
Originariamente Scritto da
Florian
CINQUE RIFLESSIONI SUL TERZO POLO
Il Corriere della Sera, 10 febbraio 2011
Lettera di FRANCESCO RUTELLI
Caro Gianfranco, domani nascerà a Milano la forza politica che si riconosce nella tua leadership. Nel nuovo Polo per l`Italia, c`è un segno singolare: tra coloro che lo costruiscono ci siamo anche noi due, avversari dagli inizi del bipolarismo italiano. A proposito del futuro della nostra coalizione politica, i sondaggi dicono due verità: che i consensi per il «Terzo polo» (tra il 14 e il 20%) vanno ben oltre la somma dei nostri partiti;
che il vero spazio di crescita risiede in quel 4o per cento e più di italiani che oggi non si dichiarano, che sono incerti, sfiduciati. Non dobbiamo mancare l`appuntamento. Per questo, ti prego di accogliere cinque mie riflessioni.
Uno. La novità del nuovo Polo sta proprio nella volontà di unire molte persone che erano divise; di farlo su un`idea positiva dell`Italia e con l`ambizione di assumere decisioni indispensabili, difficili, inizialmente anche impopolari
. E chiaro che noi pensiamo a un governo di larga condivisione, perché prenda le misure necessarie alla ripresa della crescita economica, dell`occupazione, della coesione nazionale. Una maggioranza non condizionata dalla partigianeria, né dall`estremismo.
Due. Non siamo uniti, né accecati, dall`antiberlusconismo.
Vogliamo superare questa stagione di contrapposizione totale, che ormai sta arrivando al ventennio. E l`Italia non è certo andata avanti. È, evidentemente, più fragile, più divisa, meno dinamica, meno rispettata nel mondo.
Tre.
C`è una parola che apparteneva storicamente alla cultura di destra, e che oggi si usa molto poco. E la parola ordine. Vorrei che, su basi nuove, riprendessimo a usarla insieme.
La stagione politica cui dovremo concorrere mira a rimettere ordine nel nostro Paese, a operare perché in Italia ciascuno senta di contribuire in modo serio ai necessari obiettivi nazionali facendo la propria parte con onore (e creatività, magari), nel lavoro, nell`impresa, nelle istituzioni. Un ordine che dovrà portare soluzioni moderne (anche sull`assetto dei poteri regionali e locali) e coraggiose (anche sull`integrazione degli immigrati e la
fine dell`illusione multiculturale).
Quattro. Voi porterete al nuovo Polo una cultura di centrodestra, che state ridefinendo in modo molto interessante.
Ma è ovvio che la nostra coalizione non si definirà con la topografia; non solo perché Casini e l`Udc sono centristi, e molti di noi di ApI, Alleanza per l`Italia, proveniamo dal centrosinistra;
piuttosto, perché queste definizioni, valide nelle biografie del XX secolo, sono oggi del tutto inadatte. Invece, c`è da fare davvero, dopo tutti questi anni, una «rivoluzione liberale».
E penso che
i dubbi che diversi cattolici hanno espresso nei tuoi confronti li supereremo agendo sul terreno delle virtù e dei valori civici, e della concreta promozione delle esigenze reali - e dimenticate - delle famiglie italiane.
Cinque.
Faccio mie le vostre critiche al conservatorismo di sinistra. Condividiamo quelle alla deriva populista e padronale del centrodestra italiano. Errori, come la legge élettorale Calderoli, porteranno lunghe conseguenze tossiche: già le vediamo nelle aule del Parlamento.
Ma è l`antipolitica, che dobbiamo sconfiggere. Tra i suoi guasti, una folla di dilettanti e di demagoghi occasionali, che non hanno intenzione né interesse nel costruire, unire, progettare, realizzare. Tutto il mondo democratico non è guidato da antipolitici, ma da politici: Sarkozy, la Merkel, Cameron, la Clinton, Obama; come lo sono ì leader dei mutamenti in India, Cina, Brasile.
L`unico politico/antipolitico è Berlusconi (che, purtroppo, si intende bene con i capi autoritari). Il dovere di una generazione come la nostra, di cinquantenni con lunghe esperienze (di amministrazione, di governo, di guida di partiti complessi) è di concorrere a riportare in Italia rispetto verso la politica, attraverso una chiara visione degli obiettivi, una paziente collaborazione e, soprattutto, la formazione di nuovi dirigenti, di giovani leader che guideranno il Paese nei prossimi decenni.
Per questo vi auguro buon lavoro; a Milano, e molto oltre. Verso il domani; una parola che nella democrazia israeliana si scrive Kadima; il partito dove si sono incontrati Ariel Sharon e Simon Peres, due storici avversari (molto, ma molto più grandi di noi!), per amore della loro Patria.
Governo Italiano - Rassegna stampa