarnita di testi e materiali in cui – una per una – vengono rimesse insieme le proposte di legge dei democratici presentate nel corso della legislatura o gli emendamenti alle finanziarie Tremonti. «Siamo pronti per governare», dice Bersani e i sondaggi – questa volta – sembrano dargli ragione visto che lo indicano vincitore in una sfida a due con il Cavaliere.
LE CONTROPROPOSTE
Carburanti ed energia
Libertà di approvvigionamento; acquirente unico per il commercio all'ingrosso dei carburanti; separazione rete e trasporto gas; eliminazione dei vincoli regionali sulla distribuzione
Banche
Portabilità gratuita dei conti correnti; abolizione della clausola di massimo scoperto; divieto di ricoprire incarichi incrociati nei Cda;
Assicurazioni
Abrogazione del tacito rinnovo Rc auto; divieto di modifiche unilaterali; revisione del meccanismo bonus/malus
Professioni
Modernizzare gli ordini e favorire la concorrenza
Fonte: Bersani: «Scossa? Neppure solletico» - Il Sole 24 ORE





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