DAGOREPORT/2 - LA LETTERA DI MUBARAK, FRATTINI E LA MISSIONE DI PACE IN EGITTO
La storiella di Ruby, "nipote del presidente egiziano Mubarak", sbuca fuori il 28 ottobre 2010 da un articolo di Colaprico e D'Avanzo su Repubblica, due giorni dopo lo scoop di Barbacetto sul "Fatto". Dopo di che, il diluvio di sbertucciamenti e titoloni su i giornali di mezzo mondo.
Il messaggio, per niente sublimale, che "Mubarak ha una nipote marocchina che fa la mignotta" dilaga subito sulla scrivania del faraone del Cairo. Uno, due, tre giorni di martellamento mediatico e parte una lettera dai toni durissimi di Mubarak all'indirizzo del primo inquilino di Palazzo Chigi, portata brevi manu dall'ambasciatore dell'Egitto in Italia.
Da allora, vista la mala parata, Berlusconi riduce "Ruby, nipote di Mubarak", a una battuta scherzosa, da non prendere sul serio, pronunciata al telefono di Pietro Ostuni, capo di gabinetto del Questore Vincenzo Indolfi, per gioco, ovviamente.
Intanto il premier corre ai ripari diplomatici per calmare l'incazzatissimo presidente egiziano inviando in missione di pace il "postino" della Farnesina, Frattaglie Frattini in Medio Oriente.
E' il 22 novembre 2010 quando l'Ansa lancia il seguente "take": "Comincia oggi in Israele una fitta missione mediorientale di quattro giorni del ministro degli Esteri, Franco Frattini, destinata a culminare con una tappa nella Striscia di Gaza e focalizzata in primo luogo sui temi del rilancio dei negoziati e sui dossier dei diritti umani.
Frattini, dopo lo sbarco all'aeroporto di Tel Aviv, ha in agenda per il pomeriggio incontri a Gerusalemme con il premier israeliano, Benyamin Netanyahu.... A seguire e' programmata una sosta a Sderot, la cittadina a sud d'Israele bersaglio in passato di ripetuti lanci di missili dalla Striscia di Gaza che precedera' il trasferimento in Egitto per colloqui coi vertici del governo del Cairo e il presidente, Hosni Mubarak".
Ma, a quanto pare, il viaggio di Frattini in Egitto non è avvenuto. E pare confermato il fatto che il Mubarak furioso che non abbia avuto nessuna voglia di ricevere il messaggero di Berlusconi. Dopodiché, scende il sipario sulla "nipote di Mubarak", da parte dei berluscones fino a quando - 25 gennaio scorso - non scoppiano i casini al Cairo. Il Faraone ottuagenario ovviamente non ha per la testa Ruby-Silvio e ***** vari, con un paese che si sta sollevando contro. E subito riparte la storiella della marocchina d'Egitto.
L'8 febbraio 2011 leggiamo sulla Stampa (OGGI LE COMICHE - PER GIUSTIFICARE L’ORMAI MITICO RIFERIMENTO DEL CAVALIER POMPETTA ALLA “NIPOTE DI MUBARAK”, IL MAGO GHEDINI TIRA FUORI DAL CILINDRO UN MALCAPITATO INTERPRETE EGIZIANO CHE AVREBBE MAL INTERPRETATO UN DIALOGO TRA IL CAIMANO E MUBARAK - ) a firma di Paolo Colonnello: "Come venne in mente a Silvio Berlusconi di dire che Ruby Rubacuori era la «nipote di Mubarak»? Pare che nelle nuove carte depositate sabato in procura dalla difesa del Premier ci sia anche questa risposta: un interprete egiziano della Presidenza del Consiglio, preso a verbale dagli avvocati Ghedini e Longo, perché avrebbe tradotto un colloquio di Berlusconi con Hosni Mubarak nel quale si sarebbe parlato proprio di Karima el Mahroug, in arte Ruby.
Ovviamente non si sa cosa possa ricordare di questo colloquio il presidente egiziano ma in questo periodo sarebbe assai arduo sentirlo come testimone avendo lo stesso ben altre preoccupazioni per la testa. Così mentre in Procura ancora non si è sciolto il nodo del rinvio a giudizio del Premier, dalla difesa, nell'eventualità di una separazione dei processi, arrivano nuove carte rubricate alla voce «indagini difensive»....
A questo punto, il Cavalier Pompetta deve solo sperare sulla vittoria dei Fratelli Musulmani: se per caso Mubarak riesce a tirarsi fuori dai guai, son ***** duri per il fantasioso inquilino di Palazzo Chigi...
http://www.dagospia.com/rubrica-3/po...colo-22639.htm
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